La concordanza dei nomi collettivi

Concordanza grammaticale o a senso?

La maggioranza degli italiani commettono errori di ortografia.

 

Secondo te, questa frase è grammaticalmente corretta…
oppure no?

SPOILER: no.

 

Tuttavia…

l’errore che vedi è diffusissimo, e secondo alcune grammatiche in determinati contesti è persino accettabile!

 

Ma questa NON è una scusa per scrivere cose a caso e infilare errori ovunque, quindi non ci pensare nemmeno per un attimo.

 

So che l’argomento di oggi è abbastanza ostico, perché si tratta della sfida tra concordanza grammaticale e quella a senso per quanto riguarda i nomi collettivi.

Ovvero, la grammatica dice una cosa, ma il senso della frase sembra invece suggerirne un’altra… con conseguente fioritura di errori se non si sta attenti!

 

E quando si tratta dei testi per la comunicazione online della tua azienda, non puoi permettere che questo accada: un testo pieno di refusi è un pessimo biglietto da visita, che farà scappare a gambe levate i tuoi clienti… dritti tra le braccia dei tuoi concorrenti.

Ecco perché ci ritroviamo qui ogni lunedì: per scopire quali sono gli errori da non fare mai!
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Oggi ci concentriamo sui nomi collettivi e sulla loro concordanza, perciò concentrati, perché è un argomento delicato!

 

Pronto?

Iniziamo!

 

 

NOMI COLLETTIVI

Come prima cosa, dobbiamo concentrarci sui nomi collettivi.

 

La Treccani li definisce così:

Un nome collettivo è un nome che al singolare denota un insieme di entità o individui, rappresenta cioè un’idea di collettività (folla, gente, famiglia, squadra, sciame). A differenza dei nomi che denotano un’entità o un individuo singolo al singolare (e quindi una pluralità in forma plurale), il nome collettivo denota al plurale una pluralità di insiemi di entità o individui (molte folle, varie genti, due famiglie, le squadre, degli sciami).

 

I nomi collettivi sono perciò quelli che indicano gruppi di persone, animali o cose; anche quando viene usata la loro forma singolare, il significato che rappresentano è in realtà plurale.

 

Tieni a mente questa cosa perché ci torniamo tra un attimo.

 

Facciamo alcuni esempi.

Probabilmente, quando dico “nomi collettivi”, i primi che ti vengono in mente sono simili a questi, perché così ce li hanno spiegati a scuola:

  • Uno sciame di api
  • Uno stormo di uccelli
  • Un branco di lupi

 

E via dicendo.

 

Esiste però un altro “tipo” di nomi collettivi, non per forza legato agli animali, come ad esempio:

  • La maggioranza di qualcosa
  • La minoranza di qualcosa
  • Un gruppo
  • Una percentuale
  • Un centinaio
  • La folla

 

Ed è esattamente in casi come questi che si verificano più facilmente gli errori di concordanza!

Perché?

 

CONCORDANZA

La lingua italiana prevede la concordanza tra le parti variabili del discorso; oggi ci concentriamo su quella tra soggetto (quando questo soggetto è un nome collettivo) e verbo.

 

Che significa esattamente “concordanza”?

 

Nel nostro caso, stiamo esaminando una concordanza di numero: ovvero, se il soggetto è singolare, anche il verbo deve essere in forma singolare.

Stesso discorso al plurale.

 

Questa è la concordanza, o accordo, grammaticale…

ed è quella che secondo le norme andrebbe SEMPRE usata.

 

Ecco alcuni esempi:

  • Alla presentazione ha presenziato un centinaio di giornalisti.
  • La maggioranza dei presenti ha votato sì.
  • Un gruppo di ribelli è sceso in strada.

 

Tuttavia…

esiste un secondo tipo di concordanza, frequentissimo nel parlato e nei contesti più informali: la concordanza a senso.

 

In questo caso, ci si allontana dalle norme grammaticali per avvicinarsi invece al significato collettivo del nome.

 

Ad esempio:

  • Al matrimonio c’erano un centinaio di invitati.

 

Il verbo si accorda con il complemento partitivo, che ha maggior peso semantico rispetto al nome collettivo.

 

La domanda è:

 

è accettabile la concordanza a senso?

E se sì… in quali casi?

 

  1. Il nome deve riferirsi a qualcosa di animato, preferibilmente umano.
  2. Il nome ha funzione di agente.
  3. Il nome ha un complemento retto da di.
  4. Il verbo da accordare precede il nome.
  5. La distanza sintattica tra il nome e il suo referente è elevata.

 

In realtà, solo le prime due condizioni sono da considerare obbligatorie… e ricordiamo che si tratta sempre di contesti informali.

 

Esempio

  • Inaugurano oggi il loro nuovo tour un collettivo di musicisti impegnati da anni.
  • Alla riunione c’erano una ventina di impiegati.
  • La maggioranza dei lavoratori sono in sciopero.

 

Il consiglio della Penna Rossa?

NON usare la concordanza a senso, specialmente quando si tratta dei testi per la comunicazione della tua azienda.

QUINDI…

Quando si tratta di nomi collettivi, per quanto riguarda la concordanza di numero con il verbo, ci sono due possibilità:

  • Concordanza grammaticale

Verbo e nome entrambi in forma singolare/plurale.

  • Concordanza a senso

Il verbo segue il “senso collettivo” del nome

 

Quando devi scegliere, se si tratta di testi formali di un certo livello…

preferisci senza dubbio la concordanza grammaticale!

 

Ora tocca a te!

 

I testi per la comunicazione online della tua azienda aspettano te per trasformarsi nei tuoi alleati più potenti per far decollare la tua impresa: curali sempre al massimo, e i tuoi clienti ti vedranno come un esperto affidabile e capace… preferendoti ai concorrenti!

 

Sei impaziente di metterti alla prova?

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

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