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Il plurale dei nomi in -co e -go

Al plurale ci vuole l’h?

Perché fico diventa fichi, ma amico diventa amici?

E naufraghi e naufragi sono la stessa cosa?

E cosa dire di archeologi, archeologhe e monologhi?

 

Oggi parliamo del plurale delle parole che terminano in -co e -go, perché, come vedi guardando questi esempi, non è così semplice ed è normale chiedersi se esista una regola.

 

Sono sicura che non diresti mai “amichi” al posto di amici, ma, secondo me, se ti trovi davanti la parola chirurgo, e vuoi declinarla al plurale, qualche dubbio ti viene.

 

L’h ci vuole o non ci vuole?

 

La risposta è…

dipende (ovviamente).


E la regola che scopriamo oggi non è così scontata come potrebbe sembrare, perché ci addentriamo in una selva di casi diversi. 

Per non perderti lì in mezzo, devi sapere cos’è un nome sdrucciolo e stare attento alle eccezioni!

 

Certo, non sei obbligato, puoi sempre scrivere a caso e fregartene degli errori.

Ma, se si tratta dei testi per la comunicazione della tua azienda, io fossi in te non lo farei, perché i tuoi clienti se ne accorgono eccome degli errori… e se ne vanno da un’altra parte, da qualcuno di più competente.

Perciò, se ancora non l’hai fatto, CLICCA QUI per iscriverti alla newsletter e non perderti neanche un articolo della Penna Rossa, per scoprire come scrivere bene e quali sono gli errori da non fare quando scrivi!

 

E ora…

andiamo a scoprire come si forma il plurale dei nome in -go e -co!

 

 

ATTENTO ALL’ACCENTO!

La prima cosa che salta all’occhio quando osserviamo il plurale di queste parole è che ci sono moltissime oscillazioni.

Non solo: non c’è una vera e propria regola ferrea capace di regolamentarle, ma ci si affida per lo più a delle regole basate sull’utilizzo… le quali ovviamente presentano parecchie eccezioni.

 

Ma andiamo con ordine.

 

L’Accademia della Crusca ha rilevato l’esistenza di una norma empirica basata sulla statistica (ovvero, la maggior parte delle volte funziona così) basata sulla posizione dell’accento delle parole:

 

I nomi piani (con l’accento sulla penultima sillaba) al plurale vogliono -chi/-ghi (ovvero, mantengono la consonante velare).

Esempi: albErgo/alberghi; fUngo/funghi

 

I nomi sdruccioli (con l’accento sulla terzultima sillaba) al plurale vogliono -ci/-gi (ovvero, mutano la consonante in palatale).

Esempi: mEdico/medici; psicOlogo/psicologi

 

Sarebbe tutto molto bello e lineare… se non ci fossero le eccezioni; ma prima di passare a quelle possiamo individuare un’altra norma empirica, facile da ricordare.

 

Premessa: i nomi in –logo e –fago spesso presentano un doppio plurale, come ad esempio antropofago → antropofagi/antropofaghi.

 

Tuttavia, quando si tratta di nomi che si riferiscono a persone e non cose, è sempre consigliabile il plurale in –gi, poiché la forma –ghi è tipica dei registri più bassi e poco sorvegliati.

 

Esempi: Psicologo → psicologi (e non psicologhi)
Teologo teologi (e non teologhi)

 

Se invece abbiamo a che fare con aggettivi o nomi riferiti a cose, il plurale più frequente è –faghi, –loghi.

 

Esempi: Catalogo → cataloghi
analogo → analoghi

 

 

Ma quali sono le eccezioni che possono trarci in inganno?

 

 

ECCEZIONI E CASI PARTICOLARI

Come abbiamo più volte anticipato, le eccezioni in questo caso abbondano.

Vediamo le più comuni:

 

Amico → amici

Greco → greci

Porco → porci
(In questo caso, è interessante notare la variante colloquiale “porchi” che si sta diffondendo recentemente, usata con il significato di “improperi”)

Sarcofago → sarcofagi (anche se sarcofaghi non è propriamente errore, è soltanto meno comune)

Esofago → esofagi (anche se esofaghi non è propriamente errore, è soltanto meno comune)

Asparago → asparagi

Pizzico → pizzichi

Ricarico → ricarichi

Scarico → scarichi

 

E il femminile come si comporta?

 

Qui siamo fortunati: il plurale di aggettivi e nomi in -ca e -ga si forma sempre con -che e -ghe!

Esempi: musica → musiche
amica → amiche
psicologa → psicologhe

 

 

QUINDI…

Cosa dobbiamo tenere a mente per non sbagliare la formazione del plurale di nomi e aggettivi in -co e -go?

 

  • I nomi piani (con l’accento sulla penultima sillaba) al plurale vogliono -chi/-ghi

  • I nomi sdruccioli (con l’accento sulla terzultima sillaba) al plurale vogliono -ci/-gi

  • I nomi in –logo e –fago vogliono -logi e fagi quando si riferiscono a persone, ma -loghi e faghi quando sono aggettivi o nomi riferiti a cose.

 

Se sei in dubbio, non esitare e consulta un dizionario!

 

Ora tocca a te!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

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D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

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DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

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EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

Setti R., Ancora sul plurale dei nomi uscenti in -co e -go, redazione Consulenze Linguistiche Accademia della Crusca, 7 maggio 2010 (https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/ancora-sul-plurale-dei-nomi-uscenti-in-co-e-go/272)

Plurale dei nomi in -co e -go, redazione Consulenze Linguistiche Accademia della Crusca, 30 settembre 2002 (https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/plurale-dei-nomi-in-co-e-go/39)

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