Quando si apostrofa “un”?

Apostrofi e articoli indeterminativi

L’articolo di oggi nasce dal suggerimento di una mia affezionata lettrice (ciao mamma), che un po’ di tempo fa mi ha detto: “Perché non scrivi un articolo spiegando quando ci vuole l’apostrofo dopo un? Perché in giro vedo che lo sbagliano in tanti”.

 

Io ci ho pensato un attimo, l’ho aggiunto alla lista delle idee… e poi l’ho lasciato lì perché avevo altri articoli da scrivere prima. Poi però qualche giorno fa, mentre stavo correggendo le bozze di un manuale, mi sono trovata sotto gli occhi “… per garantire poi un’assalto devastante”.

 

Brivido e raccapriccio!

BACCHETTATE!

 

Quell’apostrofo lì è sbagliato sotto qualsiasi punto di vista. Ed è proprio fastidioso da vedere: aveva ragione la mia affezionata lettrice, serve proprio un articolo!

 

Quindi, eccoci qui con il nostro appuntamento settimanale dedicato al “come scrivere bene”: non tanto per un vezzo letterario o estetico (anche se va comunque sempre bene), ma in particolare per capire come scrivere e come NON scrivere i testi per la comunicazione online della tua azienda! 

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Lo so, a molti la questione di un apostrofo o meno può sembrare irrilevante. Eppure, pensa a come nasce questo articolo: su suggerimento di una lettrice “normale”, ovvero non specializzata e pignola come la Penna Rossa. 

Oltre a essere lettrice, è una consumatrice, una cliente di qualcuno: legge i loro testi, e nota gli errori senza apprezzarli affatto, il che condiziona l’idea che si fa dell’azienda che li ha scritti, ovviamente in peggio.

 

Ecco perché oggi ci concentriamo su questo: quando va messo l’apostrofo dopo un? Cosa cambia? E anche: posso creare incomprensioni se sbaglio a usarlo? (Spoiler: sì.)

 

Andiamo a scoprirlo!

 

Seven Shooter on Unsplash

 

 

UN, UNO E UNA

Per prima cosa, inquadriamo i nostri soggetti: si tratta di un, uno e una, ovvero degli articoli indeterminativi.

 

La Treccani riporta:

L’articolo indeterminativo si usa in riferimento a un elemento che fa parte di una categoria di persone, animali, oggetti, concetti (Es. Un uomo si aggira per le strade; Una parola di conforto sarebbe importante) o in riferimento a qualcuno o qualcosa introdotto nella frase come elemento nuovo (Es. Vedrai un uomo; Aspettiamo un’idea innovativa).

 

Ognuno di questi tre articoli ha le proprie regole precise di utilizzo:

 

UN: articolo maschile, è quello che si usa più spesso davanti a una parola maschile. Viene infatti utilizzato per tutte le parole maschili che iniziano per vocale, e la maggior parte di quelle che iniziano per consonante (eccetto quelle che richiedono uno; cfr. punto successivo).

Esempi

Un cavallo, un arciere, uno spadaccino, un albero, un libro, un computer.

 

 

UNO: articolo maschile, si usa nei seguenti casi.

  • Davanti a parole che cominciano con i o j con il valore di semiconsonante, gn di gnomo, ps, pn, x, y, z.

Esempi

Uno iettatore, uno juventino, uno gnomo, uno psicologo, uno pneumatico, uno zerbino.

 

  • Davanti a parole che cominciano con una consonante seguita da un’altra consonante (diversa da l o r).

Esempi

Uno stordito, uno stivale, uno pterodattilo (ma un gradino, un glicine)

 

 

UNA: articolo femminile, quindi si usa sempre davanti a una parola femminile. Se la parola seguente inizia per vocale, una si apostrofa in un’.

Esempi

Un casa, una valigia, una poltrona, una musica.
Un’arciera, un’aquila, un’altalena, un’erba.

Nota bene: l’elisione e il conseguente apostrofo in questi casi non sono obbligatori, anche se è vivamente consigliato. Forme come una opportunità, una eccezione e simili sono considerate corrette.

 

 

Cosa possiamo concludere quindi?

Un’ è una forma esclusivamente femminile, perciò l’apostrofo va messo SOLO quando la parola che segue inizia per vocale ed è una parola femminile.

 

Ma perché accade questo?

 

Glenn Carstens-Peters on Unsplash

 

ELISIONE E TRONCAMENTO

Per capire come funziona questo meccanismo, dobbiamo imparare a riconoscere due diversi fenomeni linguistici: elisione e troncamento.

Ne avevamo già parlato in QUESTO ARTICOLO e anche in QUESTO QUI, ma per comodità ti riporto i concetti principali.

 

In breve, sia l’elisione che il troncamento indicano che è stato tolto qualcosa, che manca un pezzo. 

 

L’elisione vocalica indica la caduta di vocale finale davanti a vocale iniziale di parola seguente: per esempio, non scriveresti mai lo eroe al posto di l’eroe. Quando ciò avviene, si indica sempre con l’apostrofo.

 

Con troncamento invece si intende la caduta di vocale (o di sillaba) finale che sia possibile sia davanti a vocale sia davanti a consonante. In questo caso, l’apostrofo non serve (tranne in alcune eccezioni), come ad esempio in Gran Sasso (al posto di Grande Sasso), bel tramonto (al posto di bello tramonto).

 

 

Nel caso dei nostri articoli, abbiamo detto che una è l’unico articolo indeterminativo femminile, perciò non c’è possibilità di scelta, si usa sempre quello. Quando si trova davanti a una parola che inizia per vocale, avviene l’elisione della -a di una che lascia spazio all’apostrofo.

Una opportunità -> un’opportunità.

 

Ma questo NON AVVIENE MAI per gli articoli maschili: poiché esistono sia un che uno, quest’ultimo non ha bisogno di alcuna elisione. 

Se la parola che segue, maschile, inizia per vocale, si userà un e non uno, molto semplicemente,

 

Abby Savage on Unsplash

 

 

 

ATTENZIONE!

Esistono alcuni casi in cui bisogna essere ancora più attenti del solito, perché la presenza o meno dell’apostrofo cambia addirittura il significato della parola successiva.

 

Si tratta di parole che iniziano per vocale, ma che sia al maschile che al femminile hanno la stessa forma, come ad esempio insegnante o artista: in questi casi, la presenza dell’apostrofo ci segnala che l’insegnante/l’artista sono di genere femminile.

 

Esempi

Un insegnante: maschile
Un’insegnante: femminile

Un’artista: femminile
Un artista: maschile

Un editor: maschile
Un’editor femminile

Un amante: maschile
Un’amante: femminile

 

In questi casi… attenzione doppia!

 

Infine, un ultimo consiglio: riguarda la parola eco, che spesso genera molta confusione e dubbi: termina in -o, quindi potrebbe sembrare una parola maschile, e quindi che la giusta grafia sia un eco

E invece no!

Si scrive un’eco, poiché al singolare la parola è femminile. Diventa però maschile al plurale, quindi avremo degli echi.

 

Piccola nota della Penna Rossa: questa parola ha origine nell’antichità classica. Giove infatti si serviva delle grandi abilità di conversatrice della ninfa Eco per distrarre la moglie Giunone durante i suoi tradimenti. Ma Giunone un giorno se ne accorse, e punì la ninfa: le tolse la parola, e la condannò a ripetere soltanto l’ultima parola di ogni discorso.

 

Eco e Narciso (dettaglio) – John William Waterhouse, 1903. Walker Art Gallery, Liverpool

 

 

 

QUINDI…

Ricapitoliamo tutto con una regoletta semplice semplice:

 

UN si apostrofa soltanto davanti a parole femminili che iniziano per vocale.

Se la parola è maschile, l’apostrofo NON serve MAI.

Es. Un’amica, un amico.
Un’opportunità, un evento.

 

Alla fine, è tutto molto lineare e semplice, senza eccezioni né regole strane!

 

Ora tocca a te!

 

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 In questo modo, i tuoi testi saranno efficaci… e non potranno che far crescere la tua azienda!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

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CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

GHENO, V., Tutto il mondo è paese: il bello della contaminazione linguistica, 14 luglio 2020, Zanichelli Online https://dizionaripiu.zanichelli.it/cultura-e-attualita/glossario/tutto-il-mondo-e-paese-il-bello-della-contaminazione-linguistica/

 

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