Quando un punto è troppo…

… e una virgola è poco!

I segni di interpunzione sono estremamente affascinanti: così piccoli, non sono parole né lettere, tanto da sembrare quasi, talvolta, semplici elementi decorativi… e invece hanno un potere enorme.

 

Sono l’ossatura stessa, lo scheletro di ogni testo: senza di loro, non riusciremmo a capire niente, vedremmo solo un confuso fiume di parole che si susseguono una attaccata all’altra.

Il loro superpotere, oltre a scandire il testo scritto, è quello di riuscire a far sì che questo testo trasmetta l’intonazione, le pause e l’espressività del parlato.

 

Hai presente la sensazione di fastidio quando ti trovi davanti qualcuno che parla a mitraglietta, velocissimo e senza fermarsi mai, con il risultato di non farti capire assolutamente nulla del discorso e di infastidirti? Ecco, un testo senza punteggiatura sortisce lo stesso effetto: il lettore si stanca subito, si irrita e passa oltre.

 

Ogni segno di interpunzione ha una sua funzione ben precisa; ovviamente, NON sono intercambiabili tra loro. Oggi partiamo da quello forse più bistrattato: il punto e virgola.

Troppo spesso viene ignorato perché non se ne capisce precisamente la funzione… altre volte viene usato a caso, proprio come se fosse una decorazione.

 

Ma, indovina… non lo è!

 

Per di più, il punto e virgola ha origini illustri: venne usato per la prima volta nel 1496 a Venezia dal celeberrimo stampatore Aldo Manuzio (colui che diede inizio alla storia dell’editoria italiana, in breve) in un’opera scritta da Pietro Bembo (cardinale, scrittore, grammatico, poeta e umanista italiano), il dialogo De Aetna.

Da quel momento in poi, il suo uso si è diffuso, e nonostante alcuni oggi lo diano per morto o quantomeno morente, non è affatto così: la sua funzione in un testo non può essere sostituita o ignorata.

 

Ora, so benissimo che il tuo obiettivo non è quello di scrivere un trattato da filosofo rinascimentale, ma non è questo il punto: il tuo obiettivo è quello di scrivere dei testi accattivanti e interessanti per i tuoi clienti… o per coloro che vuoi lo diventino!

E lo scopo di questa rubrica è esattamente questo: scoprire insieme, settimana dopo settimana, che errori NON devi mai commettere scrivendo, per non rischiare di annoiare, o peggio, far scappare i tuoi lettori… e al contempo come rendere i tuoi testi scorrevoli ed efficaci, in modo che spicchino tra tutti gli altri!

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E ora, andiamo a scoprire come si usa il nostro bellissimo punto e virgola!

 

Amador Loureiro on Unsplash

 

A COSA SERVE?

Partiamo dalla nostra amata Treccani:

Il punto e virgola indica uno stacco intermedio tra due proposizioni di un periodo: più forte della semplice virgola e meno forte del punto.

 

Questo significa che serve in primo luogo a marcare una pausa nel discorso: questa pausa sarà più lunga di una indicata da una virgola, ma più corta di una indicata da un punto… e anche dai due punti. 

Ricordati sempre che dopo il punto e virgola ci va la lettera minuscola!

 

Esempi:

  • Oggi devo andare in banca, in posta e in farmacia.
  • Oggi devo andare in banca. Domani andrò in posta.
  • Oggi devo andare in banca; domani andrò in posta.

 

Prova a leggere le frasi di esempio, anche ad alta voce: senti la differenza? 

Nel primo caso, la pausa è brevissima, la frase è tutt’uno. Nel secondo caso, abbiamo due frasi distinte, nettamente separate tra loro; infine, abbiamo una sfumatura leggermente diversa. La pausa data dal punto e virgola è un po’ più lunga della prima, e meno lunga della seconda: il risultato è una frase unica, ma nella quale si percepisce uno stacco, un cambio di argomento.

 

Entriamo più nel dettaglio e andiamo a vedere cosa ci dice in proposito la grammatica di Luca Serianni:

Il punto e virgola non segna la chiusura di un periodo, come il punto, ma condivide in gran parte le funzioni della virgola, alla quale va preferito in due casi:
1. per introdurre una coordinata introdotta da un connettivo “forte”, che segna cioè uno stacco logico-sintattico abbastanza marcato con l’enunciato che precede, o svolgendo la deduzione logica di un ragionamento, o precisando ciò che è stato appena affermato;
2. in generale, quando si debbano collegare due frasi coordinate complesse o per conferire a una frase particolari sottolineature emotive.

 

Quindi, non si tratta solo della lunghezza della pausa, ma anche di dare un effetto particolare nell’unire due frasi vicine, concatenando il discorso. 

In pratica, ti serve quando stai facendo un discorso complesso, seguendo il filo di un ragionamento: con il punto cambi completamente discorso tra due frasi, mentre con il punto e virgola concateni le due frasi in un discorso più ampio, spiegando e ampliando la prima o aggiungendo qualcosa.

 

Esempi:

  • Preparate i fogli da disegno; i fogli sono sul tavolo.
  • Sulla griglia ci sono le salsicce; sotto il tavolo, il gatto già si lecca i baffi.

 

Volodymyr Hryshchenko on Unsplash

 

ESEMPI DI USI PRATICI

Quindi, dopo aver capito quando va usato il punto e virgola, vediamo insieme qualche esempio pratico di circostanze dove va usato.

 

 

  • Elenchi

Generalmente, nei testi possiamo trovare due tipi di elenchi: quello puntato, dove si va a capo per ogni voce, e quello integrato nel testo.

Per quanto riguarda quello puntato, è buona norma mettere il punto e virgola dopo ogni voce (tranne l’ultima, che si chiude con un punto) e usare le minuscole, in questo modo:

  • carta;
  • penna;
  • inchiostro.

 

Per quanto riguarda gli elenchi integrati nel testo, invece, si solito si preferisce il punto e virgola quando si tratta di separare elementi complessi, alcuni dei quali presentano delle virgole al loro interno.

 

Per esempio:

Le condizioni necessarie alla vita si possono stimare sulla base di alcuni dati: il numero di stelle presenti nella galassia; la frazione di stelle con sistemi planetari; il numero di pianeti adatti allo sviluppo della vita; le frazioni di pianeti in cui si sono sviluppate la vita, l’intelligenza e la civiltà; e il rapporto fra le durate della civiltà e del pianeta. (P. Odifreddi, «La Repubblica»)

 

In questo caso, se usassi la virgola al posto del punto e virgola, la frase diventerebbe confusa e di difficile comprensione; in questo modo, invece, è ben scandita.

 

 

  • Frasi complesse

Quando ti capita di avere a che fare con periodi lunghi, che esprimono concetti articolati, e non vuoi interromperli con un punto per non rischiare di troncare il filo del discorso, ecco che il punto e virgola arriva in tuo soccorso!

 

Per esempio:

  • Le vendite sono aumentate durante tutto il trimestre; tuttavia, il bilancio non è ancora positivo.
  • Ho letto molti libri e mi esercito quotidianamente, perciò la mia tecnica migliora; so però di dover continuare, se voglio ottenere risultati duraturi.
  • Il detective aveva analizzato tutti gli indizi; ora, doveva riuscire a collegarli tra loro.

 

Vedi? In ognuna di queste frasi, se provi a sostituire il punto e virgola con un punto o una virgola, tutte perdono ritmo e chiarezza. Le due frasi sono sempre legate in qualche modo, ma non tanto da poter essere separate soltanto da una virgola, perché rimangono comunque due frasi distinte che esprimono due diversi concetti.

Green Chameleon on Unsplash

 

 

 

QUINDI…

Oggi abbiamo scoperto le meraviglie del punto e virgola: non è netto come un punto di chiusura, né lieve come una virgola: serve per connettere tra di loro pensieri e ragionamenti, e per rendere il discorso più fluido.

 

Si tratta di un segno di interpunzione assolutamente indispensabile, se vuoi che il tuo discorso sia comprensibile e i tuoi lettori riescano a seguire il filo del tuo ragionamento, aumentando la loro voglia di arrivare fino in fondo… e scommetto che è proprio questo che vorresti per ognuno dei tuoi testi!

 

Perciò, ora sta a te!

 

Prova e riprova, scrivi e riscrivi… e prova a leggere ad alta voce: come ti sembra? Non aver paura di  fermarti a pensare anche sulle cose che ti sembrano così piccole come un punto e virgola: nell’insieme, saranno quelle che faranno la differenza!

 

Sei impaziente di metterti alla prova?

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Indipendent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

PENSATO R., Manuale di bibliografia, Editrice Bibliografica, Milano 2007.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

SCALA F., SCHIANNINI D. (a cura di), Piccolo manuale di editing, Modern Publishing House, Milano 2009.

SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

GHENO, V., Tutto il mondo è paese: il bello della contaminazione linguistica, 14 luglio 2020, Zanichelli Online https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/tutto-il-mondo-e-paese-il-bello-della-contaminazione-linguistica/

 

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