Il plurale delle parole composte – III

Terza puntata: i composti con aggettivi

Eccoci alla terza puntata dedicata al plurale dei nomi composti: siamo quasi alla fine di questo discorso! Scommetto che non te lo saresti immaginato così variegato, eppure la lingua italiana riesce sempre a stupirci, quando la guardiamo con più attenzione… io me ne innamoro ogni volta!

 

Nella prima puntata (che puoi rileggere CLICCANDO QUI) abbiamo visto come si comportano al plurale le parole composte da nome + nome, e abbiamo scoperto che dipende dal fatto che i due nomi siano di genere (maschile o femminile) uguale oppure diverso.

Nella seconda puntata (che puoi rileggere CLICCANDO QUI) abbiamo invece osservato come si comportano i composti con capo-, per i quali entra in gioco il significato: in linea generale, la formazione del plurale varia a seconda che si tratti di essere a capo di qualcuno o di qualcosa, che si tratti di un femminile oppure se non si sta parlando di una posizione di comando ma di importanza.

 

Di cosa ci occupiamo oggi?

 

Rullo di tamburi… e lasciamo che sia la Treccani a prendere la parola per prima!

 

aggettivo s. m. [dal lat. tardo adiectivum (nomen), der. di adicĕre «aggiungere». – Parte del discorso che esprime gli attributi di qualità, quantità, ecc. della persona o della cosa indicata dal sostantivo a cui è riferita.

 

Esatto: arrivano gli aggettivi, ovvero tutte quelle parole usate per descriverne altre, come ad esempio ondulato, fitto, interessante, desueto, preciso, ostinato e via dicendo. 

 

Oggi scopriremo insieme la differenza che c’è nella formazione del plurale di parole formate da nome + aggettivo, da aggettivo + nome e da aggettivo + aggettivo; ovviamente, sono tutti diversi.

Non solo: vedremo anche alcune eccezioni di uso comune, e come il femminile mette lo zampino qua e là per completare il quadro.

 

Tranquillo! So che all’inizio sembra sempre un po’ un labirinto, ma non temere: insieme ne verremo a capo… e alla fine avrai a tua disposizione anche un pratico schemino riassuntivo.

 

Come abbiamo detto più volte, quando si scrive la cosa più importante da cui partire è la chiarezza di idee: devi sapere cosa vuoi comunicare, a chi e perché… ed essere sempre coerente, soprattutto quando hai a che fare con la comunicazione online della tua azienda. Infine, è assolutamente necessario prestare attenzione e cura alla forma e alla correttezza dello scritto: ricorda sempre che da queste cose i tuoi clienti si faranno di te un’idea ben precisa!

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E ora, andiamo al punto di oggi: come si forma il plurale delle parole composte con aggettivi? 

 

Dariusz Sankowski on Unsplash

 

NOME + AGGETTIVO

Nei composti formati da nome (o sostantivo che dir si voglia) + aggettivo il plurale si forma modificando entrambi gli elementi, sia che si abbia a che fare con parole maschili, sia nel caso in cui siano femminili.

 

Ovviamente, entrambi gli elementi saranno sempre dello stesso genere, perché in italiano il genere dell’aggettivo va sempre concordato con quello del nome a cui si riferisce.

 

Esempi

  • Cassaforte -> Casseforti
    (e non *cassaforti)
  • Terracotta -> Terrecotte
    (e non *terracotte)
  • Camposanto -> Campisanti
    (e non *camposanti)

 

Eccezioni?

 

Ovviamente sì, ma tra le più rilevanti ci limitiamo a ricordare:

 

  • Palcoscenico -> Palcoscenici
    (varia solo il secondo elemento)
  • Roccaforte -> Roccaforti / Roccheforti
    (sono accettate entrambe le forme)

 

Tutto sommato, niente di complicato finora: procediamo!

Manoj kumar kasirajan on Unsplash

 

 

AGGETTIVO + NOME

I composti formati da aggettivo + nome, invece, vengono considerati come se fossero nomi semplici, perciò il plurale si forma modificando soltanto il secondo elemento.

 

Anche in questo caso, entrambi gli elementi saranno sempre dello stesso genere.

 

Esempi

  • Francobollo -> Francobolli
    (e non *franchibolli, brrr)
  • Biancospino -> Biancospini
    (e non *bianchispini)
  • Mezzogiorno -> Mezzogiorni
    (e non *mezzigiorni)

 

E se abbiamo a che fare con una parola di genere femminile? In questo caso, il plurale si forma modificando entrambi gli elementi!

 

Esempi

  • Falsariga -> Falserighe
    (e non *falsarighe)
  • Malalingua -> Malelingue
    (e non *malalingue)
  • Mezzatinta -> Mezzetinte
    (e non *mezzatinte)

 

Attenzione però ai composti con alto- e basso-: in questo caso si verificano un po’ di oscillazioni, ed è molto comune avere la doppia forma accettata:

 

  • Altopiano -> Altipiani / Altopiani
  • Bassofondo -> Bassifondi / Bassofondi

 

e via dicendo.

 

Siamo pronti per l’ultimo caso di oggi! 

Ali Bakhtiari on Unsplash

 

 

AGGETTIVO + AGGETTIVO

Infine, abbiamo un’ultima opzione: le parole composte da aggettivo + aggettivo. Anche in questo caso, la parola viene percepita come un blocco unico, perciò per formare il plurale si modifica solo il secondo elemento.

 

Anche il femminile non pone nessun problema, perché nella composizione solo il secondo elemento si declina al femminile (es. bianconero/bianconera).

 

Esempi

  • Chiaroscuro-> Chiaroscuri
  • Pianoforte -> Pianoforti
  • Sordomuto -> Sordomuti
  • Bianconero -> Bianconeri 

 

Bello, vero, quando le cose sono così semplici e lineari? Sicuramente la lingua italiana ha molte regole ed eccezioni… ma non è mai così complicata come sembra!

Ron Dauphin on Unsplash

 

QUINDI…

Siamo giunti al momento di ricapitolare quanto detto oggi! Ecco quindi per te un comodo schemino riassuntivo:

 

1. Nome + aggettivo: variano entrambi gli elementi
Es. Cassaforte -> Casseforti

 

2. Aggettivo + nome: varia solo il secondo elemento in caso di parola maschile; entrambi in caso di femminile
Es. Francobollo -> Francobolli
Mezzatinta -> Mezzetinte

 

3. Aggettivo + aggettivo: varia solo il secondo elemento
Es. Bianconero -> Bianconeri

 

 

Ed ecco qui: anche oggi ne siamo venuti a capo! Se poi scrivendo ti accorgi che ti rimane qualche dubbio, il dizionario verrà sempre in tuo soccorso!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

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BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

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CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

GHENO, V., Tutto il mondo è paese: il bello della contaminazione linguistica, 14 luglio 2020, Zanichelli Online https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/tutto-il-mondo-e-paese-il-bello-della-contaminazione-linguistica/

 

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