Imparare è diverso da insegnare

Ricordi di scuola

Ah, la gioventù… chi non ricorda i banchi di legno, magari quelli con la superficie inclinata sulla quale le matite appoggiate incautamente rotolavano giù, le lotte con i compagni che finivano sempre con il lancio del cancellino impregnato di gesso che esplodeva in una nuvola polverosa, le gomme blu ruvide come carta vetrata che avrebbero dovuto cancellare la penna ma in realtà non facevano che bucare il foglio…

Potrei andare avanti all’infinito.

 

Ma la cosa bella è che per ognuno di noi questi ricordi possono avere due diversi colori.

 

Possono essere avvolti in una luce calda e piacevole, se ti piaceva studiare e andare a scuola e magari eri tra i “bravi” della classe: pensa a quanta conoscenza hai accumulato, al piacere dello scoprire ogni volta qualcosa di nuovo…

 

Oppure possono essere velati di un’atmosfera grigia non troppo piacevole, un po’ opprimente e a tratti venata d’ansia, se invece non andavi d’accordo con le maestre, ti annoiavi e non riuscivi a stare più di cinque minuti fermo al banco, ed eri relegato tra gli studenti non troppo bravi, sempre di corsa per non rimanere indietro o per riuscire a farsi entrare in testa quel dannato verbo o quella stramaledetta formula matematica.

 

Ecco, l’argomento di oggi ha origine proprio lì, tra quei giorni in mezzo ai banchi, tra una verifica e un intervallo passato a spacciare figurine.

 

Due verbi diversi tra loro, con significati correlati ma opposti, secondo un certo punto di vista, che tuttora vengono confusi e usati in maniera impropria molto spesso, specialmente nelle varietà popolari centro-meridionali.

 

Il dilemma è…

Imparare o insegnare?

 

Ovvero, quando si usa uno, e quando si usa l’altro? 

 

I due significati sono quasi antitetici, per certi versi, eppure… è un errore che viene perpetuato nel tempo. 

 

Ma è senza dubbio un errore…

che tu non devi MAI fare nella comunicazione online della tua azienda!

 

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E ora… andiamo a scoprire la differenza tra imparare e insegnare

 

Jeffrey Hamilton on Unsplash

 

 

IMPARARE 

Seguiamo un ordine logico e partiamo dal primo gradino: l’imparare. 

 

Il primo passo che facciamo quando ci approcciamo a qualcosa di nuovo che ci interessa, è l’imparare, ovvero, secondo le parole della Treccani:

 

imparare v. tr. [lat. *imparare, comp. di in-1 e parare «procurare»; propr. «procacciarsi una nozione», o sim.]. – 1. a. Acquistare cognizione di qualche cosa, o fare propria una serie di cognizioni (relative a un’arte, a una scienza, a un’attività, ecc.), per mezzo dello studio, dell’esercizio, dell’osservazione, della pratica, attraverso l’esempio altrui, ecc. Con sign. generico: è un fannullone che non ha voglia d’imparar nulla; da lui, abbiamo tutti qualcosa da i.; sbagliando s’impara (prov.). Determinando: i. la grammatica, la letteratura, la fisica, il disegno; i. una lingua straniera, i. un gioco, i. le buone maniere. I. a memoria o a mente, fissare nella memoria (un brano di prosa, dei versi, ma anche brevi frasi, serie di nomi, di numeri, ecc.) in modo da saper ripetere testualmente le parole; in questo senso, anche il semplice imparare: ho già imparato la poesia (talora con la particella pron.: mi sono già imparato le prime due strofe); i. la lezione, mandarla a memoria sia testualmente sia assimilando genericamente i concetti. b. Con a e l’infinito, apprendere a saper fare qualche cosa: i. a leggere, a scrivere.

 

In sostanza, si tratta dell’atto di acquisire nuove conoscenze.

 

Di solito, si specifica CHI sta imparando, COSA e da chi/dove/come:

 

  • Simba impara a regnare sulla savana da Mufasa.
  • Vittorio ha imparato il dialetto dai nonni.
  • Ho imparato a cucinare guardando Masterchef.

 

Un perfetto sinonimo di imparare è apprendere; in certi casi si può usare anche studiare.

 

Per farla semplice, ricorda: 

si usa imparare quando il soggetto sta ACQUISENDO una conoscenza nuova.

 

Alexis Brown on Unsplash

 

 

 

INSEGNARE

Soltanto dopo che qualcuno ha imparato qualcosa, allora può pensare di insegnarlo a qualcun altro:

 

  • Ho imparato a scaricare un video da Facebook ieri grazie a un tutorial; ora te lo insegno.

 

Anche il verbo insegnare, quindi, come avevamo accennato all’inizio, è attinente con la trasmissione di conoscenza da una persona all’altra.

 

Consultiamo la Treccani:

 

insegnare v. tr. [lat. *insĭgnare, propr. «imprimere segni (nella mente)», der. di signum «segno», col pref. in-1] (io inségno, … noi insegniamo, voi insegnate, e nel cong. insegniamo, insegniate). – 1. a. In genere, far sì, con le parole, con spiegazioni, o anche solo con l’esempio, che qualcun altro acquisti una o più cognizioni, un’esperienza, un’abitudine, la capacità di compiere un’operazione, o apprenda il modo di fare un lavoro, di esercitare un’attività, di far funzionare un meccanismo, ecc.

 

In breve, insegnare significa trasmettere nuove conoscenze a qualcuno. 

 

Anche in questo caso, è utile identificare CHI sta insegnando COSA a chi/dove/come:

 

  • Il professor Patritti insegna italiano in 3B.
  • Mamma gatta insegna ai suoi gattini a cacciare.
  • Maestro Shifu ha insegnato il kung-fu al Guerriero Dragone.

 

Sinonimi di insegnare sono, ad esempio,  istruire o addestrare.

 

Per farla semplice, ricorda:

si usa insegnare quando il soggetto sta TRASMETTENDO una conoscenza o una competenza.

 

Kung Fu Panda, Dreamworks Animation, 2008

 

 

L’ERRORE DA NON FARE

La confusione tra i due verbi si verifica spesso nelle parlate centro-meridionali, dove imparare viene usato al posto di insegnare:

 

*Tizio ha imparato a scrivere al figlio.

 

Lo so che si sente spesso, per fortuna scritto si vede un po’ meno; in ogni caso…

 

NON SI FA.

È sbagliato, non c’è scusa che tenga.

 

I due verbi sono inequivocabilmente diversi, come abbiamo appena visto, e confonderne il significato è un errore.

 

Proviamo a schematizzare il tutto: A insegna a B; B impara da A. 

A è l’insegnante, il docente, colui che trasmette una conoscenza; B è lo studente, il discente, colui che acquisisce una conoscenza.

 

Vediamo ancora un esempio:

 

  • Silvio insegna scherma ad Andrea, che impara velocemente.

 

Silvio insegna ad Andrea.

Andrea impara da Silvio.

 

Tutto qui! Non è così complicato alla fine, vero?

 

Avel Kuchlanov on Unsplash

 

 

QUINDI…

L’unico concetto da ricordare è:

 

IMPARARE: si impara qualcosa di nuovo, che non si sa ancora -> acquisire una conoscenza.

INSEGNARE: si trasmette a qualcun altro qualcosa che si sa già -> trasmettere una conoscenza.

 

Ora tocca a te!

 

Mettiti sotto, scrivi e correggi, leggi più volte e non aver paura di limare il tuo testo dove serve: le cose fatte bene richiedono impegno, ma sicuramente sono le più efficaci e quelle che portano i risultati migliori… e scommetto che tu vuoi che i tuoi testi siano migliori di tutti quelli dei tuoi concorrenti!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

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CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Independent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

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SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

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SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

Riccardo Cimaglia (redazione Consulenza linguistica dell’Accademia della Crusca), Imparare e insegnare non sono la stessa cosa, sito dell’Accademia della Crusca, 15 novembre 2019
https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/ce-n%C3%A8-per-tutti/339

 

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