Sponsorizzate: leggere le avvertenze prima dell’uso

Le 7 cose da NON fare se vuoi evitare conseguenze sgradevoli e investimenti sprecati

Sino ad oggi ti ho dato molti (anzi moltissimi) consigli su quali contenuti pubblicare, su come muoverti per attirare il tuo cliente su misura e su come sponsorizzare per proporti a più persone.

Abbiamo chiarito che gli elementi per costruire un buon Post Social sono numerosi e hanno come obiettivo comune quello di tenere il tuo lettore (occasionale o meno) incollato alle tue parole e immagini (o video).

Nel momento in cui vogliamo espandere questo nostro Post a più persone possibili (e Facebook ci ha tentato abbastanza da convincerci), ecco che ci accingiamo a premere i tasti giusti e collegare la carta di credito.

A quel punto OCCHIO!

Il tuo sentiero è pieno di insidie.

Ecco quindi le 7 mosse sbagliate che potresti essere tentato di fare!

Nell’articolo di oggi voglio evidenziarti cosa NON fare per sponsorizzare al meglio i tuoi contenuti… e questo mi obbliga a tenere la comunicazione su un livello “tecnico”.

Ok, non sarà uno spasso, ma ti garantisco che sarà utile!

1. Non utilizzare il pulsante “Metti in evidenza il post” nemmeno sotto ricatto!

Ma come, Sarto, è proprio Facebook stesso a dirmelo! Perché non dovrei utilizzare quel pulsante? Investendo pochi euro posso raggiungere migliaia di persone!

Vero.

Puoi raggiungere una marea di gente in maniera semplice e veloce. Solo che… raggiungi gente a caso!

E mille Clienti a Caso non valgono 10 Clienti Su Misura!

Utilizzando il pulsante Metti in evidenza il post, avrai quello che si chiama un post “accelerato”.

Ma utilizzando questo meccanismo potrai accedere a una versione molto limitata dei sistemi di targettizzazione pubblicitario di Facebook.

Praticamente viaggi col freno a mano tirato!

Il consiglio è quello di utilizzare lo strumento di Gestione Inserzioni per tutte le campagne pubblicitarie.

Grazie a questo strumento, infatti, hai a disposizione una panoramica molto più ampia di criteri di selezione del pubblico per la promozione del Post.

Inoltre, promuovendo il post da questo strumento hai anche la possibilità di accedere ad un elenco completo di tutte le opportunità offerte.

Attraverso Gestione Inserzioni potrai infatti creare diverse tipologie di inserzioni partendo dalla scelta dell’obiettivo di Comunicazione della campagna.

Ne ho parlato approfonditamente in questo articolo: “Sponsorizzate: leggere le avvertenze prima dell’uso”

2. Non utilizzare troppe scritte sulle immagini perché… perché Zucky non vuole!

Come riporta la guida ufficiale: “Il testo presente nell’immagine di un’inserzione comprende il testo sovrapposto a una foto o a un’illustrazione, logo di tipo testuale o watermark usati nell’immagine di un’inserzione.”

Fino a poco tempo fa il sistema di Advertising di Facebook bloccava tutte le inserzioni con immagini che contenevano testo per una quota superiore del 20% dell’area visibile.

Oggi questa regola è scomparsa (aspetta a gioire), ma Facebook penalizza tutti quei post con immagini ricche di testo riducendone la copertura, ovvero il numero di singoli utenti raggiunti attraverso la promozione di un post, e facendo schizzare in alto il costo per ogni interazione!

E tu non vuoi sprecare investimenti, vero?

E allora: stai alle regole di casa Zuckerberg.

Facebook preferisce immagini delle inserzioni con poco o senza testo, in quanto le immagini con molto testo potrebbero creare un’esperienza di bassa qualità per le persone su Facebook.

Detto in altre parole: se c’è il rischio che il tuo post disturbi o annoi qualcuno, l’algoritmo te lo fa volare basso.

Come fare a non rischiare?

Se hai del testo nelle immagini, utilizza sempre lo strumento per la verifica del testo nelle immagini che Facebook ti mette a disposizione.

Puoi trovarlo a questo link!

(disponibile solo per desktop, ma tanto lo sai che non puoi lavorare solo con uno smartphone, vero?)

3. Leggi bene quei numeri! Non valutare i dati assoluti, ma quelli relativi!

A quanti like stai oggi?

Spesso si tende a misurare il successo di un post sponsorizzato in base al numero di Mi Piace o di interazioni ottenute in termini assoluti.

Sai già come funziona vero? I LIKE NON SERVONO A NULLA.

NULLA.

PUNTO.

Quindi non stare a perderti su queste quisquiglie e guarda i dati utili.

Il dato rilevante è quello relativo.

Un post che ha ottenuto dieci Mi Piace potrebbe aver avuto maggior successo di un post con 100 interazioni.

Quello che dovremmo imparare a misurare è il valore delle interazioni messo in relazione al numero delle persone raggiunte. Nel gergo dei tecniconi è “engagement rate” e sono anni che cerco un modo per dirlo in italiano!

Lo ottieni col rapporto tra il numero di interazioni e le persone che hanno visto quel determinato post.

Tanto più alto sarà il valore percentuale dell’engagement rate tanto maggiore il successo ottenuto dal tuo post.

Un post con un valore elevato di interazione rispetto alle visualizzazioni indica una maggiore precisione nella scelta del pubblico: hai fatto vedere il post giusto alle persone giuste!

Se è basso… devi fare nuovi test!

4. Non avere un obiettivo chiaro è come correre bendato spargendo banconote al vento.

Qual è il tuo obiettivo?

Lo so, tu vuoi vendere, quindi ti SEMBRA di avere un obiettivo chiaro. Purtroppo è tutto più complicato.

La domanda giusta è: COME vuoi vendere?

Vuoi arrivarci sul lungo periodo, e quindi ora ti preme solo attirare nuovi seguaci?

O magari vuoi vendere adesso rimandando gli utenti ad un negozio?

O forse per vendere vuoi farti contattare per un preventivo?

Oppure vuoi attirare nuovi iscritti alla tua newsletter, così quando lancerai il tuo nuovo prodotto potrai annunciarlo a una grande lista di iscritti?

O altro ancora?

Come vedi, gli obiettivi di un post sponsorizzato possono essere tantissimi (e non te li ho nemmeno elencati tutti, ci vorrebbe una vita!)

Seleziona bene l’obiettivo.

Poi, in base all’obiettivo, cambia anche tutto il resto.

Cambiano il testo e l’immagine, ovvio, ma anche il pubblico della sponsorizzata, i posizionamenti, l’obiettivo della campagna che selezionerai su Facebook.

Cambia TUTTO!

Quindi: prima di fare una sponsorizzata, scegli con cura l’obiettivo che vuoi raggiungere con quel post e POI scegli come impostarla!

5. Testare più variabili nello stesso annuncio ti creerà solo confusione.

La Comunicazione è una scienza. Come la cucina, è l’insieme di più ingredienti che vanno miscelati alla perfezione per ottenere un piatto degno di uno chef.

Magari la tua Sponsorizzata non performa per via del testo, poco attrattivo?

O magari hai sbagliato a segmentare il tuo pubblico, puntando su un pubblico che non corrisponde apieno al tuo Cliente su Misura?

Tutte queste domande derivano dal fatto che per fare dei test è necessario creare più annunci, uno per ogni variabile. In pratica, con un annuncio riuscirai a captare l’efficacia dei testi e del tuo modo di comunicare, con un altro annuncio, potrai sapere se ti stai rivolgendo al pubblico giusto.

La parola chiave è TEST!

Diffida da chi ti dà formule precotte per il successo. Il principio è sempre lo stesso: le tecniche sono efficaci se costruite attorno al tuo Cliente Su Misura. E alcune saranno più efficaci di altre. Come puoi scoprire quali sono le migliori per te?

Se decidi di buttarti nel progetto degli annunci sponsorizzati, è fondamentale che tu non commetta l’errore di testare più variabili nella stessa campagna.

Devi isolare una sola variabile da testare per volta. In questo modo puoi capire quali sono gli elementi della tua comunicazione che colpiscono meglio il tuo pubblico e scartare via via quello che funziona peggio!

6. un Sito di atterraggio fatto male è un repellente per nuovi clienti.

Dove vuoi portare il tuo cliente?

Immagina di trovarti di fronte a un annuncio che ti promette una super offerta su un viaggio ai Caraibi e che, una volta entrato, ti trovi di fronte alla homepage di un sito di un’agenzia turistica in cui appare tutto tranne l’offerta che ti ha incuriosito.

Come la prendi?

Te lo dico io: ti senti preso in giro!

Sarebbe davvero confusionario, oltre che fastidioso.Tanto che, probabilmente, neanche ti metteresti a cercare l’offerta, ma usciresti più arrabbiato che mai e penseresti che, forse, non è destino che tu vada in ferie.

È per tutti questi motivi che quando si crea una campagna su Facebook è fondamentale pensare all’arrivo su una Landing Page efficace, ossia alla pagina in cui approderanno i tuoi clienti quando cliccheranno sull’annuncio.

Dev’essere una pagina bella, attraente, che mantenga alta l’attenzione, sì.

Ma non solo.

La necessità maggiore è che sia perfettamente pertinente con l’offerta o, più in generale, il contenuto dell’annuncio. Ricorda, infatti, che chi ha deciso di darti fiducia lo ha fatto perché sei riuscito a incuriosirlo con una tematica ben precisa.

Ma con la mossa sbagliata puoi perdere la sua curiosità per sempre!

Ma come evitare di cadere in questo errore senza dover creare migliaia e migliaia di Landing Page specifiche? La risposta è più semplice di quello che pensi: realizza gli annunci in base a ciò che è già presente nel tuo sito (prodotti specifici, servizi che offri, articoli del blog per aiutare l’utente e così via).

Ovvero: basa i tuoi annunci sul sito e non il sito sugli annunci!

In questo modo l’intero processo di creazione dei banner sponsorizzati sarà più breve (riprenderai, infatti, contenuti già realizzati) e, allo stesso tempo, sarai sicuro di far approdare il tuo utente nella pagina con cui l’hai canalizzato.

Ti ho già parlato dell’amore fra sito e social in questo articolo: “Vendere con i Social senza avere un Sito ed altri modi per VENDERE MENO di quanto potresti”

7. Ignorare le statistiche ti fa sprecare le migliori occasioni.

Questo è il passaggio più da nerdoni, mi spiace se ti sembrerà arabo… ma qui si parla di calcoli e c’è davvero poca poesia!

Se la tua sponsorizzata non porta risultati e chiedendoti il perché urli al cielo “non ne ho idea!”, significa che stai commettendo l’errore di non controllare le statistiche.

I dati di ogni campagna sono fondamentali per conoscere l’entità del problema e per capire quale, tra due o più campagne, crea maggiore soddisfazione nell’utente e, di conseguenza, può divenire il prototipo perfetto da seguire.

Talvolta questo errore viene commesso per pigrizia o per ignoranza, nel senso che non si conosce lo strumento con cui tenere monitorate le campagne: Facebook mette già a tua disposizione tutte le informazioni di cui necessiti.

Il problema è che devi dirgli qual è, effettivamente, il dato di cui ti interessa maggiormente.

All’interno del pannello di gestione delle inserzioni ti viene mostrata una serie di dati. Sei tu, però, che devi personalizzare le colonne per poter vedere ulteriori informazioni sulle tue campagne.

Quali dati dovresti aggiungere?

Secondo la lunga esperienza dei Sarti i punti su cui devi basare le analisi sono:

  • CTR (Click Through Rate). In italiano e in modo semplice che qua non siamo tutti studiati: qual è la percentuale tra tutti coloro che visualizzano il tuo annuncio e coloro che ci cliccano sopra? Ovviamente, più questo dato è grande, maggiore sarà l’efficacia delle tue campagne;
  • Costo per clic. Quanto stai pagando per ogni clic sul tuo annuncio?
  • Valore totale delle conversioni degli acquisti nel sito web. Quanti hanno visto il tuo annuncio, l’hanno cliccato e poi hanno acquistato nel tuo sito e-commerce? Per questo servirà ovviamente il Pixel!
  • Frequenza. Quante volte l’utente a cui ti rivolgi ha visualizzato il tuo annuncio? Occhio perché se è un valore alto ti prenderanno per uno stalker!
  • Budget. Quanti soldi hai dedicato quotidianamente o nell’arco di un determinato periodo di tempo alle tue campagne su Facebook?
  • Costo per risultato. Quanto ti costa ottenere un obiettivo predisposto?

Queste sono le informazioni di cui necessiti maggiormente per poter capire se sei sulla strada giusta o sbagliata. Da questi dati puoi trarre le conclusioni e, quindi:

  • sapere se stai investendo abbastanza denaro o se il tuo budget non è sufficiente a produrre frutti;
  • sapere se il testo e la grafica dell’annuncio sono attraenti o se non conducono l’utente a chiamarti;
  • sapere di quanto denaro hai bisogno per raggiungere un obiettivo e, di conseguenza, se il “gioco vale la candela” o se è preferibile migliorare l’annuncio per raggiungere l’utente.

Detto questo, comprenderai che non posso ritenere questo argomento totalmente esaurito. Non perché ci siano chissà quanti punti da trattare ancora, ma perché per poter leggere davvero i dati necessari, strutturando le sponsorizzate al fine di generare quei dati esattamente nel modo in cui serve al tuo specifico business, è una questione di… allenamento!

E quindi di tempo.

Hai abbastanza tempo a disposizione?

Bene, inizia oggi!

Subito!

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Se invece leggendo hai scoperto che, si, è tutto molto bello ma tu non hai il tempo di metterti a studiare, testare, controllare le statistiche in maniera davvero profittevole…

…beh, non mi stupisco. Hai un’attività, hai probabilmente già abbastanza da fare e il tempo che ti ci vorrebbe a diventare esperto non lo avresti nemmeno smettendo di dormire!

Per questo ho creato i Sarti del Web. Per chi, come te, punta a grandi risultati e sa che da solo non può raggiungerli.

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E intanto ricorda:

VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE!

il Sarto

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