Non tutte le parole sono intercambiabili

… apri un dizionario!

Il tasto di oggi è uno di quelli DAVVERO dolenti per chiunque abbia un po’ di sensibilità linguistica, o almeno un genuino interesse nel cercare di comprendere (e applicare!) l’utilizzo corretto della lingua italiana.

 

Oggi parliamo di una locuzione molto bella… quanto purtroppo maltrattata e usata a sproposito, con il risultato di renderla inascoltabile come lo stridio delle unghie sulla lavagna.

 

Il protagonista di oggi è nientepopodimeno che…

… il famigerato PIUTTOSTO CHE!

 

Il problema del suo uso scorretto, quello con valore disgiuntivo (ovvero come sinonimo di o/oppure) è molto sentito, tanto che esistono online moltissime realtà che ne fanno la loro battaglia: esistono un sito dedicato, diversi gruppi e pagine Facebook, articoli, videolezioni dedicate e via dicendo.

Non solo: molti specialisti e personaggi noti hanno espresso la loro opinione netta. 

Edoardo Nesi (vincitore del Premio Strega 2010 – uno dei più importanti premi letterari italiani) ha detto che nel migliore dei mondi possibili quest’espressione andrebbe abolita; il cantautore Vinicio Capossela sostiene di odiarla e Stefano Bartezzaghi (giornalista, scrittore e semiologo) l’ha collocata in prima pagina nel suo libro dedicato ai tormentoni linguistici che andrebbero eliminati.

Un’opinione ancora più netta è quella dello scrittore e linguista Diego Marani, che la definisce un’espressione “con uno spessore semantico equivalente a quello di un grugnito” (D. MARANI, Spazza dizionario 2003. Si conclude il gioco delle «parole da buttare», un inventario delle parole che i nostri lettori vogliono avviare allo smaltimento, supplemento del Sole 24 ORE, 28 dicembre 2003.)

 

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, con un’unica costante: NON SI FA.

Altrimenti… BACCHETTATE!

 

Eppure…
… una tale levata di scudi si è resa necessaria perché, purtroppo, l’uso scorretto del piuttosto che si è diffuso a macchia d’olio.

 

E la cosa grave è che lo si sente utilizzare anche da giornalisti, politici, conduttori televisivi, medici, avvocati, persino professori universitari: una vera e propria epidemia!

Ciononostante, rimane UN ERRORE.

PUNTO.

 

So che a volte può essere difficile orientarsi nei meandri della lingua italiana, specialmente se intorno a noi radio, televisione e giornali (per non parlare dei social media) pullulano di errori e brutture come zanzare in una palude…

… ma non temere: la Penna Rossa è qui per te! 

Insieme, in questa rubrica, andremo in cerca della giusta via per rendere i tuoi testi corretti e scintillanti, a prova di errore, per mostrare ai tuoi clienti la tua preparazione e la tua professionalità… e fare in modo che non solo siano felici di leggere i tuoi testi, ma che te ne chiedano altri!

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E ora, affrontiamo la sfida di oggi: andiamo a scoprire come si usa e come NON SI DEVE MAI USARE il tanto bistrattato piuttosto che!

 

 

COME SI USA

Partiamo dalla base, leggendo la Treccani: 

Piuttosto che si usa correttamente davanti a proposizioni avversative e comparative e significa anziché, indica cioè una preferenza accordata a un elemento rispetto a un altro.

 

Quindi: 

Piuttosto che = anziché/invece di

PUNTO.

 

L’articolo potrebbe finire qui…
… ma andiamo avanti a sviscerare bene la questione, così non potrai più avere dubbi!

 

Fermo restando che il significato di piuttosto che rimane SEMPRE e SOLO quello di anziché, vediamo bene i due casi che abbiamo nominato:

 

  • Proposizione avversativa:
    Es. Piuttosto che dire sciocchezze, rimani in silenzio.

C’è un fatto o una situazione in contrasto con quanto viene detto nella proposizione principale e l’uso di piuttosto che serve per evidenziarlo.

 

  • Proposizione comparativa:
    Es. Preferisco andare al mare piuttosto che in montagna.

Metto a confronto due (o più) opzioni, ed esprimo una preferenza netta per una di esse.

 

Perciò…

-> piuttosto che serve per prendere una posizione e indicare qualcosa di preferibile rispetto a qualcos’altro.

 

Tutto chiaro, no?

 

COME NON SI USA

La questione è chiara, la Treccani non lascia dubbi…
… eppure a un certo punto qualcosa è andato storto.

 

Più o meno negli anni Ottanta, a partire del Nord Italia, nei ceti medio-alti ha iniziato diffondersi un uso scorretto, tra l’altro venato da un certo snobismo: quello di piuttosto che utilizzato con il significato disgiuntivo di o/oppure.

 

Es. Per cena posso cucinare i rigatoni piuttosto che gli spaghetti, piuttosto che i fusilli.
Es. Al mercato potete trovare ogni tipo di verdura: pomodori piuttosto che peperoni, piuttosto che melanzane.

 

-> Piuttosto che: NON vuol dire MAI o/oppure

 

Lo vedi?

Incidilo nel granito, perché è SBAGLIATO.

 

Il problema è che questo uso errato si è diffuso moltissimo, a partire appunto da radio, giornali e televisione: mentre di solito le varianti errate si diffondono nei registri bassi, in questo caso si è diffuso in contesti che richiedono registro alto e uso controllato della lingua.

 

Ecco perché è importante contrastarlo!

 

 

ATTENZIONE AL SIGNIFICATO!

A questo punto, potresti farmi un’obiezione: “La lingua si evolve, il suo uso cambia!”

Verissimo.

 

Ma in questo caso, il cambiamento NON è accettabile.

 

Non tanto perché va contro la tradizione e lo standard grammaticale, ma perché, come fa notare l’Accademia della Crusca, può creare ambiguità sostanziali nella comunicazione, può insomma compromettere la funzione fondamentale del linguaggio.

 

Lo scopo del linguaggio è quello di trasmettere un messaggio in modo chiaro: e scommetto che, pensa un po’, è esattamente questo lo scopo di ognuno dei testi che scrivi.

 

Vediamo un esempio:

  • Un tuo cliente dice: “Potremmo stampare su cartoncino piuttosto che su legno”.

 

Cosa vuol dire?

Che puoi scegliere tu dove stampare… o che il cliente VUOLE il cartoncino?
SEMBRA una sfumatura… ma scommetto che immagini benissimo a QUANTI problemi di fraintendimento possa portare.

 

E scommetto che NON vuoi accollarti problemi da risolvere a causa di un errore linguistico!

 

RICAPITOLANDO…

Il significato di piuttosto che è UNO SOLO, e per evitare fraintendimenti deve rimanere tale.

 

-> Piuttosto che = anziché

E NON -> Piuttosto che = o/oppure

 

Fanne un poster gigante e appendilo in ufficio vicino alla scrivania, imprimilo a fuoco nel tuo cervello e non dimenticarlo mai!

 

Non solo per evitare errori, perché questa è l’unica forma corretta
… ma anche perché il suo uso scorretto è una sciatteria davvero brutta!

E tu NON vuoi che i tuoi testi siano brutti!

 

Quindi, se sei in dubbio, ti basta fare una prova: sostituisci il piuttosto che che vorresti usare con anziché o invece di. Se la frase funziona lo stesso e significa esattamente quello che vuoi dire, allora è corretta.

Altrimenti… niente piuttosto che!

 

Es. Acquisterò un computer nuovo piuttosto che un impianto stereo -> Acquisterò un computer nuovo anziché un impianto stereo

Acquisterai un computer e non un impianto stereo? Allora è CORRETTO!

 

Es. Possiamo ordinare una birra piuttosto che del vino -> Possiamo ordinare una birra anziché del vino

Vuoi la birra e non il vino? Allora è CORRETTO!
Ma se invece intendi dire che sul menu ci sono entrambi e per te è indifferente… è SBAGLIATO, e DEVI usare o/oppure al posto di piuttosto che!

 

QUINDI…

Lo abbiamo visto insieme: in realtà, è molto più semplice di quello che sembra.
Ti basta rifletterci un attimo e optare per l’utilizzo corretto, distinguendoti da quella massa che invece non riflette granché prima di parlare.

 

Perciò, ora sta a te!

 

Lavora sui tuoi testi, lucidali e rendili puliti, corretti e piacevoli da leggere: più lo farai, più i tuoi clienti vorranno leggerli… e più ti vedranno come un professionista competente e attento ai dettagli!

 

Sei impaziente di metterti alla prova?

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Indipendent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

PENSATO R., Manuale di bibliografia, Editrice Bibliografica, Milano 2007.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

SCALA F., SCHIANNINI D. (a cura di), Piccolo manuale di editing, Modern Publishing House, Milano 2009.

SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

SITOGRAFIA

Treccani Online – treccani.it

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

 

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