I SARTI DEL WEB

COMUNICAZIONE SARTORIALE per AZIENDE e IMPRENDITORI

Il Laboratorio lavora con quel genere di Imprenditori che, con coraggio, affronta tutte le peripezie del FARE IMPRESA al giorno d’oggi.
Quel genere di persona che sa quanto oggi sia molto più difficile rispetto agli scorsi decenni: tasse, burocrazia ed una situazione economica tutt’altro che favorevole non sono grandi alleati.

Determinante per la collaborazione con i Sarti è il desiderio di migliorare la propria azienda ampliando il bacino di utenti ai quali ci si rivolge e migliorando i propri servizi.

Gli obiettivi del METODO Sarti del Web si declinano in 3 semplici punti:

Esagono uno
Esagono due
Esagone tre

Attraverso la Comunicazione sui Social.

I SARTI DEL WEB

COMUNICAZIONE SARTORIALE per AZIENDE e IMPRENDITORI

Il Laboratorio lavora con quel genere di Imprenditori che, con coraggio, affronta tutte le peripezie del FARE IMPRESA al giorno d’oggi.
Quel genere di persona che sa quanto oggi sia molto più difficile rispetto agli scorsi decenni: tasse, burocrazia ed una situazione economica tutt’altro che favorevole non sono grandi alleati.

Determinante per la collaborazione con i Sarti è il desiderio di migliorare la propria azienda ampliando il bacino di utenti ai quali ci si rivolge e migliorando i propri servizi.

Gli obiettivi del METODO Sarti del Web si declinano in 3 semplici punti:

Esagono uno
Esagono due
Esagone tre

Attraverso la Comunicazione sui Social.

I SARTI DEL WEB

COMUNICAZIONE SARTORIALE per AZIENDE e IMPRENDITORI

Il Laboratorio lavora con quel genere di Imprenditori che, con coraggio, affronta tutte le peripezie del FARE IMPRESA al giorno d’oggi.
Quel genere di persona che sa quanto oggi sia molto più difficile rispetto agli scorsi decenni: tasse, burocrazia ed una situazione
economica tutt’altro che favorevole
non sono grandi alleati.

Determinante per la collaborazione con i Sarti è il desiderio di migliorare la propria azienda ampliando il bacino di utenti ai quali ci si rivolge e migliorando i propri servizi.

Gli obiettivi del METODO Sarti del Web si declinano in 3 semplici punti:

Esagono uno
Esagono due
Esagone tre

Attraverso la
Comunicazione sui Social.

Ma cosa ha di diverso dal solito servizio delle Web Agency che puoi trovare in ogni dove?

1 – Non è per tutti

Ragazza con molti dubbi

Il Metodo Sarti del Web è dedicato esclusivamente a quel genere di imprenditore consapevole che senza l’utilizzo del Web la sua attività si trova in discesa senza freni sulla strada dissestata che lo porterà a ridurre i propri profitti ed infine a chiudere.
È indirizzato a persone consapevoli che avvalersi di un Team di Professionisti può determinare un vero e proprio passaggio ad un livello superiore della propria attività.
È espressamente costruito per persone che sanno di non poter delegare completamente la Comunicazione, ma di dover lavorare in stretto contatto con chi gestisce le informazioni indirizzate al potenziale cliente.

Ed è progettato solo ed esclusivamente per persone ambiziose, che non si accontentano di avere “una bella immagine su Internet”. Persone che pretendono che il proprio Business li porti a realizzare i propri sogni. Che non si accontentano di “arrivare a fine mese”, che vogliono AVERE SUCCESSO.
Infine, è un Metodo che vuole far ricredere chi, in passato o attualmente, si è trovato ad avere a che fare con le “Webbagency Fuffa”. Quel genere di “professionisti improvvisati” che ha svolto il proprio lavoro senza avere come obiettivo reale (ma magari millantato…) la crescita del Business del proprio cliente, e che in realtà si è fatto pagare e non ha portato alcun risultato (e non lo porterà mai).

Ma cosa ha di diverso dal solito servizio delle Web Agency che puoi trovare in ogni dove?

1 – Non è per tutti

Ragazza con molti dubbi

Il Metodo Sarti del Web è dedicato esclusivamente a quel genere di imprenditore consapevole che senza l’utilizzo del Web la sua attività si trova in discesa senza freni sulla strada dissestata che lo porterà a ridurre i propri profitti ed infine a chiudere.
È indirizzato a persone consapevoli che avvalersi di un Team di Professionisti può determinare un vero e proprio passaggio ad un livello superiore della propria attività.
È espressamente costruito per persone che sanno di non poter delegare completamente la Comunicazione, ma di dover lavorare in stretto contatto con chi gestisce le informazioni indirizzate al potenziale cliente.

Ed è progettato solo ed esclusivamente per persone ambiziose, che non si
accontentano di avere “una bella immagine su Internet”. Persone che pretendono che il proprio Business li porti a realizzare i propri sogni. Che non si accontentano di “arrivare a fine mese”, che vogliono AVERE SUCCESSO.
Infine, è un Metodo che vuole far ricredere chi, in passato o attualmente, si è trovato ad avere a che fare con le “Webbagency Fuffa”. Quel genere di “professionisti improvvisati” che ha svolto il proprio lavoro senza avere come obiettivo reale (ma magari millantato…) la crescita del Business del proprio cliente, e che in realtà si è fatto pagare e non ha portato alcun risultato (e non lo porterà mai).

Il Metodo Sarti del Web non è un servizio che lavora in autonomia rispetto al suo Cliente. Questo perché la Comunicazione non si può delegare, pena l’insuccesso assicurato di qualunque campagna. Quello che si può delegare è lo studio, la preparazione, la formazione, la conoscenza di tecniche specifiche e, infine, l’applicazione di concetti complessi. Quello che non si può assolutamente fare è lasciare la propria Comunicazione in mano ad agenzie che non siano in contatto periodico con la tua attività, che non seguano giornalmente ogni tua campagna, che non verifichino costantemente i risultati (ovvero, le conversioni reali), che non sappiano indirizzarti nelle tue scelte strategiche. I Sarti del Web sono “collaboratori interni”, non persone che hanno la pretesa di sapere, senza nemmeno conoscere davvero te e la tua attività, cosa devi o non devi fare. Avere una collaborazione con i Sarti del Web significa essere in prima linea per il proprio successo, esserne fautore, senza però dover passare ore ed ore ogni giorno a studiare ed applicare tecniche sempre più complesse.

2 – È UN SISTEMA COLLABORATIVO E SARTORIALE

Unire i pezzi

È come avere un esperto di Comunicazione sulla tua scrivania che può darti le giuste dritte ogni volta che ne hai bisogno. E quello dei Sarti del Web è un Metodo sartoriale, cucito su misura per il proprio cliente e la sua attività. Non è legato unicamente al prodotto, ma tiene in considerazione tutti i dettagli necessari a costruire un messaggio di vendita efficace: prodotto, zona di lavoro, stagionalità, concorrenza, personalità dell’imprenditore, tipologia di cliente Target, obiettivi e peculiarità, ecc. La presenza di un Tutor dedicato ad ogni cliente, disponibile sette giorni su sette, trasforma la collaborazione in uno strumento estremamente agile e performante.

2 – È UN SISTEMA COLLABORATIVO E SARTORIALE

Unire i pezzi

Il Metodo Sarti del Web non è un servizio che lavora in autonomia rispetto al suo Cliente. Questo perché la Comunicazione non si può delegare, pena l’insuccesso assicurato di qualunque campagna. Quello che si può delegare è lo studio, la preparazione, la formazione, la conoscenza di tecniche specifiche e, infine, l’applicazione di concetti complessi. Quello che non si può assolutamente fare è lasciare la propria Comunicazione in mano ad agenzie che non siano in contatto periodico con la tua attività, che non seguano giornalmente ogni tua campagna, che non verifichino costantemente i risultati (ovvero, le conversioni reali), che non sappiano indirizzarti nelle tue scelte strategiche. I Sarti del Web sono “collaboratori interni”, non persone che hanno la pretesa di sapere, senza nemmeno conoscere davvero te e la tua attività, cosa devi o non devi fare. Avere una collaborazione con i Sarti del Web significa essere in prima linea per il proprio successo, esserne fautore, senza però dover passare ore ed ore ogni giorno a studiare ed applicare tecniche sempre più complesse.

È come avere un esperto di Comunicazione sulla tua scrivania che può darti le giuste dritte ogni volta che ne hai bisogno. E quello dei Sarti del Web è un Metodo sartoriale, cucito su misura per il proprio cliente e la sua attività. Non è legato unicamente al prodotto, ma tiene in considerazione tutti i dettagli necessari a costruire un messaggio di vendita efficace: prodotto, zona di lavoro, stagionalità, concorrenza, personalità dell’imprenditore, tipologia di cliente Target, obiettivi e peculiarità, ecc. La presenza di un Tutor dedicato ad ogni cliente, disponibile sette giorni su sette, trasforma la collaborazione in uno strumento estremamente agile e performante.

3 – È AD ELEVATA E CONTINUA FORMAZIONE

Educazione

Tutti i collaboratori del Laboratorio dei Sarti del Web sono specializzati ed in costante formazione. Ognuno, nel suo campo applicativo, è sempre in aggiornamento. Dalla partecipazione ai più prestigiosi corsi di formazione, alle conferenze sui metodi più all’avanguardia, fino alle scuole più rinomate, i Sarti del Web non si lasciano scappare nulla. Tutto questo prevede un elevatissimo costo in impegno, fatica e denaro: ma nulla può fermare i Sarti nella loro volontà di mettere il turbo al Business dei
propri Clienti.

I riferimenti formativi sono:

Metodo Merenda – il maggior esperto di Marketing e gestione imprese al mondo

Dr. Lutz – il maggior esperto di Copy in Italia

Alfio Bardolla – Guru della libertà finanziaria e maggior esperto di investimenti in Italia

Roberto Re – Leader in Italia nella formazione per la Leadership e la PNL

Dale Carnegie Italia – Gruppo di formazione manageriale ed aziendale comportamentale dal 1912

3 – È AD ELEVATA E CONTINUA FORMAZIONE

Educazione

Tutti i collaboratori del Laboratorio dei Sarti del Web sono specializzati ed in costante formazione. Ognuno, nel suo campo applicativo, è sempre in aggiornamento. Dalla partecipazione ai più prestigiosi corsi di formazione, alle conferenze sui metodi più all’avanguardia, fino alle scuole più rinomate, i Sarti del Web non si lasciano scappare nulla. Tutto questo prevede un elevatissimo costo in impegno, fatica e denaro: ma nulla può fermare i Sarti nella loro volontà di mettere il turbo al Business dei propri Clienti.

I riferimenti formativi sono:

Metodo Merenda – il maggior esperto di Marketing e gestione imprese al mondo

Dr. Lutz – il maggior esperto di Copy in Italia

Alfio Bardolla – Guru della libertà finanziaria e maggior esperto di investimenti in Italia

Roberto Re – Leader in Italia nella formazione per la Leadership e la PNL

Dale Carnegie Italia – Gruppo di formazione manageriale ed aziendale comportamentale dal 1912

LA STORIA DEL SARTO

Logo Sarti del Web

Mi hanno insegnato a LAVORARE DURO.

Se devo decidere da cosa iniziare a raccontarti chi sono e perché faccio questo lavoro, la prima immagine che mi viene in mente è questa: i miei amici e compagni di classe in vacanza, io che lavoro sodo, sette giorni su sette, senza mai una pausa.

Servo ai tavoli, aiuto in cucina, sto alla reception. Sette giorni su sette, per tutta la stagione estiva.

Può sembrare fastidioso, ma in realtà era semplicemente una cosa normale. Niente di eroico o speciale insomma. Sono figlio di albergatori, nipote di albergatori, e credo che nel mio albero genealogico non si possa trovare molto altro.

Enrico Cecchini, il sarto, giovane

Qui ero nell’ufficio centrale della mia area, molti anni fa e un bel po’ di barba in meno.

Enrico Cecchini il sarto, premiazione
Logo Sarti del Web

Vengo dalla riviera Romagnola, quel posto fantastico dove lavorare sodo è un imperativo categorico che nessuno mai metterebbe in dubbio. I miei nonni hanno costruito il loro primo albergo mattone su mattone, partendo da zero, sudando ben più di sette camicie. E non ricordo nemmeno QUANDO ho iniziato a lavorare. Nella mia memoria io lavoro da sempre. I miei primi passi li ho fatti nell’albergo di famiglia. I miei primi amori sono nati tra quelle mura. Tutto si faceva nell’albergo. Si viveva nell’albergo. Esisteva solo l’albergo! Ora, io non so dirti se questo è il modo giusto per allevare la prole, ma so di per certo che tutto questo mi ha permesso di affrontare ogni sfida della vita senza mai tirarmi indietro.

Se c’è una cosa che amo è lavorare e se c’è una cosa che non temo è la fatica.

Anche se, non te lo nascondo, delle volte è stata davvero dura. Per la mia famiglia io avrei dovuto fare l’albergatore. Prima passare anni ed anni a lavorare negli alberghi di famiglia, poi rilevarli o aprirne uno nuovo. Nessuno mi aveva comunicato questo progetto, era semplicemente ovvio che andasse così. Un destino deciso…ma da chi? Prova a pensare lo sgomento sul volto di mio padre quando gli ho detto che sarei andato a studiare fuori casa. Studiare??? E l’albergo? E la famiglia? Non so se ha mai capito davvero come mai io abbia scelto di allontanarmi dal “nido”.

La verità è che mi sentivo stretto. Come dentro un buco. Avevo bisogno di STIMOLI. Chiaramente, ero un ragazzetto. Sapevo anche lavorare sodo, ma di certo non avevo idea di cosa avrei fatto “da grande”. Ero solo sicuro che non avrei fatto l’albergatore. Non per rifiuto cosciente. Era come una voce interiore, una spinta a cui ancora non sapevo dare un nome e che solo a distanza di anni ho capito. Fatto sta che riesco a schivare con maestria le numerose obiezioni familiari e, ignorato ogni minimo consiglio, me ne vado a Bologna a studiare… filosofia! Come ovvio, la famiglia non ha mai supportato la mia scelta. Ed io, senza paura, ho deciso che avrei fatto benissimo da solo. Così è stato: studiavo e facevo due lavori.

Ancora una volta, i miei amici in giro a far baldoria, io in giro tra i tavoli di un locale a fare il cameriere. Anche se non era cambiato poi molto, il semplice fatto di averlo deciso da solo mi ha spinto a tollerare quella situazione per qualche anno. Solo che quella voce interiore non si placava. Continuava a spingermi verso qualcosa di diverso, di più grande, che ancora non comprendevo. Mi teneva in stato di allerta, teso verso qualcosa di sconosciuto. Per qualche anno le cose filano lisce, ma dopo un po’ non riesco più a reggere. Qualcosa si rompe. Perdo l’entusiasmo. Ero troppo giovane per capire quello che ora mi è fin troppo chiaro: per quanto piacevole, quello che stavo facendo era totalmente privo di scopo.

Logo Sarti del Web

Avevo bisogno di un obiettivo preciso, ma ancora non me ne ero accorto. Già però qualcosa iniziava a prendere forma. Non sapevo esattamente cosa stessi facendo, ma con determinazione lasciai l’università e mi buttai a capofitto nel campo della vendita. Mi piacerebbe dirti che fu un successo sin da subito ma racconterei una bugia. Senza alcun appoggio, con un lavoro da imparare da zero, mi trovai molto presto in difficoltà economiche. Furono mesi bui in cui cercavo una chiave, un metodo, una strada da percorrere…e i miei tentativi venivano regolarmente frustrati.

Quel che guadagnavo bastava a malapena per pagare l’affitto e fare la spesa di tanto in tanto, e neppure tutte le settimane! Ma non mollavo. Davanti a me c’era la strada facile: tornare a casa dai miei genitori, chiedere scusa, ammettere che avevano ragione loro e piegarmi al destino della famiglia. E fu allora che scoprii un lato di me che ignoravo, forse perché non mi ero trovato mai in una situazione del genere. Scoprii in me una volontà d’acciaio che veniva rafforzata da ogni errore, da ogni porta sbattuta in faccia.

Ogni giorno mi ripetevo che la soluzione era vicina, che presto le cose sarebbero andate meglio ma non per magia. Perché ce l’avrei fatta impegnandomi e cercando la strada giusta…e così fu! Finalmente i miei sforzi vennero ripagati e trovai la mia dimensione: si aveva a che fare con le persone e i loro bisogni, si offrivano soluzioni per i loro problemi e soprattutto c’erano obiettivi precisi, misurabili, sia economici che professionali.

Enrico Cecchini, il sarto, premio
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E invece

Era la fine del 2012 ed il Governo Monti emanava una serie di leggi per rivedere le attività della mia categoria commerciale. Siamo abituati a pensare che la politica sia un qualcosa di intangibile e lontano da noi e invece le decisioni prese da quei burocrati colpirono violentissimamente il mio mondo rendendo praticamente impossibile praticare l’attività per chi non possedeva determinati requisiti. Non contava più l’impegno o la bravura nel trovare clienti e chiudere i contratti, servivano titoli e posizioni a me inaccessibili e uno dopo l’altro persi i fornitori, i contatti, infine i collaboratori che avevano percorso con me tanta strada in quei begli anni.

La situazione era inaffrontabile, ma mi ostinavo a rimanere sul campo, testardo e cocciuto come un mulo. Non avevo ancora compreso una legge aurea del commercio: che bisogna essere ATTENTI, LUNGIMIRANTI ed ELASTICI, soprattutto quando si affrontano situazioni molto più grandi di noi. Persi fino all’ultimo risparmio cercando di sistemare una situazione a dir poco distrutta. E, quasi senza rendermene conto, mi trovai nella merda fino al collo. Non avevo nemmeno più i soldi per pagare l’affitto.

Di nuovo mi ritrovavo nella situazione che odiavo: rischiavo da un momento all’altro di dover tornare a casa, a dire a tutti che avevo torto io e ragione loro. Il mio destino era gestire un albergo che non sentivo mio e fare un lavoro che non sopportavo. Stavo per mollare tutto. Mandare a quel paese progetti, sogni, desideri. Ma poi… sai com’è, chi è abituato a lavorare come un mulo qualcosa da fare la trova sempre. E poi dicono che chi bene semina bene raccoglie. Evidentemente a qualcuno non era passata inosservata la mia capacità di gestire un’area commerciale. Mi arrivò una mail. Tra capo e collo. E dissi a me stesso: lanciati, non hai nulla da perdere. Accettai così la proposta di un’azienda di gruppi di acquisto (tipo Groupon, per intenderci, ma meno fetenti) e intrapresi per loro lo sviluppo dell’area Veneto, trasferendomi a Padova.

Non che fossi immediatamente entusiasta, ma c’era una cosa che mi piaceva davvero: potevo aiutare le persone a sviluppare il proprio Business. Se dovessi valutare ora quello che stavo facendo, beh.. la penserei diversamente. Ma ancora, ai tempi, non mi era assolutamente chiaro cosa volessi dalla vita. Iniziavo solo a raccogliere qualche indizio. Il prodotto che vendevo ricalcava quello dell’azienda americana (groupon) e tramite alcune migliorie portava clienti alle piccole e medie aziende. Gli accordi erano ricorsivi, potevo quindi tornare più volte dai miei clienti di aziende per riproporre offerte e collaborazioni.

Ciò mi permise di scandagliare un mondo che avevo ignorato sino a quel momento, ma in cui mi trovavo estremamente a mio agio: il campo delle piccole e medie imprese italiane. Quel substrato di imprenditori forti e coraggiosi che, a conti fatti, tiene in piedi l’intera nazione.

Iniziò a costruirsi così l’idea che avrei potuto fare qualcosa di più. Avrei potuto essere UTILE agli altri. Fare del bene col mio lavoro. Capirai che mediamente un albergo pensa a farti spendere i soldi per divertirti. Ero cresciuto in quel sistema: compra, consuma.

Foto Enrico Cecchini senza barba
Enrico Cecchini, il sarto, oggi

Cos’è quella faccia? Non lo sapevi che il Sarto ha la barba?

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Rivedere quel contesto in un’ottica diversa fu illuminante. Scoprii che, guardandolo da un’altra direzione, mi piaceva. Parlavo ogni giorno con ristoratori, estetiste, parrucchiere, imprenditori del BtoC ,che sono il tessuto trainante dell’economia italiana. Nel tempo legai con molti di questi imprenditori e scoprii che il mio lavoro poteva FARE LA DIFFERENZA. MIGLIORARE il loro mondo e ciò mi faceva sentire bene. Il legame di FIDUCIA che si instaurava fra me e loro, attraverso un corretto scambio di beni e servizi mi faceva stare bene. Ero elettrizzato. Ero finalmente in pace, se riesci a capire cosa intendo. Però c’era ancora qualcosa che mi teneva sveglio la notte. Continuavo a chiedermi se quella fosse la strada giusta. Certo, ero d’aiuto per molte persone, ma sentivo che c’era qualcosa che avrei potuto fare meglio. Tramite i continui feedback mi accorsi che il mio prodotto era più efficace con alcuni dei miei clienti, mentre aveva scarsa efficacia con altri.

C’erano attività che acquisivano nuovi clienti ed altre che li vedevano solo una volta, per il tempo della promozione, e poi mai più. Per alcuni di essi era facile fidelizzare i nuovi acquirenti mentre altri avevano molte più difficoltà. Mi stupii, non te lo nascondo, di scoprire che mi interessava capire il perché: volevo ostinatamente aiutare chi non ce la faceva e risolvere l’inghippo. Fu quello un grande momento di svolta. Mi resi conto che le mie conoscenze non bastavano. C’era qualcosa che non capivo e non potevo accettarlo. Inizia così a fare quello che ancora oggi per me è pane quotidiano: studiare. Non che prima non lo facessi, mi è sempre stato chiaro che se cerchi bene troverai sicuramente un modo migliore per fare una cosa. Diciamo che prima di quel momento non focalizzavo in maniera così decisa le mie ricerche su un unico obiettivo. Acquistai prima di tutto libri su libri. Passavo notti intere sveglio a leggere di business, economia, impresa. Ogni libro letto erano altri tre libri acquistati sull’argomento.

Avevo FAME. Volevo sapere più cose possibili, imparare più cose possibili. Volevo capire quale fosse davvero il problema e trovare la soluzione perfetta e definitiva. Stavo appena iniziando a capirci davvero qualcosa quando arrivò la batosta: dal giorno alla notte l’azienda per cui lavoravo smise di pagare le aziende con cui avevo chiuso gli accordi. Nel giro di pochissimo mi fu chiaro che lo stesso destino era capitato a tutti i miei colleghi nelle varie città italiane.

La conseguenza diretta fu che tutti i miei clienti non vennero pagati dall’azienda per i servizi resi. Alcuni (i miei clienti migliori, per intenderci) reclamavano il pagamento di fatture per svariate migliaia di euro! Migliaia di euro scomparsi nel nulla. Puff. Spariti. Fu una pugnalata alla schiena terrificante. In una botta sola persi la fiducia nell’azienda in cui lavoravo e il rispetto dei miei clienti! Per qualche giorno, lo ricordo come fosse ieri, rimasi immobile. Nemmeno i miei gatti avevano il coraggio di avvicinarsi. Dire che ero deluso e arrabbiato non può farti capire esattamente che situazione stavo vivendo. Ti basti sapere che, quando riuscii a sbloccarmi, già qualche amico aveva cercato di forzare la mia porta di casa. Decisi di prendere una posizione: non sarei stato tra l’incudine ed il martello un altro minuto ancora: chiusi il mio mandato con quell’azienda – che ovviamente era irraggiungibile – e spiegai la situazione alle persone lese (alcune delle quali volevano denunciare ME per truffa). Fortunatamente si fidavano di me e alla fine nessuno mi ha fatto causa.

Tornai a Bologna, la città in cui mi ero trovato meglio in assoluto. Sperando di ritrovare lì uno stimolo per ricominciare ancora una volta da zero. Non mi ero mai trovato in una situazione del genere: nel giro di pochissimo avevo perso una posizione, un portafoglio clienti sostanzioso e soprattutto la fiducia in una azienda con cui collaboravo da anni! Probabilmente devo ringraziare chi mi ha fatto sgobbare da ragazzino, invece che andare alle feste in spiaggia tutte le sere. Non so nemmeno io dove trovai quell’energia, ma si sprigionò in tutta la sua potenza.

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Quanto era successo non fu abbastanza per farmi mollare tutto e, ancora una volta, decisi che avrei dovuto riprendere in mano il mio destino e fare quello che ritenevo giusto: un lavoro che fosse utile non solo a me, ma anche e soprattutto ai miei clienti.

Fu l’occasione (o la sfiga?) di riallacciare i rapporti con un ex collega che non vedevo da tempo. Sapeva chi ero e sapeva quanto posso essere determinato se mi metto in testa un obiettivo. Per cui mi fece una proposta a cui non potevo dire no: una quota nella società che stava aprendo.

Un progetto interessante in cui lanciarmi. Una nuova sfida. Divenni quindi, a mia volta, imprenditore! Tutto quello che oramai da tempo studiavo come un ossesso aveva finalmente un senso. Potevo applicarlo in maniera molto più precisa e produttiva per molte più persone. Ed avrei finalmente potuto essere d’aiuto ad altri imprenditori come me. Quel genere di persone che si rialza sempre. Che combatte sempre.

Avevo capito da tempo le enormi potenzialità di internet, dei social e della Comunicazione. Ripensavo spesso a quelle aziende a Padova che traevano il massimo dai gruppi di acquisto: ci riuscivano perché avevano una struttura, un metodo, un modo per ricontattare quei clienti visti solo una volta, un atteggiamento che funzionava… Ed eccomi qui pieno di speranze ed entusiasmo!

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Decisi quindi di non limitarmi allo studio ed ai libri.

Iniziai con la formazione più avanzata, impegnativa e costosa.

Investii ogni singolo centesimo guadagnato in formazione (e lo faccio anche ora, ma non ditelo ai miei soci).

Volevo lavorare al meglio. Essere preparato al 100% in ogni minima sfaccettatura del mio lavoro.

Volevo imparare dai migliori ed essere sempre al top. Scoprii trucchi fantastici e feci errori, (e mica pochi!) e quando succedeva andavo di persona dal cliente a chiedere scusa, gli spiegavo cosa non aveva funzionato e gli regalavo un servizio per farmi perdonare. In quel periodo capii uno dei fondamenti del mio modo di lavorare: la responsabilità delle mie azioni è sempre e solo mia.

E prendersi le proprie responsabilità è quello che un uomo giusto deve fare. Perché nessuno è perfetto ma la RESPONSABILITÀ delle nostre azioni è una cosa seria.

Il mio percorso, la strada dei Sarti, era appena iniziato. Ma la vita non aveva smesso di giocarmi brutti scherzi.

Ora posso dirlo: fu ancora una volta colpa mia. Preso dall’entusiasmo, non mi ero fatto le giuste domande su chi fosse realmente il socio con cui avevo scelto di fare impresa.

Chi sbaglia paga… e non sai quanto ho pagato!
Il simpaticone non si stava comportando per nulla bene… Nel corso di 1 anno aveva creato un buco di decine di migliaia di euro nell’azienda attraverso contratti falsi e dubbi investimenti in Albania. Me ne accorsi giusto in tempo, prima che facesse ancora peggio.

Chi ha fra le mani una piccola azienda o ha soci sa che mazzata può essere una cosa del genere! La situazione era delicata e pericolosa, ma la passione per ciò che stavo facendo, per l’attività che avevo scovato dopo tutti quegli anni di tentativi e rinunce, era troppo forte per fermarsi di fronte ad un ostacolo simile. Oramai avevo capito cosa volevo dalla vita e non ero più disposto a farmi mettere i piedi in testa da nessuno. Presi velocemente il polso della situazione e prima che potesse reagire, costrinsi il socio a prendersi la responsabilità totale della condizione in cui aveva condotto la società. E quando dico “costrinsi”, intendo che non gli permisi un contraddittorio. Lo buttai fuori a calci nel culo. (se stai leggendo, ho ancora un vaffanculo per te!) Magari ora penserai che in una situazione del genere avrei potuto abbattermi. Ripensare a fare l’albergatore controvoglia.

Ributtarmi nel buco nero. No, non l’ho fatto. Era troppo tardi. Avevo imparato troppe cose, fatto troppe esperienze, gestito troppe situazioni assurde per potermi fermare.

Anzi. Quello fu il momento in cui, finalmente, decisi di fare le cose a modo mio. Di mettere in campo tutto me stesso e i miei errori passati e dare una svolta alla mia vita ed a quella delle persone che avevano deciso di fidarsi di me. Se hai la fiducia di qualcuno, devi onorarla. Devi essere grato. E così sono e sarò per sempre. Così ho scelto le persone migliori che avessi mai incontrato nelle mie esperienze lavorative.

Foto Enrico Cecchini il sarto
Enrico Cecchini, il Sarto foto

I migliori partner possibili.

Persone preparate e desiderose di imparare ancora.

Persone con etica e morale alti e solidi.

Persone con cui condividere prima di tutto i valori.

E finalmente ho aperto
il Laboratorio dei Sarti del Web.

Così sono diventato
Il Sarto

Ed ora so che la mia missione è aiutare quel genere di professionisti ed imprenditori che davvero meritano di fare strada, di eccellere. Quelli che sanno affrontare le sfide, sanno rimboccarsi le maniche e lavorare sodo.

Quelli che sono pronti a combattere con il proprio esercito di soldati professionisti nella guerra del business.

Quelli che hanno deciso di vincere!

Enrico Cecchini, Il Sarto

LA STORIA DEL SARTO

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Mi hanno insegnato a LAVORARE DURO.

Se devo decidere da cosa iniziare a raccontarti chi sono e perché faccio questo lavoro, la prima immagine che mi viene in mente è questa: i miei amici e compagni di classe in vacanza, io che lavoro sodo, sette giorni su sette, senza mai una pausa.

Servo ai tavoli, aiuto in cucina, sto alla reception. Sette giorni su sette, per tutta la stagione estiva.

Può sembrare fastidioso, ma in realtà era semplicemente una cosa normale. Niente di eroico o speciale insomma. Sono figlio di albergatori, nipote di albergatori, e credo che nel mio albero genealogico non si possa trovare molto altro.

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Vengo dalla riviera Romagnola, quel posto fantastico dove lavorare sodo è un imperativo categorico che nessuno mai metterebbe in dubbio. I miei nonni hanno costruito il loro primo albergo mattone su mattone, partendo da zero, sudando ben più di sette camicie. E non ricordo nemmeno QUANDO ho iniziato a lavorare. Nella mia memoria io lavoro da sempre. I miei primi passi li ho fatti nell’albergo di famiglia. I miei primi amori sono nati tra quelle mura. Tutto si faceva nell’albergo. Si viveva nell’albergo. Esisteva solo l’albergo! Ora, io non so dirti se questo è il modo giusto per allevare la prole, ma so di per certo che tutto questo mi ha permesso di affrontare ogni sfida della vita senza mai tirarmi indietro.

Se c’è una cosa che amo è lavorare e se c’è una cosa che non temo è la fatica.

Anche se, non te lo nascondo, delle volte è stata davvero dura. Per la mia famiglia io avrei dovuto fare l’albergatore. Prima passare anni ed anni a lavorare negli alberghi di famiglia, poi rilevarli o aprirne uno nuovo. Nessuno mi aveva comunicato questo progetto, era semplicemente ovvio che andasse così. Un destino deciso…ma da chi? Prova a pensare lo sgomento sul volto di mio padre quando gli ho detto che sarei andato a studiare fuori casa. Studiare??? E l’albergo? E la famiglia? Non so se ha mai capito davvero come mai io abbia scelto di allontanarmi dal “nido”.

Enrico Cecchini, il sarto, giovane

Qui ero nell’ufficio centrale della mia area, molti anni fa e un bel po’ di barba in meno.

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La verità è che mi sentivo stretto. Come dentro un buco. Avevo bisogno di STIMOLI. Chiaramente, ero un ragazzetto. Sapevo anche lavorare sodo, ma di certo non avevo idea di cosa avrei fatto “da grande”. Ero solo sicuro che non avrei fatto l’albergatore. Non per rifiuto cosciente. Era come una voce interiore, una spinta a cui ancora non sapevo dare un nome e che solo a distanza di anni ho capito. Fatto sta che riesco a schivare con maestria le numerose obiezioni familiari e, ignorato ogni minimo consiglio, me ne vado a Bologna a studiare… filosofia! Come ovvio, la famiglia non ha mai supportato la mia scelta. Ed io, senza paura, ho deciso che avrei fatto benissimo da solo. Così è stato: studiavo e facevo due lavori.

Ancora una volta, i miei amici in giro a far baldoria, io in giro tra i tavoli di un locale a fare il cameriere. Anche se non era cambiato poi molto, il semplice fatto di averlo deciso da solo mi ha spinto a tollerare quella situazione per qualche anno. Solo che quella voce interiore non si placava. Continuava a spingermi verso qualcosa di diverso, di più grande, che ancora non comprendevo. Mi teneva in stato di allerta, teso verso qualcosa di sconosciuto. Per qualche anno le cose filano lisce, ma dopo un po’ non riesco più a reggere. Qualcosa si rompe. Perdo l’entusiasmo. Ero troppo giovane per capire quello che ora mi è fin troppo chiaro: per quanto piacevole, quello che stavo facendo era totalmente privo di scopo.

Avevo bisogno di un obiettivo preciso, ma ancora non me ne ero accorto. Già però qualcosa iniziava a prendere forma. Non sapevo esattamente cosa stessi facendo, ma con determinazione lasciai l’università e mi buttai a capofitto nel campo della vendita. Mi piacerebbe dirti che fu un successo sin da subito ma racconterei una bugia. Senza alcun appoggio, con un lavoro da imparare da zero, mi trovai molto presto in difficoltà economiche. Furono mesi bui in cui cercavo una chiave, un metodo, una strada da percorrere…e i miei tentativi venivano regolarmente frustrati.

Quel che guadagnavo bastava a malapena per pagare l’affitto e fare la spesa di tanto in tanto, e neppure tutte le settimane! Ma non mollavo. Davanti a me c’era la strada facile: tornare a casa dai miei genitori, chiedere scusa, ammettere che avevano ragione loro e piegarmi al destino della famiglia. E fu allora che scoprii un lato di me che ignoravo, forse perché non mi ero trovato mai in una situazione del genere. Scoprii in me una volontà d’acciaio che veniva rafforzata da ogni errore, da ogni porta sbattuta in faccia.

Enrico Cecchini il sarto, premiazione
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Ogni giorno mi ripetevo che la soluzione era vicina, che presto le cose sarebbero andate meglio ma non per magia. Perché ce l’avrei fatta impegnandomi e cercando la strada giusta…e così fu! Finalmente i miei sforzi vennero ripagati e trovai la mia dimensione: si aveva a che fare con le persone e i loro bisogni, si offrivano soluzioni per i loro problemi e soprattutto c’erano obiettivi precisi, misurabili, sia economici che professionali.

Enrico Cecchini, il sarto, premio
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E invece…

Era la fine del 2012 ed il Governo Monti emanava una serie di leggi per rivedere le attività della mia categoria commerciale. Siamo abituati a pensare che la politica sia un qualcosa di intangibile e lontano da noi e invece le decisioni prese da quei burocrati colpirono violentissimamente il mio mondo rendendo praticamente impossibile praticare l’attività per chi non possedeva determinati requisiti. Non contava più l’impegno o la bravura nel trovare clienti e chiudere i contratti, servivano titoli e posizioni a me inaccessibili e uno dopo l’altro persi i fornitori, i contatti, infine i collaboratori che avevano percorso con me tanta strada in quei begli anni.

La situazione era inaffrontabile, ma mi ostinavo a rimanere sul campo, testardo e cocciuto come un mulo. Non avevo ancora compreso una legge aurea del commercio: che bisogna essere ATTENTI, LUNGIMIRANTI ed ELASTICI, soprattutto quando si affrontano situazioni molto più grandi di noi. Persi fino all’ultimo risparmio cercando di sistemare una situazione a dir poco distrutta. E, quasi senza rendermene conto, mi trovai nella merda fino al collo. Non avevo nemmeno più i soldi per pagare l’affitto.

Di nuovo mi ritrovavo nella situazione che odiavo: rischiavo da un momento all’altro di dover tornare a casa, a dire a tutti che avevo torto io e ragione loro. Il mio destino era gestire un albergo che non sentivo mio e fare un lavoro che non sopportavo. Stavo per mollare tutto. Mandare a quel paese progetti, sogni, desideri. Ma poi… sai com’è, chi è abituato a lavorare come un mulo qualcosa da fare la trova sempre. E poi dicono che chi bene semina bene raccoglie. Evidentemente a qualcuno non era passata inosservata la mia capacità di gestire un’area commerciale. Mi arrivò una mail. Tra capo e collo. E dissi a me stesso: lanciati, non hai nulla da perdere. Accettai così la proposta di un’azienda di gruppi di acquisto (tipo Groupon, per intenderci, ma meno fetenti) e intrapresi per loro lo sviluppo dell’area Veneto, trasferendomi a Padova.

Foto Enrico Cecchini senza barba
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Non che fossi immediatamente entusiasta, ma c’era una cosa che mi piaceva davvero: potevo aiutare le persone a sviluppare il proprio Business. Se dovessi valutare ora quello che stavo facendo, beh.. la penserei diversamente. Ma ancora, ai tempi, non mi era assolutamente chiaro cosa volessi dalla vita. Iniziavo solo a raccogliere qualche indizio. Il prodotto che vendevo ricalcava quello dell’azienda americana (groupon) e tramite alcune migliorie portava clienti alle piccole e medie aziende. Gli accordi erano ricorsivi, potevo quindi tornare più volte dai miei clienti di aziende per riproporre offerte e collaborazioni.

Ciò mi permise di scandagliare un mondo che avevo ignorato sino a quel momento, ma in cui mi trovavo estremamente a mio agio: il campo delle piccole e medie imprese italiane. Quel substrato di imprenditori forti e coraggiosi che, a conti fatti, tiene in
piedi l’intera nazione.

Iniziò a costruirsi così l’idea che avrei potuto fare qualcosa di più. Avrei potuto essere UTILE agli altri. Fare del bene col mio lavoro. Capirai che mediamente un albergo pensa a farti spendere i soldi per divertirti. Ero cresciuto in quel sistema: compra, consuma.

Rivedere quel contesto in un’ottica diversa fu illuminante. Scoprii che, guardandolo da un’altra direzione, mi piaceva. Parlavo ogni giorno con ristoratori, estetiste, parrucchiere, imprenditori del BtoC ,che sono il tessuto trainante dell’economia italiana. Nel tempo legai con molti di questi imprenditori e scoprii che il mio lavoro poteva FARE LA DIFFERENZA. MIGLIORARE il loro mondo e ciò mi faceva sentire bene. Il legame di FIDUCIA che si instaurava fra me e loro, attraverso un corretto scambio di beni e servizi mi faceva stare bene. Ero elettrizzato. Ero finalmente in pace, se riesci a capire cosa intendo. Però c’era ancora qualcosa che mi teneva sveglio la notte. Continuavo a chiedermi se quella fosse la strada giusta. Certo, ero d’aiuto per molte persone, ma sentivo che c’era qualcosa che avrei potuto fare meglio. Tramite i continui feedback mi accorsi che il mio prodotto era più efficace con alcuni dei miei clienti, mentre aveva scarsa efficacia con altri.

C’erano attività che acquisivano nuovi clienti ed altre che li vedevano solo una volta, per il tempo della promozione, e poi mai più. Per alcuni di essi era facile fidelizzare i nuovi acquirenti mentre altri avevano molte più difficoltà. Mi stupii, non te lo nascondo, di scoprire che mi interessava capire il perché: volevo ostinatamente aiutare chi non ce la faceva e risolvere l’inghippo. Fu quello un grande momento di svolta. Mi resi conto che le mie conoscenze non bastavano. C’era qualcosa che non capivo e non potevo accettarlo. Inizia così a fare quello che ancora oggi per me è pane quotidiano: studiare. Non che prima non lo facessi, mi è sempre stato chiaro che se cerchi bene troverai sicuramente un modo migliore per fare una cosa. Diciamo che prima di quel momento non focalizzavo in maniera così decisa le mie ricerche su un unico obiettivo. Acquistai prima di tutto libri su libri. Passavo notti intere sveglio a leggere di business, economia, impresa. Ogni libro letto erano altri tre libri acquistati sull’argomento.

Avevo FAME. Volevo sapere più cose possibili, imparare più cose possibili. Volevo capire quale fosse davvero il problema e trovare la soluzione perfetta e definitiva. Stavo appena iniziando a capirci davvero qualcosa quando arrivò la batosta: dal giorno alla notte l’azienda per cui lavoravo smise di pagare le aziende con cui avevo chiuso gli accordi. Nel giro di pochissimo mi fu chiaro che lo stesso destino era capitato a tutti i miei colleghi nelle varie città italiane.

La conseguenza diretta fu che tutti i miei clienti non vennero pagati dall’azienda per i servizi resi. Alcuni (i miei clienti migliori, per intenderci) reclamavano il pagamento di fatture per svariate migliaia di euro! Migliaia di euro scomparsi nel nulla. Puff. Spariti. Fu una pugnalata alla schiena terrificante. In una botta sola persi la fiducia nell’azienda in cui lavoravo e il rispetto dei miei clienti! Per qualche giorno, lo ricordo come fosse ieri, rimasi immobile. Nemmeno i miei gatti avevano il coraggio di avvicinarsi. Dire che ero deluso e arrabbiato non può farti capire esattamente che situazione stavo vivendo. Ti basti sapere che, quando riuscii a sbloccarmi, già qualche amico aveva cercato di forzare la mia porta di casa. Decisi di prendere una posizione: non sarei stato tra l’incudine ed il martello un altro minuto ancora: chiusi il mio mandato con quell’azienda – che ovviamente era irraggiungibile – e spiegai la situazione alle persone lese (alcune delle quali volevano denunciare ME per truffa). Fortunatamente si fidavano di me e alla fine nessuno
mi ha fatto causa.

Tornai a Bologna, la città in cui mi ero trovato meglio in assoluto. Sperando di ritrovare lì uno stimolo per ricominciare ancora una volta da zero. Non mi ero mai trovato in una situazione del genere: nel giro di pochissimo avevo perso una posizione, un portafoglio clienti sostanzioso e soprattutto la fiducia in una azienda con cui collaboravo da anni! Probabilmente devo ringraziare chi mi ha fatto sgobbare da ragazzino, invece che andare alle feste in spiaggia tutte le sere. Non so nemmeno io dove trovai quell’energia, ma si sprigionò in tutta la sua potenza.

Enrico Cecchini, il sarto, oggi

Cos’è quella faccia? Non lo sapevi che il Sarto ha la barba?

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Quanto era successo non fu abbastanza per farmi mollare tutto e, ancora una volta, decisi che avrei dovuto riprendere in mano il mio destino e fare quello che ritenevo giusto: un lavoro che fosse utile non solo a me, ma anche e soprattutto ai miei clienti.

Fu l’occasione (o la sfiga?) di riallacciare i rapporti con un ex collega che non vedevo da tempo. Sapeva chi ero e sapeva quanto posso essere determinato se mi metto in testa un obiettivo. Per cui mi fece una proposta a cui non potevo dire no: una quota nella società che stava aprendo.

Un progetto interessante in cui lanciarmi. Una nuova sfida. Divenni quindi, a mia volta, imprenditore! Tutto quello che oramai da tempo studiavo come un ossesso aveva finalmente un senso. Potevo applicarlo in maniera molto più precisa e produttiva per molte più persone. Ed avrei finalmente potuto essere d’aiuto ad altri imprenditori come me. Quel genere di persone che si rialza sempre. Che combatte sempre.

Avevo capito da tempo le enormi potenzialità di internet, dei social e della Comunicazione. Ripensavo spesso a quelle aziende a Padova che traevano il massimo dai gruppi di acquisto: ci riuscivano perché avevano una struttura, un metodo, un modo per ricontattare quei clienti visti solo una volta, un atteggiamento che funzionava… Ed eccomi qui pieno di speranze ed entusiasmo!

Foto Enrico Cecchini il sarto
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Decisi quindi di non limitarmi allo
studio ed ai libri.

Iniziai con la formazione più avanzata, impegnativa e costosa.

Investii ogni singolo centesimo guadagnato in formazione (e lo faccio anche ora, ma non ditelo ai miei soci).

Volevo lavorare al meglio. Essere preparato al 100% in ogni minima sfaccettatura
del mio lavoro.

Volevo imparare dai migliori ed essere sempre al top. Scoprii trucchi fantastici e feci errori, (e mica pochi!) e quando succedeva andavo di persona dal cliente a chiedere scusa, gli spiegavo cosa non aveva funzionato e gli regalavo un servizio per farmi perdonare. In quel periodo capii uno dei fondamenti del mio modo di lavorare: la responsabilità delle mie azioni è sempre e solo mia.

E prendersi le proprie responsabilità è quello che un uomo giusto deve fare. Perché nessuno è perfetto ma la RESPONSABILITÀ delle nostre azioni è una cosa seria.

Il mio percorso, la strada dei Sarti, era appena iniziato. Ma la vita non aveva smesso di giocarmi brutti scherzi.

Ora posso dirlo: fu ancora una volta colpa mia. Preso dall’entusiasmo, non mi ero fatto le giuste domande su chi fosse realmente il socio con cui avevo scelto di fare impresa.

Chi sbaglia paga…
e non sai quanto ho pagato!

Il simpaticone non si stava comportando per nulla bene… Nel corso di 1 anno aveva creato un buco di decine di migliaia di euro nell’azienda attraverso contratti falsi e dubbi investimenti in Albania. Me ne accorsi giusto in tempo, prima che facesse ancora peggio.

Chi ha fra le mani una piccola azienda o ha soci sa che mazzata può essere una cosa del genere! La situazione era delicata e pericolosa, ma la passione per ciò che stavo facendo, per l’attività che avevo scovato dopo tutti quegli anni di tentativi e rinunce, era troppo forte per fermarsi di fronte ad un ostacolo simile. Oramai avevo capito cosa volevo dalla vita e non ero più disposto a farmi mettere i piedi in testa da nessuno. Presi velocemente il polso della situazione e prima che potesse reagire, costrinsi il socio a prendersi la responsabilità totale della condizione in cui aveva condotto la società. E quando dico “costrinsi”, intendo che non gli permisi un contraddittorio. Lo buttai fuori a calci nel culo. (se stai leggendo, ho ancora un vaffanculo per te!) Magari ora penserai che in una situazione del genere avrei potuto abbattermi. Ripensare a fare l’albergatore controvoglia.

Ributtarmi nel buco nero. No, non l’ho fatto. Era troppo tardi. Avevo imparato troppe cose, fatto troppe esperienze, gestito troppe situazioni assurde per potermi fermare.

Anzi. Quello fu il momento in cui, finalmente, decisi di fare le cose a modo mio. Di mettere in campo tutto me stesso e i miei errori passati e dare una svolta alla mia vita ed a quella delle persone che avevano deciso di fidarsi di me. Se hai la fiducia di qualcuno, devi onorarla. Devi essere grato. E così sono e sarò per sempre. Così ho scelto le persone migliori che avessi mai incontrato nelle mie esperienze lavorative.

Enrico Cecchini, il Sarto foto
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I migliori partner possibili.

Persone preparate e desiderose di imparare ancora.

Persone con etica e
morale alti e solidi.

Persone con cui condividere
prima di tutto i valori.

E finalmente ho aperto
il Laboratorio dei Sarti del Web.

Così sono diventato
Il Sarto

Ed ora so che la mia missione è aiutare quel genere di professionisti ed imprenditori che davvero meritano di fare strada, di eccellere. Quelli che sanno affrontare le sfide, sanno rimboccarsi le maniche e lavorare sodo.

Quelli che sono pronti a combattere con il proprio esercito di soldati professionisti nella guerra del business.

Quelli che hanno deciso di vincere!

Enrico Cecchini, Il Sarto

VALORI

Raggiungere obiettivi

Crediamo di dover dare sempre il massimo per aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi imprenditoriali.

Il tempo è denaro

Proviamo un sincero rispetto per chi decide di investire Tempo, Risorse ed Energie per realizzare i propri sogni.

puntare sempre in alto

Proviamo profonda gratitudine nei confronti di chi si affida a noi per migliorare le proprie performance.

Trovare il bersaglio

Non ci accontentiamo facilmente: sogniamo in grande, abbiamo grandi obiettivi e siamo fieri di ogni risultato raggiunto.

Studio e formazione

Diamo grande valore alla formazione: crediamo che ci sia sempre qualcosa di importante da imparare e che non esista un buon motivo per smettere di apprendere.

Squadra

Crediamo nella forza del Team, nel supporto reciproco e nei vantaggi del condividere obiettivi.

Supereroi

Siamo convinti che ogni singola persona nasconda in sé il potere di cambiare il mondo.

Vittoria

Vogliamo trasformare in azione la visione dei nostri clienti e aiutarli a realizzare i propri sogni.

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Trovare il bersaglio

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Studio e formazione

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Trovare il bersaglio

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Siamo convinti che ogni singola persona nasconda in sé il potere di cambiare il mondo.

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I 10 COMANDAMENTI

REGOLE RIGIDISSIME dell’Amministratore Severissimo

Può sembrare strano, in realtà mettere dei paletti all’acquisizione clienti è una cosa buona, giusta e sana
(ah! Lo avessi capito 10 anni fa…).

I Sarti del Web offrono un servizio impostato in maniera strategica e metodica che non può funzionare con chi viola
i 10 Comandamenti di seguito:

numero uno

Se pensi che prendere in giro (o truffare) i tuoi clienti non sia un problema, il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero due

Se il tuo prodotto o servizio è migliorabile e non intendi migliorarlo,  il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero tre

Se non vuoi darti da fare per la tua Attività e pensi che pagando una Web Agency tu abbia risolto ogni tuo problema,
il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero quattro

Se credi nel “Lavorare poco e Guadagnare tanto”, mi spiace, qui ci si fa il culo per avere successo.
Il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero cinque

Se hai la convinzione che 1 post su Facebook ti possa riempire di clienti nuovi e non vuoi applicare i Principi di Costanza, Competenza e Affidabilità, il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero sei

Se hai fretta, se vuoi un risultato Perfetto, Performante e Personalizzato e lo vuoi “ieri”, pensando che “tanto voi ci mettete 5 minuti”, il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero sette

Se non applichi le indicazioni del tuo Tutor per migliorare il tuo Business, stai gettando al vento i tuoi investimenti. Il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero otto

Se ti accontenti di un risultato mediocre e non vuoi raggiungere il Massimo, il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero nove

Se abbiamo degli accordi, io li rispetto con te e tu li rispetti con me. Altrimenti il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero dieci

Se quando qualcosa va male hai l’abitudine di scaricare la colpa dell’accaduto su qualcuno invece di guardarti allo specchio,
il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

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numero due

Se il tuo prodotto o servizio è migliorabile e non intendi migliorarlo,  il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero tre

Se non vuoi darti da fare per la tua Attività e pensi che pagando una Web Agency tu abbia risolto ogni tuo problema,
il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero quattro

Se credi nel “Lavorare poco e Guadagnare tanto”, mi spiace, qui ci si fa il culo per avere successo.
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numero cinque

Se hai la convinzione che 1 post su Facebook ti possa riempire di clienti nuovi e non vuoi applicare i Principi di Costanza, Competenza e Affidabilità, il Laboratorio dei Sarti
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Se hai fretta, se vuoi un risultato Perfetto, Performante e Personalizzato e lo vuoi “ieri”, pensando che “tanto voi ci mettete 5 minuti”, il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero sette

Se non applichi le indicazioni del tuo Tutor per migliorare il tuo Business, stai gettando al vento i tuoi investimenti. Il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

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Se ti accontenti di un risultato mediocre e non vuoi raggiungere il Massimo, il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero nove

Se abbiamo degli accordi, io li rispetto con te e tu li rispetti con me. Altrimenti il Laboratorio dei Sarti non fa per te.

numero dieci

Se quando qualcosa va male hai l’abitudine di scaricare la colpa dell’accaduto su qualcuno invece di guardarti allo specchio,
il Laboratorio dei Sarti non fa per te.