Il plurale delle parole composte – II

Seconda puntata: i composti con capo-

Eccoci alla seconda puntata dedicata al plurale dei nomi composti: oggi vediamo il particolare caso dei nomi composti con capo-. In alcuni casi il plurale si forma modificando solo il secondo elemento della parola, in altri si modificano entrambi… per fortuna c’è una regola ben chiara!

 

Nella prima puntata (che puoi rileggere CLICCANDO QUI) abbiamo visto come si comportano al plurale le parole composte da nome + nome, e abbiamo scoperto che dipende dal fatto che i due nomi siano di genere (maschile o femminile) uguale oppure diverso.

 

Premessa: per questo articolo ci interessano solo le parole composte di cui capo- è il primo elemento, ovvero quelle che iniziano appunto per capo-, come capocantiere, capocuoco o capolavoro. Capo può anche essere usato come secondo elemento, come in grattacapo o copricapo, ma in questi casi si seguono le normali regole di formazione del plurali dei nomi composti, che abbiamo iniziato appunto a vedere la settimana scorsa e che termineremo la prossima.

 

Ti avevo anticipato che sarebbe stato un argomento lungo, e infatti eccoci qui di nuovo: i nomi composti con capo- si comportano in modo molto interessante come vedremo, e non dipende solo dal genere… stavolta entra in ballo anche il significato!

 

Partiamo quindi da una piccola parentesi etimologica e semantica (ovvero relativa al significato): so che sai benissimo cosa significa capo, ma per capire bene un argomento è sempre utile avere le basi sotto gli occhi, aiuta molto a costruire e seguire tutto il ragionamento successivo.

 

Ecco quindi cosa ci dice la Treccani:

 

capo s. m. [lat. caput]. – 1. a. La parte più elevata del corpo umano, unita al torace per mezzo del collo. È sinon. di testa, che è termine più com. (non però in Toscana) anche per il capo degli animali. […] 2. a. Persona che dirige, che è posta al comando di altre persone (in quanto il capo, cioè la testa, è la parte principale e più nobile del corpo; in questo sign., la parola può essere invariabilmente riferita, come titolo, anche a donna che eserciti tale funzione) […].

 

Dalla testa, si passa quindi al comando, che come vedremo può essere di qualcuno o di qualcosa.

 

So che magari ti sembra che io la stia prendendo un po’ alla larga, ma… spoiler: la questione del comando è uno dei punti chiave dell’argomento di oggi!

 

Grammatica, etimologia, linguistica, semantica, ortografia… c’è veramente tantissimo da dire, e non si finisce mai di imparare. Però capisco benissimo che il tempo che abbiamo a disposizione ogni giorno sia limitato: ecco perché nasce questa rubrica! La Penna Rossa è qui per aiutarti a capire “come scrivere bene”, ovvero quali sono gli errori da NON commettere quando sei alle prese con i testi per la comunicazione della tua azienda.

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E ora, andiamo al punto di oggi: come si forma il plurale delle parole composte da capo-

 

Brooke Lark on Unsplash

 

CHE TIPO DI CAPO?

Il punto centrale è esattamente questo. Per capire come comportarti con il plurale, devi per prima cosa osservare la parola e capire di che tipo di capo si tratti.

 

Caso 1

Essere a capo di QUALCOSA: una stazione, una banda, un gruppo e via dicendo.
In questo caso, il plurale si forma modificando solo il primo elemento, capo -> capi, mentre il secondo rimane invariato.

 

Esempi

  • Capobanda -> Capibanda
  • Capogruppo -> Capigruppo
  • Capotribù -> Capitribù
  • Caposquadra -> Capisquadra
  • Capostazione -> Capistazione

 

 

Caso 2

Essere a capo di QUALCUNO: in questo caso abbiamo a che fare con persone, quindi si parla di qualcuno che comanda altre persone che svolgono la sua stessa attività. In questo caso, capo- rimane sempre invariato, e il plurale si forma modificando solo il secondo elemento.

 

Esempi

  • Caporedattore -> Caporedattori
  • Capocuoco -> Capocuochi
  • Capomastro -> Capomastri
  • Capocomico -> Capocomici
  • Capomacchinista -> Capomacchinisti

 

 

Più semplice di quel che pensavi, vero? Ti basta avere ben chiaro il significato, e capire se si tratta di un “capo” di qualcosa o di qualcuno.

Attenzione, però: al femminile le cose cambiano. Vediamo come!

Leon Oal on Unsplash

 

 

IL FEMMINILE

In realtà, al femminile le cose sono più semplici, c’è una sola regola:

capo- rimane SEMPRE invariato, a mutare è sempre il secondo elemento.

 

Esempi

1. Capo- rimane invariato sia quando il soggetto femminile in questione è a capo di qualcosa (in questo caso, tutta la parola rimane invariata):

  • La capobanda -> le capobanda
  • La capogruppo -> le capogruppo
  • La caposquadra -> le caposquadra

 

2. Sia quando il soggetto femminile in questione è a capo di qualcuno (in questo caso, il secondo elemento si declina al plurale):

  • La caporedattrice -> le caporedattrici
  • La capocuoca -> Le capocuoche
  • La capocomica -> Le capocomiche

 

 

Qui il significato è meno importante, e ti verrà decisamente più istintivo capire sin da subito la forma corretta… dubito che ti verrebbe mai in mente di scrivere *le caperedattrici (altrimenti, BACCHETTATE!).

*cape- non può esistere: come riporta la citazione della Treccani che abbiamo visto prima, “la parola può essere invariabilmente riferita, come titolo, anche a donna che eserciti tale funzione”.

 

Abbiamo visto capi maschili, femminili… mancano soltanto i capo- che non indicano una posizione di comando!

Kelly Sikkema on Unsplash

 

 

 

POSIZIONE DI SPICCO, NON DI COMANDO

Infine, abbiamo un’ultima opzione: quando il sostantivo composto con capo- non si riferisce a una persona che ricopre un ruolo di comando ma ha altre funzioni.

In questo caso, capo- rimane sempre invariato e si modifica il secondo elemento.

 

Esempi

  • Capolavoro -> Capolavori
  • Capodanno -> Capodanni
  • Capoluogo -> Capoluoghi
  • Capoverso -> Capoversi

 

Come vedi, in tutti questi casi capo- rimanda non tanto all’idea di comandare qualcuno o qualcosa, quanto a quella di una posizione preminente, quindi una posizione di spicco e non una funzione specifica di comando.

Ray Hennessy on Unsplash

 

QUINDI…

Ricapitolando, ecco per te un comodo schemino riassuntivo:

 

1. Persona a capo di QUALCOSA: cambia il secondo elemento
Es. Capostazione -> Capistazione

2. Persona a capo di QUALCUNO: cambia il primo elemento
Es. Caporedattore -> Caporedattori

3. Femminile: rimane invariato o cambia solo il secondo elemento
Es. Le capostazione, le caporedattrici

4. Posizione di spicco e non di comando: cambia solo il secondo elemento
Es. Capolavoro -> Capolavori

 

In fin dei conti, è molto più semplice di quel che potesse sembrare all’inizio: merito degli schemini e del ragionamento logico!

 

Ora sta a te!

 

Ricordati di non sottovalutare mai l’importanza dell’ortografia nei testi della comunicazione della tua azienda: è vero, potrebbe sembrare una questione da maestrina… ma in realtà un testo corretto e ben scritto fa tutta un’altra impressione rispetto a uno sciatto e sgrammaticato. I tuoi testi riflettono la tua immagine: ecco perché devi dedicare loro tempo e impegno, se vuoi che ti presentino al meglio agli occhi dei tuoi clienti.

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

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BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

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CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

GHENO, V., Tutto il mondo è paese: il bello della contaminazione linguistica, 14 luglio 2020, Zanichelli Online https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/tutto-il-mondo-e-paese-il-bello-della-contaminazione-linguistica/

 

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