Chi fa da sé paga PER TRE

copertina self made

 

5 problemi che avrai se ti farai un sito internet self-made (che ti costerà un’esagerazione anche se ti sembra gratis)

Mi è arrivata una mail quasi arrabbiata.

Dopo il mio ultimo articolo sull’importanza dei Siti Internet per qualunque tipo di attività (eccoti il link se vuoi recuperarlo), un mio lettore mi ha scritto.

Aveva un tono deluso, come se avessi distrutto le sue aspettative.

“Ciao, ho letto il tuo articolo sui Siti. Giusto quello che dici, ma perché non hai segnalato uno di quei link dove fare un sito facilmente e gratis? Magari così la gente sa qual è il migliore e non perde tempo”

Caro amico, c’è un motivo preciso per cui non l’ho fatto:

Non mi piace prendere in giro chi mi segue.

Hai presente quei paesi polverosi che si vedono nei film western? Un’unica via che viene da nessun posto e se ne va chissà dove, 8 o 9 edifici a ridosso della strada con la facciata grande, ampia, stuccata e bella dipinta di fresco…

Se fai il giro la casa in realtà è una catapecchia storta, col retro tutto sporco ed in disordine, i covoni di paglia secca che rotolano e delle travi piene di tarli che tengono su la facciata finta.

Ecco, questa baracca malmessa è l’immagine mentale che mi si forma in testa quando si parla di siti self made.

O quando leggo post pubblicitari di siti self made.

casa distrutta

O quando vedo un sito self made…

Ma visto che mi è stato chiesto, mi permetto di esprimere un’opinione seria, distaccata e professionale sui siti self made.

Il responso dei Sarti del Web è:

no, nada, niet, nisba! Nella maniera più totale, definitiva e senza diritto di replica.

Se ti dicessi il contrario sarei un criminale, come un dentista che ti lucida il dente e ti rimanda a casa dicendoti di stare tranquillo, che va tutto bene.

E intanto una carie ti sta mangiando il dente da dentro. E dopo quanto? Un mese? Un anno? Due? Cinque?

Prima o poi il conto arriva.

E quando arriva sono dolori per te e per il tuo portafogli.

Seguimi perché è un discorso molto lineare.

All’inizio può sembrare difficile da accettare: all’apparenza va tutto quasi bene.

Un sito self-made è sicuramente più brutto di un Sito fatto dai Sarti, ma ti viene da pensare che comunque possa andare, dai.

Sei pronto a rinunciare ad un po’ di estetica pur di risparmiare dei soldi. Ti tappi il naso e via! a scegliere i colori, i bottoni, ritagliare le foto et voilà!

Sito bello che pronto!

Hai un bel template, un tema prefatto, tutto bellino, organizzato. Sembra quasi che ti abbia letto nel pensiero: le immagini sono allineate come vorresti, il testo si legge bene, è proprio carino…

…proprio come quello del tuo vicino di negozio. E del ristorante a 20 metri. E della discoteca dove sei stato qualche settimana fa. E del salumiere, dell’agenzia viaggi, della paninoteca…

Il tuo sito è IDENTICO a tutti gli altri.

Non ha personalità.

 

Non ha creatività

E nemmeno è espandibile.

Ora fatti una domanda:

La tua attività merita davvero un’identità simile a quella di altre mille?

Se pensi di vincere la guerra con la concorrenza in questo modo…ti consiglio di dare una riletta al mio Blog!

Ma facciamo finta che vada bene

(NO! NON VA BENE)

Vabbè, facciamo finta.

Il problema vero è DIETRO al sito.

Come l’insieme di travi che tiene su la facciata pitturata… ecco: quello non è certamente un buon post dove abitare.

Un tecnico dell’ambiente web ti direbbe che è molto più importante quello che sta DENTRO al sito, le sue meccaniche e le funzioni, ma noi Sarti sappiamo bene che anche l’occhio vuole la sua parte.

Quindi ci accordiamo su un convenzionale 50 e 50.

Metà dell’importanza va all’estetica, l’altra metà alla costruzione.

Ma spiegato in parole povere, dove sono i problemi?

1# EGREGIO SIGNOR GOOGLE

Devi sapere che il Sito non è un oggetto fine a sé stesso. È un vaso comunicante, un essere semi vivente che dialoga con altri milioni di siti più grandi e più piccoli di lui. Ci va a braccetto, ci va in scontro, ha una sua vita relazionale, potremmo dire.

E c’è di più…

Che ci piaccia o meno DEVE rispondere a Sua Eccellenza il Gran Visir…

Il maestoso e severissimo GOOGLE!

E a lui, il tuo sito self-made fa schifo. Ma proprio schifissimo!

A prescindere da quanto tu sia stato bravo, Google lo schifa con tutte le sue forze.

Perché, per poter dare un servizio di costruzione self-made di un sito, chi te lo vende deve creare un prodotto un po’ buono per più persone possibili.

Deve accontentare un po’ tutti, rendendo il risultato… limitato: il codice al suo interno, il linguaggio macchina per intenderci, risulta macchinoso e lento.

Tu ne usi solo una piccola parte e non c’è un tecnico disponibile a tagliarne via il surplus, ad aggiustare le funzioni affinché ciò che ti serve vada al massimo e ciò che non usi non ti crei ostacoli.

Dopotutto se costa così poco (o addirittura è gratis) da qualche parte i produttori dovranno pur risparmiare, no?

E quindi via con una serie di siti lenti, pesanti, pieni di parti inutili. Tu magari non te ne accorgi, e non te ne faccio una colpa: non è il tuo mestiere.

Ma il Signor Google se ne accorge eccome!

Lui scansiona milioni di siti ogni santo giorno e i suoi potenti e impietosi algoritmi riconoscono immediatamente il tuo sito self-made, lo schifano, lo bollano e cominciano a nasconderlo.

Cioè, tu fai la fatica di modificare il sito, te lo ritagli alla meno peggio perché ti piaccia, ti dia soddisfazioni, ci impieghi delle ore…E POI NON LO VEDE NESSUNO?

Terribile vero?

E i problemi non finiscono qui.

2# SEO (Search Engine Optimization): la suprema arte dell’Ottimizzazione.

Non voglio girarci attorno. La verità è una sola: la SEO di questi siti in genere fa schifo.

mare
Se costruisci sulla sabbia…

Ma sarò sincero e brutale: non è colpa di chi fa il sito.

È colpa tua (ma hai un alibi, tranquillo).

Perché qui c’è in ballo un problema percettivo: da quel che sembra, specialmente leggendo le guide per costruirti da solo il sito, sembra tutto estremamente facile, intuitivo.

Chiunque con la licenza media potrebbe fare un sito buono con un testo altrettanto buono.

Ma il problema è sempre lo stesso: il testo, come il sito, non deve piacere a te. Deve piacere ai tuoi clienti. E ancor più… deve piacere a Google!

I motori di ricerca prediligono un tipo di testo ad un altro, e di tanto in tanto cambiano anche idea!

(ovviamente senza avvertirti, che carini)

Tu sei aggiornato in merito? Sai dove informarti per scrivere testi non dico buoni, ma almeno decenti?

Ancora una volta: non è colpa tua. Semplicemente per poterti vendere un prodotto, evitano di elencarti con accuratezza la lunga lista di motivi per cui NON dovresti comprarlo.

Quindi in 99 casi su 100 la SEO sarà pessima e il tuo sito sarà buttato giù in tutte le ricerche.

Giù, nello scantinato polveroso di Google.

Ricorda: il posto migliore dove nascondere UN CADAVERE è la TERZA pagina di Google.

Non ci va mai nessuno.

3# il SERVER, questo sconosciuto

Il Server mediamente più usato è Aruba, molto famoso in Italia.

Noi non lo usiamo perché è veramente carente in fatto di prestazioni e colmo di bug (visto a non esser esperti del settore?).

Un Server è uno spazio fisico dove il tuo sito è ospitato. Se quel server ha problemi, tu hai problemi.

Se quel server brucia (fatto davvero successo ad Aruba anni fa ad Arezzo) il tuo sito PUF. Cenere.

Ma cosa succede quando un server non brucia ma ha, diciamo, il singhiozzo?

Cose a caso.

Roba che manco te ne accorgi e il tuo sito appare come una schermata bianca.

Oppure tutto sconnesso, incomprensibile.

Poi magari succede che te ne accorgi perché te lo dice il cliente affezionato, e comincia l’epopea al telefono con l’azienda da cui hai acquistato: numero verde, centralino, codice cliente, attesa…

Ore ed ore perse per recuperare (forse) ciò che è stato perduto.

Ma ricorda: hai risparmiato sul sito! Non puoi pretendere un buon servizio, no?

Dovesse mai succedere ad un mio cliente, gli basterebbe un WhatsApp e nel laboratorio dei Sarti partirebbe la sirena dell’allarme rosso. Immediatamente.

E comunque NON succede perché ce ne accorgiamo NOI prima di TE, e risolviamo in tempo zero!

La scelta del Server deve essere tenuta in grande considerazione. Un po’ come quando scegli le 4 mura da arredare per aprire il tuo locale ed accogliere clienti.

Se sono piene di muffa, crepe, non hanno riscaldamento o cadono a pezzi… non prenderle.

Magari l’affitto è basso, ma quanto spenderai in manutenzione?

4# NAVIGABILITÀ, ovvero: quanto si sta comodi a casa tua.

Una volta scelte le mura dovrai scegliere l’arredamento. Prenderesti mai sedie vecchie e scomode, poltrone sfondate e divani distrutti dai gatti per arredare il luogo in cui accogli i clienti?

Un Sito non strutturato attorno alle tue necessità, con codici in eccesso e pesanti funzioni inutili, spesso è lento, pesante, e magari al suo interno ha pure dei salvataggi di versioni precedenti…un macello!

catapecchia

La navigazione diventa lentissima. L’utente che vuole vedere cosa fai deve aspettare una vita (che poi magari sono 10-15 secondi, già troppi per chi sta aspettando).

Al potenziale Cliente che atterra sul tuo Sito Aziendale devi dare l’opportunità di vivere un’esperienza appagante, senza attese e con buoni contenuti, ben fruibili e graficamente interessanti. Se le cose vanno diversamente, o anche solo se il sito è molto lento, il tuo potenziale Cliente diventa in 8 secondi il potenziale Cliente di qualcuno altro…

E tu non vuoi questo, vero?

5# il COSTO (ma come, non era gratis?)

È vero, un sito self-made ti costa pochissimo.

Un costo mensile o annuale.

Ma in realtà ti tengono in ostaggio!

Se non paghi più in genere l’azienda si tiene sito, dominio e l’indirizzo da digitare per trovarti, causandoti un grande disagio.

Se moltiplichi questa tassa per la durata del tempo in cui vorrai averlo, il tuo Sito Aziendale, quanto viene?

Diciamo che lo tieni 10 anni… è ancora così conveniente?

E poi guarda bene le clausole (le hai lette con attenzione tutte, vero?): in genere il costo aumenta a seconda delle pagine, dei dati caricati, ecc… ogni piccola variazione aumenta il costo. E se non ci sono variazioni?

Qualcosa per aumentare il costo viene sempre fuori…

A me pare ‘na mezza truffa!

Avevo detto 5 problemi, vero?

Ce n’è un sesto, ma è un po’ meno legato al sito in sé, ma a come lo usi. È un problema molto complesso, che non ho la pretesa di risolvere in questo articolo, ma un accenno è doveroso.

6# IL MALEDETTO MARKETING

A cosa serve un sito?

A vendere.

Punto.

Non te ne fai nulla di una bella immagine e di testi perfetti se non convertono. Se non generano fatturato.

Ovvero: il sito è UNO STRUMENTO DI MARKETING.

Il vero segreto di un bravo marketer è mettere in sinergia il Sito ed i Social, metterli in relazione, farli lavorare assieme, incrociare i dati continuamente e finalizzare ogni azione alla vendita.

Per poter fare questo servono strumenti web importanti, utili e decisamente difficili da usare.

Pixel, google tag manager, google data studio o google analytics… ne hai mai sentito parlare?

E anche se sai cosa sono, sapresti usarli nel migliore dei modi?

Sono strumenti che bisogna studiare, imparare, utilizzare. Occorre scoprine le potenzialità, fare errori, migliorarsi…

Questo è un lavoro per gente che studia e ci suda sopra ogni giorno, non può essere fatto da improvvisati nerd. A meno che tu non voglia affidare tutto a tuo Cuggino che è bravo col Piccì!

Per concludere però ho deciso di cambiare verdetto.

Per un attimo farò il buono e gentile:

I siti self-made vanno bene?

Dipende

Dipende dal tuo budget e dalle tue intenzioni.

  • Budget: hai pochi soldi e non pensi di averne mai abbastanza? Vai pure, non ti fermerò con la forza (ma tieni a mente il punto del costo).
  • Intenzione: perché fai il sito? È solo uno sfizio? Vuoi la tua faccia su internet ma non hai intenzione di farci nulla di che?

Anche in questo caso, vai pure. Se l’unico obiettivo del tuo Sito è CHE CI SIA, allora va bene anche self-made.

Se invece hai intenzione di fare qualcosa di serio, in un progetto di Marketing finalizzato ad avere più clienti, che comprano più frequentemente e che spendono di più…

Devi solo cliccare su questo link.

Sul serio: non ci sono altre scappatoie.

Richiedi la tua telefonata col Tutor e preparati a cambiare le carte in gioco.

Se invece sei ostinato, piuttosto che continuare a cercare di farti il sito da solo, tieniti aggiornato con i miei articoli ed evita così gli errori che sta facendo la tua concorrenza.

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