Trattino o lineetta?

Segni di punteggiatura spesso maltrattati

Dopo esserci occupati dello spesso – ma ingiustamente – ignorato punto e virgola (CLICCA QUI se vuoi rileggere l’articolo dedicatogli), oggi torniamo nel magnifico mondo dei segni di interpunzione, noti anche come segni di punteggiatura.

 

Oggi non ne vediamo uno solo, ma ben due… che troppo spesso però, oltre a essere usati in maniera scorretta, vengono confusi tra loro.

 

Ancora peggio: a volte succede anche che le persone non sappiano che si tratta di DUE segni distinti, e li usino in maniera del tutto intercambiabile, a sentimento: a farne le spese più spesso è la lineetta, perché sulla tastiera del PC non compare.

Se scrivi su Word, in certi casi il sistema di correzione automatica trasforma il trattino in lineetta senza che debba farlo tu, ma in tanti altri casi (come ad esempio se scrivi su Google Docs) questo non succede.

 

E a farne le spese è la povera lineetta, che viene ignorata e lasciata nel dimenticatoio.  

 

Ebbene sì: TRATTINO e LINEETTA sono due segni di punteggiatura ben distinti, e quindi, ovviamente, non sono intercambiabili.

 

E non si tratta solo di una questione estetica!

 

So che a prima vista l’unica differenza che può saltare all’occhio è il fatto che il primo sia corto, e la seconda un pochino più lunga: verissimo, graficamente la differenza è quella. Ma questa differenza grafica non è un semplice vezzo, ed esiste per un buon motivo…

… ovvero perché ognuno di questi due segni ha la propria specifica funzione!

 

Lo so, a molte persone può sembrare assurdo disquisire sulla differenza di lunghezza tra due segni (a me personalmente sembrano assurde molte altre cose, tipo spendere tempo ed energie a caso senza uno scopo preciso, ma tralasciamo – per ora)… ma scommetto che tu non vuoi  essere “molte persone”.

 

Tu vuoi essere il migliore del tuo settore, e diventare un punto di riferimento per tutti i tuoi clienti… ecco perché hai bisogno di distinguerti dalla massa!

 

Certo, non è semplice e richiede molto impegno, ma imparare a curare i tuoi testi al meglio è uno dei passi necessari, proprio perché non è affatto scontato!

 

 

Ed ecco perché esiste la mia rubrica: per aiutarti in questa impresa!

Insieme, ogni settimana, andremo a scoprire quali sono gli errori da NON commettere mai scrivendo, per far sì che i tuoi testi siano puliti, splendenti e capaci di attirare gli occhi dei tuoi clienti e di tenerli avvinti dalla prima all’ultima parola… mostrandogli QUANTO ne sai del tuo mestiere e quanto fai le cose ben fatte!

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E ora, andiamo a scoprire la differenza tra trattino e lineetta!

 

NEOnbrand on Unsplash

 

 

TRATTINO

Partiamo dal più breve tra i due: il trattino -.

Talvolta viene chiamato anche trattino breve, trattino corto o trattino d’unione, come calco dal francese trait-d’union, ma la sostanza rimane sempre questa: -. Per capirci, è il segno che si usa quando nell’andare a capo (con la sillabazione attiva)  una parola viene spezzata in due: grazie a quel trattino a fine riga capiamo che in realtà si tratta di una sola parola.

 

La sua funzione principale è quindi quella di UNIRE.

Tienilo bene a mente perché ti servirà per distinguerlo dalla lineetta!

 

Inoltre, ricorda sempre che si scrive senza spazi né prima né dopo, quindi direttamente attaccato alla lettera che lo precede e a quella che lo segue, come ad esempio in Emilia-Romagna.

 

 

Vediamo ora in quali casi si deve usare:

 

1. Per unire tra loro due parole strettamente collegate: nello specifico, serve a sostituire i costrutti analitici:

    1. “da… a” esempio: l’autostrada Torino-Piacenza.
    2. “tra… e” esempio: la partita Italia-Germania.
    3. “di… e” esempio: il patto Molotov-Ribbentrop.

 

2. Quando ci troviamo davanti un composto di uso occasionale o non ancora affermato, che quindi non è ancora percepito come parola singola.

Esempio: vetero-forense

 

3. In termini composti con l’incontro di due lettere uguali.

Esempi: maxi-indulto; super-raggio; post-terremoto.

 

4. Tra due numerali in sequenza, sia in cifre che in lettere, quando ha in pratica la funzione della congiunzione e.

Esempi: prendi due-tre pasticche; leggi pagine 12-13.

 

5. Con una giustapposizione di aggettivi con riduzione del primo elemento. 

Esempio: guerra franco-normanna; appennino tosco-emiliano; rivista tecnico-scientifica.

 

6. Con accoppiamento di nomi dove il referente non corrisponde a nessuno dei due componenti presi singolarmente.

Esempi: Emilia-Romagna; sud-est.

 

7. Per marcare vari tipi di legami tra due nomi, di cui, per esempio,  il secondo può fungere da attributo o predicato del primo.

Esempi: Stato-nazione; città-stato; incontro-scontro.

 

 

E ora i casi in cui assolutamente NON va usato:

 

1. Dopo la particella ex.

Esempi: ex fidanzato; ex campione.

 

2. In termini composti ormai entrati nell’uso comune (attenzione però a vedere in che modo sono si sono cristallizzati, se uniti o separati… in caso di dubbio, il dizionario saprà indicarti la giusta via).

Esempi: supereroe; neolaureato; ma anche guerra lampo; linee guida.

 

 

Tutto chiaro finora?

So che a volte non è semplice, perché in alcuni casi non abbiamo delle vere e proprie norme grammaticali, ma ci affidiamo alla consuetudine d’uso.

Per esempio, post apocalittico è accettabile sia con il trattino, post-apocalittico, che senza; non è però accettato in forma univerbata (postapocalittico). Postbellico invece è accettato anche con la grafia unita: purtroppo, in questi casi dipende, e un rapido controllo del dizionario ci toglierà ogni dubbio.

 

John Cameron on Unsplash

 

 

LINEETTA

Passiamo ora alla lineetta: –.

Come vedi, è poco più lunga del trattino, ma la sua funzione è in un certo senso opposta: serve a SEGNARE UNO STACCO.

La prima differenza visibile, è che va scritta, a differenza del trattino, con uno spazio prima e uno dopo, in modo da restare separata sia dalla parola che la precede che da quella che la segue.

 

Il suo uso è comunque meno diffuso rispetto al trattino, e ora vediamo perché.

 

 

Normalmente, in italiano, le sue funzioni sono principalmente due:

 

1. Può venire usata al posto delle virgolette per introdurre (e ovviamente, anche chiudere) il discorso diretto.

Esempio: – Oggi è proprio una bella giornata per scrivere – disse Giacomo.

 

2. Può venire usata per segnalare un inciso.

Esempio: La lineetta – da non confondere con il trattino – è un segno di interpunzione.

 

 

A volte, ma in italiano è più raro (si tratta più di un’usanza di area anglosassone) può essere usata anche per segnalare un’interruzione netta in un discorso diretto:

Esempio: Lui si gettò sul divano. «Vai a lavare i pia–»
«Smettila di trattarmi così!» lo interruppe lei.

In questo caso, NON ci vanno spazi né prima né dopo.

 

Infine, si può usare anche in una citazione, subito prima di indicarne il nome dell’autore:

Esempio: “La Via prosegue senza fine.”
– J.R.R. Tolkien

 

Quindi, in quali casi NON si deve usare?

Semplice: in tutti i casi in cui è richiesto il trattino!

 

Markus Winkler on Unsplash

 

 

QUINDI…

Ora sai distinguere trattino e lineetta: il primo unisce, la seconda segna uno stacco netto. 

A essere molto pignoli, sappi che esiste anche una lineetta lunga: ma in italiano non viene usata, appartiene alle consuetudini anglosassoni, quindi non starò ad annoiarti con questioni che al momento non ti servono per la tua Comunicazione online.

Se però ti interessasse approfondire, sappi che in quel sistema abbiamo hypen (-), en-dash (–) ed em-dash (—)… ma per oggi siamo a posto così.

Si inizia sempre dalle basi, è inutile complicarsi la vita inutilmente… e nell’articolo di oggi trovi già quello di cui hai bisogno per maneggiare come si deve trattino e lineetta.

 

Perciò, ora sta a te!

 

Scrivi i tuoi testi con cura, e non aver paura di affidarti a grammatiche e dizionari, o di metterci qualche minuto in più: la tua fatica sarà ripagata, perché di fronte a tanta precisione e competenza i tuoi clienti non potranno che aumentare la stima che hanno di te… e della tua azienda!

 

Sei impaziente di metterti alla prova?

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Independent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

PENSATO R., Manuale di bibliografia, Editrice Bibliografica, Milano 2007.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

SCALA F., SCHIANNINI D. (a cura di), Piccolo manuale di editing, Modern Publishing House, Milano 2009.

SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

GHENO, V., Tutto il mondo è paese: il bello della contaminazione linguistica, 14 luglio 2020, Zanichelli Online https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/tutto-il-mondo-e-paese-il-bello-della-contaminazione-linguistica/

 

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