Scopri se Google odia il tuo sito

google ti odia

Bentornato/a sulla rubrica del Fabbro,

Oggi parliamo del sig. Google e di una serie di pratiche da evitare per non farlo arrabbiare.

Perché?

Perché se il sig. Google si arrabbia il tuo sito… il tuo sito scompare dal motore di ricerca!

PUF! Sparito!

E questo non è bello.

Se il tuo sito scompare dai motori di ricerca diventa irraggiungibile dai milioni di utenti che effettuano ricerche ogni giorno e… non esistono modi per rimediare! Puoi soltanto agire preventivamente.

Ok, don’t panic! Afferra una tazza del tuo caffè preferito e scopri come evitare che il sig. Google si arrabbi col tuo sito

Aggiornamento dell’algoritmo Google

Sai che Google possiede (tra i tanti) un algoritmo in grado di determinare se il tuo sito pubblica contenuti di bassa qualità?

Sì, lo so, è sorprendente. Un codice in grado di capire se un contenuto è utile o meno, sembra fantascienza, magia!

Ma non lo è. Come tutti i codici, risponde a dei criteri logici ben precisi.

Vediamoli nel dettaglio! Questi sono gli accorgimenti che devi osservare:

  • “progetta le tue pagine per gli utenti, non per i motori di ricerca”. La SEO ha delle regole ben precise (alcune le ho già approfondite qui) che vanno osservate per ottimizzare un sito e renderlo facilmente raggiungibile sui motori di ricerca. Come vale per tutte le discipline, spesso queste regole vanno infrante per ottenere un risultato migliore. Il concetto è che Google privilegia la comprensione del tuo contenuto a discapito dell’osservanza di tutte le regole SEO. Ti faccio un esempio scemo: molte volte nei miei articoli utilizzo immagini di gattini o altri meme per renderli più scorrevoli e meno pesanti. È vero: da un punto di vista SEO rigido non potrei utilizzare foto di gattini in un articolo che parla di domini, o hosting, o landing page, però me ne frego e lo faccio lo stesso. Gli argomenti che tratto spesso sono difficili da comprendere o noiosi, se non utilizzassi un tono scherzoso e immagini simpatiche sarebbero molto difficili da digerire. Facendo in questo modo io progetto le mie pagine per gli utenti, non per i motori di ricerca. Il mio consiglio è: trova il tuo giusto equilibrio per rendere le pagine del tuo sito di qualità sia per i tuoi lettori che per i motori di ricerca.
  • “Non ingannare i tuoi utenti”. Scritto così può significare tutto o niente, ma sono anni che seguo gli aggiornamenti di Google e che mi informo sulle pratiche migliori da seguire per evitare penalizzazioni, perciò ecco la traduzione: evita di creare dei link o dei bottoni ingannevoli. Quando io scrivo “ho parlato di questo argomento qui: link” ho parlato davvero di quell’argomento su quel link. Quando clicchi un mio collegamento sai sempre dove ti porterà: su un altro articolo della rubrica del Fabbro che parla di un dato argomento o sul modulo di iscrizione alla newsletter. Quando ti suggerisco di iscriverti alla mia newsletter ti fornisco un link da cliccare che ti porta su una pagina con un modulo di iscrizione. Non ti dico cose strambe o stupide, tipo: “se vuoi risolvere tutti i problemi della tua vita clicca qui” e poi ti incollo il link per registrarti alla mia newsletter. Ti dico espressamente di iscriverti alla mia newsletter per non perderti mai un articolo della mia rubrica (a proposito, se non l’hai ancora fatto puoi rimediare subito). A questo punto un mio affezionato lettore potrebbe obiettare: “Ma Fabbro, da quando sono registrato alla tua newsletter ho risolto davvero tutti i problemi della mia vita!” Tivvibì, però non è comunque una cosa che posso scrivere, perché Google poi mi bastona. Consiglio: sii sempre onesto con i tuoi lettori e spiegagli per filo e per segno cosa succederà se faranno click su un link o un bottone del tuo sito.
  • “Evita i trucchi per migliorare il ranking nei motori di ricerca. Una buona regola generale è chiederti se ti sentiresti a tuo agio nello spiegare il tuo comportamento a un sito web concorrente o a un dipendente di Google. Un altro test utile consiste nel chiederti se quanto stai facendo sarà d’aiuto ai tuoi utenti e se lo faresti ugualmente se i motori di ricerca non esistessero”. Ti spiego cosa si intende per “trucchi per migliorare il ranking”. Molti proprietari di siti web adorano spammare in giro il link del proprio sito. Lo fanno letteralmente ovunque: sui social network, sui commenti nei blog, su siti “portali” (che sono creati apposta per spammarci compulsivamente su). Ma perché lo fanno? La realtà è che: un po’ sono tipi strani; un po’ è colpa di Google. È un po’ colpa di Google perché fino a una decina di anni fa questa pratica funzionava davvero! Tante webbagency si sono arricchite così: facendosi pagare per spammare i link dei siti dei propri clienti per portarli in prima pagina Google. E ci riuscivano pure! Finché… finalmente quest’ultimo è rinsavito e ha aggiornato l’algoritmo. Per farti capire come invece funziona oggi l’algoritmo ti faccio l’esempio di un mio cliente. Il suo sito era stato realizzato da una webbagency che ha spammato l’url in giro. Il mio cliente mi ha chiesto un’analisi SEO per capire se c’era bisogno di intervenire per migliorarla e ho scoperto che il suo sito riceveva pochissime visite dal motore di ricerca, perciò ho indagato in modo più approfondito e ho scoperto che il suo link era presente su oltre 1000 altri siti che non c’entravano nulla con la sua attività e il suo settore. Facendo 2 + 2 ho capito che è stato penalizzato fortemente da Google, ragion per cui gli ho suggerito di aprire un blog per fare del backlinking interno, al fine di migliorare la situazione (SPOILER: ovviamente sta funzionando). Il backlinking è una buona pratica SEO, ma te ne parlerò in un altro articolo perché merita uno spazio a sè. Consiglio: non spammare il link del tuo sito.
  • “Pensa a ciò che rende il tuo sito web unico, prezioso o coinvolgente. Fai in modo che il tuo sito web si distingua dagli altri nel tuo campo”. Questo è abbastanza self-explanatory perciò non mi dilungherò troppo. Lascia che la tua personalità traspaia sempre in tutti i contenuti che produci. Non fare della comunicazione fredda e asettica sul tuo sito web, o annoierai a morte i tuoi lettori. Non giocare alle regole del tuo settore, creane di tue!

Esiste un elenco di tecniche che devi evitare per non far arrabbiare il sig. Google. Per esperienza so dirti che le tecniche più pericolose e da evitare sono:

  • “partecipazione a schemi di link”. Te ne ho già parlato più su: evita di spammare in giro il link del tuo sito.
  • “creazione di pagine con assenza o scarsa presenza di contenuti originali”. Non scopiazzare contenuti da altri siti. I contenuti duplicati sono sempre penalizzati da Google, perciò non pensare minimamente di scrivere un articolo di blog facendo copia e incolla da un altro: l’algoritmo se ne accorge!
  • “caricamento di pagine con parole chiave irrilevanti”. Se su una pagina usi la parola chiave “pizza margherita” assicurati di scrivere cose rilevanti sulla pizza margherita, non sulla capricciosa o la quattro formaggi! Non spammare parole chiave, rischi di essere penalizzato. Usa poche parole chiave e assicurati di approfondire solo gli argomenti ad esse correlati.

Osserva tutte queste regole e il tuo sito non verrà mai penalizzato da Google, garantito!

bambini al pc
Hurraaah!

Scopri se il tuo sito è stato penalizzato manualmente da Google

Cosa intendo con manualmente? Esistono 2 modi in cui puoi essere penalizzato da Google:

  1. Manuale. Un team di specialisti Google ha penalizzato manualmente il tuo sito, bollandolo come spam/sito ingannevole.
  2. Automatico. Il tuo sito è stato penalizzato dall’algoritmo.

Esiste un modo velocissimo per capire se il tuo sito è stato manualmente penalizzato da Google. Vai su questa pagina e potrai selezionare un sito di tua proprietà su “Search Console” per verificare se è affetto da una penalizzazione. Bastano pochi secondi per ricevere riscontro!

Non hai mai sentito parlare di Google Search Console? Allora scopri di più su questo articolo che ho pubblicato qualche tempo fa.

Se il tuo sito è stato penalizzato devi rimediare assolutamente. Identifica il problema e apporta le giuste modifiche.

Fatto? Allora segnala manualmente a Google che ti sei pentito e hai rimediato ai tuoi errori facendo click qui.

“E se il mio sito è stato penalizzato automaticamente dall’algoritmo?”

arbitro con cartellino rosso

Scoprire se il tuo sito è stato penalizzato dall’algoritmo non è semplice come scoprire se è stato penalizzato manualmente dal team di specialisti.

Però il Fabbro tivvibì, perciò eccoti un trucchetto che puoi utilizzare da subito: vai su Google e digita nella barra di ricerca “www.ilnomedeltuosito.it”.

Se il tuo sito non compare tra i risultati, è molto probabile che sia stato penalizzato.

Osserva per bene i dati su Analytics, vai indietro nel tempo (quando ricevevi ancora visite normalmente) e cerca di individuare il momento in cui hai smesso di ricevere visite regolarmente.

PS: se non sai cos’è Google Analytics e non l’hai ancora agganciato sul tuo sito, leggi questo articolo che ho pubblicato a riguardo un po’ di tempo fa.

Rifletti: che modifiche ho effettuato sul mio sito in quel periodo? Quali contenuti ho pubblicato?

Una volta individuato il problema, risolvilo e vedrai che dopo qualche mese tornerai a ricevere visite dagli utenti che navigano su Google regolarmente. Eh già, dopo qualche mese. Nessun trucco può salvarti dalla lunghezza di questo lasso temporale, perciò fai il bravo ed evita a monte di far arrabbiare il sig. Google!

Bene, siamo arrivati alla fine.

Con queste semplici mosse starai al sicuro dall’ira funesta del sig. Google e tieni il tuo Sito sempre ben in vista!

Anche oggi hai fatto un passo avanti alla tua concorrenza!

Continua a seguire la mia rubrica, ci saranno delle belle sorprese.

Iscriviti alla mia newsletter cliccando qui e vedrai, per te diventerà facilissimo usare il martello per spaccare il web!

A martedì prossimo,

Il Fabbro

 

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