Il superpotere dei 5 sensi

copertina una lotta all'ultimo senso

Come stordire il tuo lettore colpendolo nel punto in cui è più scoperto anche se ha delle enormi difese contro ogni forma di comunicazione commerciale.

C’è un ragazzo giovane e talentuoso che mi ha chiesto alcune dritte per la gestione della sua pagina Social, che usa per mostrare e vendere alcuni oggetti di prestigioso artigianato.

Quando gli ho consigliato “prima leggi il mio Blog”, mi ha risposto che lo aveva già fatto…

E quindi mi ha incuriosito.

Mi ha fatto un sacco di domande interessanti.

Alcune davvero complesse e pertinenti.

Ed io ho cercato di rispondere a tutte nella maniera più semplice e comprensibile possibile.

Tuttavia…

Alcune domande erano DAVVERO complesse. E la risposta presupponeva:

  • Avere sostanziose conoscenze pregresse;
  • Avere molto tempo da spendere.

Così mi sono trovato a dirgli, quasi senza volerlo… “devi studiare un sacco e farti un mazzo tanto”.

Ma mi ha fatto venire voglia di scrivere un articolo su qualcosa di un po’ più tecnico e complicato del solito.

occhiali

Qui si va MOLTO in giù.

Quindi segui con attenzione, perché sto per darti una perla.

Ho deciso di fare un bel tuffo negli abissi più profondi delle tecniche di scrittura persuasiva.

E di darti una di quelle dritte che può cambiare per sempre il tuo modo di scrivere… e di vendere con i testi scritti.

Ma prima dobbiamo chiarire un paio di aspetti:

Se stai leggendo questo blog è perché hai capito che la differenza tra un testo scritto bene ed un testo scritto male si misura sulla tua cassa. Ovvero, se scrivi testi buoni la gente li legge, ti segue, ne vuole altri, diventa un tuo fan e ad un certo punto compra la tua merce.

Ma esattamente dove si trova il punto di confine tra testo scritto bene e scritto male?

Qui non stiamo parlando di letteratura. Non stiamo parlando d’arte.

Per quanto io ami arte e letteratura (sono un lettore instancabile), qua si parla d’altro.

Per cui un testo scritto bene ed un testo scritto male non si differenziano per la qualità della tua scrittura.

marte
Perché nella vita ci vuole Curiosity!

Nel Laboratorio dei Sarti potresti essere un bravissimo romanziere e scrivere malissimo, o un mezzo illetterato campione di scrittura.

Qui quello che conta davvero è quanto le tue parole “entrano” nella testa del tuo potenziale cliente e lo imbambolano, inchiodandolo al tuo testo senza possibilità di uscirne.

Nel Laboratorio ci piace dire che devono essere una pallottola che si infila nel cranio del tuo potenziale cliente spegnendogli il senso critico.

Ok, magari è forte, ma rende bene il senso.

spegnere il senso critico” significa imporre al tuo lettore di smettere per sempre di cercare alternative al tuo prodotto o servizio. Instillargli la certezza che non ci sia nessuno all’infuori di te a cui valga la pena elargire denaro. Che la tua concorrenza sia morta e sepolta per sempre.

Ed ovviamente è un lavoraccio.

Altrimenti non sarei qui a parlartene.

Occorre prima di tutto sapere esattamente con chi stai parlando. Chi è il tuo cliente su Misura.

E poi scrivere in modo che A LUI faccia colpo. Che gli entri nelle viscere e gli faccia salire da dentro una voglia incontrollabile di darti i suoi soldi.

Come?

Facendolo emozionare.

Si, perché nessuno compra senza emozione. Nemmeno l’assicurazione dell’auto, che è obbligatoria, si sceglie senza che le emozioni invadano il campo della decisione.

Fra qualche tempo ti scriverò di Psicologia d’Acquisto, ma per ora mi limito a dirti che è così.

gatto
Feel the Sensation

Fai lo sforzo di credermi e non metterti a cercare situazioni in cui le emozioni non interferiscono con l’acquisto di qualcosa. Anche perché non ce ne sono, perderesti tempo. E poi devi seguire il mio discorso, stai sul pezzo!

Dicevo: fai emozionare il tuo lettore e lui ti seguirà fino a casa e ti chiederà di rimanere con te. E finalmente si trasformerà in cliente vero e pagante.

Per emozionare devi sfondare un muro molto consistente. Un nemico molto duro, difficile da abbattere.

Si chiama SOVRAESPOSIZIONE.

Ovvero l’effetto di quelle migliaia (circa 7) di messaggi pubblicitari che vediamo mediamente al giorno.

Cartelloni, tv, volantini, Social, Youtube… e non parliamo dei siti pornografici dove ci va un sacco di gente e sono strapieni di pubblicità.

In mezzo a questo mare di messaggi che esortano a comprare qualcosa, il tuo deve funzionare meglio degli altri.

Se stai intercettando i clienti giusti – Su Misura – sei avvantaggiato.

Ma anche con quelli, la concorrenza c’è ed è ovunque.

Per parlare al loro spettro emotivo devi fare in modo che la tua comunicazione colpisca le corde più vulnerabili del loro apparato di difesa, sempre attento a schivare i messaggi di Marketing.

E devi farlo usando i 5 sensi.

Esatto, i 5 sensi. Tutti, possibilmente.

Olfatto, udito, tatto, gusto e vista.

Qualunque cosa tu venda.

Già ti immagino: io vendo cacciaviti, che me ne faccio dell’udito? O del gusto poi!?!

Chiariamoci: nessuno ti sta dicendo di descrivere il sapore con retrogusto di frutta secca e fiori d’arancio del tuo cacciavite.

Quello che è importante che tu faccia è smuovere quei sensi. Quelli che puoi, sempre nel numero massimo possibile.

Stimolare la percezione del tuo lettore andando ad incidere su uno o più dei 5 sensi gli farà letteralmente perdere il controllo.

Più i suoi sensi sono stimolati correttamente, più lui rimarrà attaccato al tuo testo. Diventerà ricettivo. Vorrà saperne di più.

La tua abilità e la tua creatività (anche se questa parola io la detesto) saranno fondamentali.

incenso

Un fornaio può parlare facilmente del gusto del suo pane, dell’odore della farina, della fragranza della crosta, della bellezza delle forme che può prendere una pagnotta… ma se ti sa raccontare nel modo giusto quanto è invitante il suono del pane appena sfornato, quando la crosta ancora scricchiola, se sa dirti che quella è la voce del pane, che fiero di sé ti parla e ti racconta quanto sarà gustoso addentarlo e masticarlo con calma… beh, è ben più facile che tu voglia il SUO pane, e non quello confezionato del discount.

È questa la vera sfida. Stimolare sensi inaspettati, colpire dove il tuo lettore è più “scoperto”, perché non si aspetta che tu possa arrivare fin lì.

Ed ovviamente senza che la cosa diventi troppo fuori dalle righe. Che il cacciavite abbia l’impugnatura in gomma hi-tech da vero uomo, che stia ben saldo, stretto tra le mani, è un buon lavoro sul tatto. Dire che la superficie della sua impugnatura emoziona come accarezzare la pelle di una ventenne non stimola l’acquisto, perché non è una sensazione collegata all’utilizzo del cacciavite.

Quindi, ricapitolando: vuoi colpire il tuo lettore nei punti in cui è scoperto?

Usa i 5 sensi, o il massimo numero di sensi che riesci ad utilizzare, riferiti ad aspetti del tuo prodotto che siano realistici. Più diventerai bravo, più avrai conseguenze gradevoli, tipo nuovi clienti.

Più prenderai sottogamba questa chicca, più avrai da lottare contro la concorrenza.

Quindi rimboccati le maniche e datti da fare. Segui il mio Blog, iscriviti alla mia newsletter, e metti in pratica queste perle. E potrai TOCCARE con mano i risultati, VEDRAI sempre nuovi clienti, il tuo telefono SQUILLERÀ costantemente per quanti vorranno comprare da te, sentirai il PROFUMO del successo, potrai GUSTARTI la sensazione di rivalsa verso chi diceva che non ce l’avresti mai fatta…

Tuttavia…

C’è un modo per avere TUTTO QUESTO senza fatica. Senza fare mille prove per arrivare alla soluzione giusta. Senza dover abbandonare il tuo lavoro per gestire solamente il Marketing…

…ed è facile, ma non per tutti.

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