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“Aspirapolvere” è maschile o femminile?

Una parola, multipli problemi

Secondo te, aspirapolvere è maschile o femminile?

 

E non te lo chiedo come questione filosofica, ma per un motivo pratico: quando scrivi, scrivi di volere una nuova aspirapolvere, o un nuovo aspirapolvere?

 

In effetti, si tratta di una parola insidiosa, per due motivi:

 

  • è una parola composta
  • inizia per vocale, quindi l’articolo determinativo che l’accompagna è l’

 

Perciò, il suo genere non è immediatamente deducibile come invece accade per IL forno o LA lavatrice.

 

E non solo…

trattandosi di un nome composto, come se non bastasse, anche il plurale può creare dei problemi!

 

Due belle aspirapolvere? Tre begli aspirapolveri?

 

Il rischio di errore è alto: ma se devi parlare di aspirapolvere nella comunicazione della tua azienda (magari vendi questo tipo di prodotto, oppure ti capita di parlarne in blog e newsletter perché è uno strumento che i tuoi clienti usano spesso, o che potrebbe essere utile abbinato al tuo prodotto…) devi sapere CON PRECISIONE come usare questa parola in modo corretto: non puoi sbagliare né plurale né genere…

 

… se non vuoi che i tuoi clienti si concentrino sul tuo errore e non su quello che stai dicendo loro.

Quindi, mi raccomando: cura sempre i tuoi testi nei minimi particolari e non lasciare che i refusi facciano scappare i tuoi clienti dritti tra le braccia della concorrenza (<u>CLICCA QUI per iscriverti alla newsletter</u> e non perderti nemmeno un articolo della Penna Rossa per capire come riuscirci!).

 

Perciò… andiamo a scoprire se aspirapolvere è maschile o femminile e qual è il suo plurale corretto!

 

Pulisci bene, schiavo

 

NOMI COMPOSTI E PLURALE

Punto primo: aspirapolvere è indubbiamente un nome composto.

 

Di che stiamo parlando, esattamente?

 

I nomi composti sono quei nomi che nascono dall’unione di due parole: possiamo avere parole composte da nome + nome, nome + aggettivo (e viceversa), aggettivo + aggettivo, aggettivo + verbo e via dicendo.

 

Magari non sei abituato a farci troppo caso, ma la nostra lingua ne è piena: pensa a pescespada, arcobaleno, cassaforte, francobollo, caposquadra e via dicendo.

 

Come vedi, nei composti vengono combinate parole di diverso tipo:

  • aggettivi
  • sostantivi
  • verbi

 

La questione si fa spinosa quando dobbiamo formare il plurale di queste parole, perché ovviamente non possiamo farlo a caso: ci sono delle regole ben precise.

 

Solo che… essendoci tante casistiche diverse, ci sono altrettante regole: ecco perché ho scritto una serie di articoli approfonditi a riguardo.

 

Li trovi qui:

 

Ora andiamo al sodo con la parola che stiamo esaminando: aspirapolvere.

Si tratta di un composto verbo + sostantivo singolare; perciò

 

al plurale rimane invariato.

 

Esempi: Un aspirapolvere; dieci aspirapolvere

 

Mi raccomando: che non ti venga mai in mente di scrivere aspirapolveri, altrimenti BACCHETTATE!

 

E per quanto riguarda il genere?

 

 

NOMI COMPOSTI E GENERE

Abbiamo visto che aspirapolvere è un nome composto da un verbo + un sostantivo, che in questo caso è di genere femminile.

Questo però non significa che aspirapolvere prenda il genere del sostantivo che lo compone: 

 

aspirapolvere è infatti di genere maschile!

 

Come conferma la Treccani:

 

aspirapólvere s. m. [comp. di aspirare e polvere], invar. – Apparecchio elettrodomestico, usato per asportare polvere e altri piccoli rifiuti da mobili, pavimenti, pareti, indumenti e sim. […]

 

Ma perché?

Per prima cosa, dobbiamo notare che la grande maggioranza dei composti di questo tipo è infatti di genere maschile, indipendentemente dal genere del nome al suo interno.

 

Esempi: lo scolapasta, il tritacarne, il reggicalze, lo scaldabagno, il cavatappi

 

Quindi, come viene assegnato il genere?

 

In italiano, in linea generale, può dipendere da aspetti formali (ad esempio, una parola che termina in -a spesso sarà di genere femminile), oppure in base al significato del nome (a volte basandosi sul genere dell’iperonimo, o un sostantivo semanticamente affine, o di un traducente se si tratta di un forestierismo).

 

In questo caso quindi possiamo ipotizzare un’assegnazione di tipo semantico, in particolare basata sul genere dell’iperonimo, ovvero all’associazione a  parole come oggetto, strumento, apparecchio e simili.

 

Ma da dove nasce l’errore? 

Perché a volte viene da pensare che aspirapolvere possa essere femminile?

 

Questo accade perché diversi nomi di elettrodomestici sono invece femminili: lavastoviglie, lavatrice, lavasciuga e via dicendo.

In questi casi, a parte le evidenti formazioni femminili con il suffisso –trice, abbiamo l’accostamento all’iperonimo macchina più che ad apparecchio (macchina lavastoviglie) e di conseguenza l’assegnazione del femminile e non del maschile.

 

Ed ecco svelato il nostro arcano!

 

 

QUINDI…

Non c’è alcun dubbio: tutti i dizionari concordano.

 

Aspirapolvere: genere maschile; plurale invariato
Es. un aspirapolvere; gli aspirapolvere

 

Non scrivere mai aspirapolveri, e non mettere mai apostrofi che indicherebbero un genere femminile.

 

Ora tocca a te.

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

Giovine S., Sul genere e sul plurale di aspirapolvere, Redazione Consulenza Linguistica Accademia della Crusca, 10 giugno 2022

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