Ridi, che la mamma ha fatto…

I  o gli : quando si usano?

Tranquillo, non ho deciso di trasformare la mia rubrica in una di cucina: l’argomento di oggi sono gli articoli determinativi… e come scegliere quelli corretti da usare!

 

Scelte, sempre scelte: spesso non ci pensiamo, ma ogni frase che scriviamo è il frutto di moltissime scelte. Dobbiamo scegliere il tono, la struttura, i tempi verbali, ogni singola parola: che sostantivo usare, che verbo, che aggettivo… e quale articolo!

 

Non è mica semplice, le variabili sono tantissime: pensa che nel 2004, il linguista Luca Lorenzetti, nel suo saggio L’italiano contemporaneo (Carocci, Roma 2004), ha stimato che dei circa 260.000 lessemi che costituiscono il patrimonio lessicale dell’italiano, oltre 50.000 hanno più di un’accezione, oltre 27.000 hanno più di due accezioni, oltre 9.000 hanno più di cinque accezioni, 100 hanno più di 20 accezioni, una decina più di 30.

Sono numeri incredibili!

 

Eppure… molto spesso quando scriviamo lo facciamo di getto, d’istinto, senza stare troppo a pensarci su. Ma secondo te… è davvero la scelta giusta?

 

Va bene, magari quando stiamo stilando la lista della spesa, o chiacchierando con nostra mamma su WhatsApp non è il caso di metterci lo stesso impegno che metteremmo nello scrivere la Divina Commedia… ma quando stiamo scrivendo qualcosa di IMPORTANTE, di UFFICIALE, che leggeranno altre persone, il discorso cambia (non sto dicendo che la mamma non sia importante, ma lei ci vuole bene comunque, anche se magari ci scappa qualche errore di ortografia).

 

Non c’è niente da fare: gli errori di grammatica e ortografia danno sempre un’impressione di superficialità e di sciatteria… e scommetto che NON vuoi che i tuoi clienti, o potenziali clienti, pensino questo di te!

Ecco perché, quando scriviamo online per la nostra azienda, è fondamentale fare MOLTA attenzione a scegliere le parole giuste… e a scriverle bene!
(Altrimenti… BACCHETTATE!)

 

Ma non temere: non sei solo in questa sfida! 

 

Io sono con te: nella mia rubrica, ogni settimana, andremo a scoprire quali sono gli errori da NON fare mai scrivendo, per far sì che i tuoi testi superino persino il giudizio degli occhi più critici… facendo capire ai tuoi clienti che non sei uno qualunque, che fa le cose con superficialità, ma che sei un esperto nel tuo settore, in grado di risolvere ogni loro problema!

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E ora, andiamo a scoprire come si usano gli articoli determinativi: in particolare quando usare i, e quando usare gli!

 

Brandon Lopez on Unsplash

 

GLI ARTICOLI DETERMINATIVI

In italiano, gli articoli determinativi sono quelli che indicano un riferimento a una categoria generale di persone, animali, oggetti o concetti (es. la matematica, i gatti) oppure un riferimento a qualcosa o a qualcuno già noto a chi legge, scrive o parla (es. il mio gatto, il Sole, la mamma).

 

Abbiamo parlato di scelte: per fortuna, quando si parla di articoli determinativi, in italiano la scelta è ridotta:

  • maschile singolare: il / lo; maschile plurale: i / gli
  • femminile singolare: la; femminile plurale: le

 

Per quanto riguarda il femminile, non ci sono problemi: basta saper distinguere tra singolare e plurale… cosa che viene naturale (e mettere l’apostrofo quando serve).

 

Per quanto riguarda il maschile, invece, non è sempre così semplice.

Vediamo perché!

 

 

LO e GLI

Il singolare lo e il plurale gli si usano:

 

1. Davanti a parole che cominciano con vocale; in questo caso, al singolare lo si apostrofa, diventando l’; gli invece non si apostrofa mai (si faceva in passato, ma oggi non si fa più).

Per esempio:

  • l’attore; gli attori
  • l’orco; gli orchi
  • l’elemento; gli elementi
  • l’usignolo; gli usignoli
  • l’istruttore; gli istruttori

 

2. Davanti a parole che cominciano con x, y e z.

Per esempio:

  • lo xilofono; gli xilofoni
  • lo zoccolo; gli zoccoli
  • lo yen; gli yen

 

 3. Davanti alle parole che cominciano con s + consonante (cioè, s impura).

Per esempio:

  • lo studio; gli studi
  • lo sciocco; gli sciocchi
  • lo storico; gli storici

 

4. Davanti a parole che iniziano con i gruppi di consonanti gn, pn, pn e ps (ovvero parole la cui prima lettera è una consonante diversa dalla s, e la seconda una consonante diversa da l o r).

Per esempio:

  • lo gnocco; gli gnocchi
  • lo psicologo; gli psicologi
  • lo pterodattilo; gli pterodattili
  • lo pneumatico; gli pneumatici

 

 

IL e I

Il singolare il e il plurale i si usano in tutti gli altri casi.

 

Per esempio:

  • Il gatto; i gatti
  • Il computer; i computer
  • Il sito; i siti
  • Il testo; i testi

 


Kelvin Lutan on Unsplash

 

 

SCELTE DIFFICILI

Lo schemino che abbiamo appena visto dovrebbe sciogliere tutti i tuoi dubbi… ma so che non è sempre così immediato.

Perciò, ricapitoliamo un attimo le parole con le quali di solito vengono commessi più errori:

 

NO il gnomo e i gnomi ->  SÌ lo gnomo e gli gnomi

NO il pneumatico e i pneumatici -> SÌ lo pneumatico e gli pneumatici

NO il zucchero e i zuccheri -> SÌ lo zucchero e gli zuccheri

 

NO lo suocero e gli suoceri -> SÌ il suocero e i suoceri

NO lo lievito e gli lieviti -> SÌ il lievito e i lieviti

 

Questo riassunto ancora più schematico ti sarà d’aiuto quando cercherai una risposta veloce… per il resto, puoi consultare il paragrafo precedente!

 

Charles Deluvio on Unsplash

 

E GLI GNOCCHI?

Gli gnocchi non compaiono per caso nel titolo di questo articolo: meritano una menzione particolare, legata a diversi regionalismi… curiosamente, uno nella regione dove sono cresciuta, e uno nella regione dove invece abito ora!

Devi sapere infatti (o se sei di quelle parti, di sicuro già lo sai) che in Piemonte, e più in generale nelle regioni settentrionali, è diffuso il detto “Ridi, che la mamma ha fatto I gnocchi”. Si tratta di un modo di dire popolare, le cui origini non sono del tutto chiare, e si usa per dire “ridi pure, anche se non c’è niente da ridere”: è usato di solito in maniera ironica e affettuosa, per far notare che si sta ridendo per qualcosa che in realtà non fa così ridere.

La cosa bizzarra è che il detto si è cristallizzato con l’articolo i… quindi quello sbagliato! Ricordati perciò che si tratta di una forma popolare, da evitare sempre nei testi scritti.

 

Il secondo caso di questo tipo lo troviamo in Emilia-Romagna, in particolare nelle zone di Modena e Reggio Emilia, dove troviamo come piatto tipico lo gnocco fritto: da queste parti, però, è frequentissimo leggere e sentire IL gnocco!

La spiegazione di questo fenomeno si trova nel modo in cui la parola gnocco viene pronunciata in dialetto, creando un suono che è più simile a niocc che non a gnocc… MA quando parliamo o scriviamo in italiano, IL gnocco rimane grammaticalmente sbagliato, anche se sei emiliano!

 

Lo gnocco fritto – foto di Jessica Spengler

 

 

QUINDI…

Ora non solo sai quando è corretto usare lo/gli al posto di il/i… ma sai anche cosa assaggiare subito la prima volta che passerai in Emilia-Romagna o in Piemonte!

Scherzi a parte, ricorda sempre che gli usi popolari esistono, ma non sono adatti a un tipo di Comunicazione ufficiale, da sito web della tua azienda per intenderci: per questo è importante essere sempre consapevole degli usi e delle regole della lingua… per agire di conseguenza!

 

Perciò, ora sta a te!

 

Prepara il tuo dizionario e affila la tua penna… o scalda la tua tastiera, per iniziare a scrivere testi che i tuoi clienti non vedano l’ora di leggere! Puliti, corretti, interessanti… e soprattutto efficaci, capaci di trasmettere il tuo messaggio in maniera chiara e potente: non solo li leggeranno dall’inizio alla fine, ma te ne chiederanno ancora!

 

Sei impaziente di metterti alla prova?

 

Allora non aspettare: acquista ora la tua copia del primo libro del Sarto – VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE –  un manuale pratico per imparare come impostare la tua comunicazione online e per trasformare la tua pagina social in un magnete attira clienti!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Independent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

PENSATO R., Manuale di bibliografia, Editrice Bibliografica, Milano 2007.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

SCALA F., SCHIANNINI D. (a cura di), Piccolo manuale di editing, Modern Publishing House, Milano 2009.

SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

GHENO, V., Tutto il mondo è paese: il bello della contaminazione linguistica, 14 luglio 2020, Zanichelli Online https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/tutto-il-mondo-e-paese-il-bello-della-contaminazione-linguistica/

 

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