Tutto il resto è NOIA

Il grande nemico della tua Comunicazione, sempre in agguato, anche oggi viene preso a schiaffi dal Sarto.

 

La settimana scorsa ti ho scritto di risultati, di passaparola e della fiducia che ti può dare il tuo cliente.

Ho lasciato in sospeso un argomento, troppo grande per finire in quell’articolo.

 

E non avevo alcuna intenzione di parlartene oggi. Poi…

Poi c’è stato il lockdown light o come lo vuoi chiamare…

E io, che passo metà della mia vita su Facebook…

 

Mi viene da strapparmi i capelli…

 

Facebook si è letteralmente RIEMPITO di gente che si lamenta. E finché lo fa la gente col suo profilo privato, ammorbando i propri amici all’urlo di “MAI UNA GIOIA”, va bene. Non c’è problema.

Mi fa venire l’orticaria ma me ne farò una ragione.

 

Tuttavia…

Quando vedo aziende che comunicano al proprio cliente in questo modo, non posso stare zitto.

Non ce la faccio.

Ma io mi chiedo: una vita di sacrifici per avere la tua aziendina… e sei pronto a distruggerla a suon di post sui social?

 

Facciamo un passo indietro.

Tanto l’hai vista anche te

 

 

Magari ti è sembrata interessante. O addirittura ben fatta.

Tralascio le dimostrazioni tecniche del fatto che questa iniziativa di Comunicazione è una CACATA PAZZESCA DA MANUALE DEL MARKETING DI MERDA, ma mi soffermo ad analizzare cosa è successo dopo.

Una vera e propria VALANGA di post social di aziende, grandi e piccole, da quello che fa il domicilio in paese alla Durex, che più o meno scimmiottanti l’originale gridano al proprio cliente un messaggio TERRIFICANTE.

 

È piaciuta così tanto che ha fatto il giro del mondo e non ha ancora smesso. È finita in TV, sugli smartphone di tutti e tutto bello grandi bravi complimenti.

 

Ora la domanda che voglio farti (e vorrei fare a quelli di Burger King, di persona, guardandoli negli occhi):

che senso ha dire al tuo cliente che è così importante che spenda i suoi soldi non necessariamente da te, ma anche dai tuoi concorrenti?

Che messaggio gli stai inviando?

Magari pensi: Sarto, questa è solidarietà, anche tra nemici, in un momento difficile!

Eh si, magari lo sembra.

E sembra pure che sia un buon modo per far capire ai clienti che devono comprare gli Hamburger…

Certo…

 

 

Ma FORTUNATAMENTE non è questo l’argomento dell’articolo. Anzi, ne ho parlato in quest’altro articolo!

 

 

Copertina Se punti sul senso di colpa stai fresco

 

e ancora non era uscito questo sgorbio di Burger King.

 

Oggi voglio prendere questo pessimo esempio per farti notare cose è successo su web DOPO questo post di Burger King in America.

È successo che MIGLIAIA e MIGLIAIA di aziende in tutto il mondo hanno deciso di copiarlo.

Anche se non fosse una mossa così stupida… sarebbe davvero stupido comunque passare del tempo a copiarla…

 

Mettiamo anche che sia una campagna di Comunicazione di successo (ovvero che porta fatturato davvero).

Avrebbe senso copiarla?

Voglio dire, è un grande marchio, se io faccio qualcosa che mi fa ASSOMIGLIARE al grande marchio piacerà a tutti no?

 

Qui ho due cose importanti da dirti. Ascolta bene perché qui si gioca gran parte di quello che fai su web ogni giorno.

 

  1. Stai copiando, per il tuo pubblico stai SCIMMIOTTANDO e magari ti porta visibilità, se sei il primo o il secondo al mondo a copiare, ma anche con la visibilità… non ti porta fatturato. Fa fare un sorriso al tuo cliente, che non è mai una cattiva idea, ma devi proprio essere fra i primi a copiarlo. Poi…
  2. …poi diventa mainstream. Poi lo hanno già visto tutti. Poi lo fai anche tu… e la gente manco legge le tue parole. Perché ORAMAI si è già annoiata. Dopo quanto tempo si è annoiata? Semplice: più è virale un messaggio, prima arriva la noia. L’efficacia minima di copiarlo può durare da qualche ora a qualche giorno, poi è già noia.

 

 

Ora tu potresti pensare che in questo articolo io ti voglia semplicemente dire di non copiare.

Ma non è così.

ANZI.

Copiare è la base di un buon lavoro, ma copiare con stile. Non scimmiottare, ma prendere spunto per trovare la tua giusta ridefinizione di ciò che copi. Ma questo è un altro argomento enorme. Quasi quasi ci faccio un articolo del Blog.

 

Quindi, non ti sto dicendo semplicemente di smetterla di copiare come alle superiori, ma di badare a ciò che succede nella mente del tuo potenziale Cliente.

Perché è proprio lì che lavora la Comunicazione e se non ti rendi conto di cosa puoi scatenare, sprechi tempo e denaro dietro sciocchezze controproducenti!

 

Uno dei due ostacoli più difficili da superare nella mente del tuo Cliente è la NOIA…

E sai quanto ci vuole ad annoiare il tuo cliente?

 

C’è un tempo preciso entro il quale è molto facile che si annoi.

Sono 8 secondi.

8 secondi netti.

Questa è la soglia di attenzione di un tuo potenziale cliente.

Il tempo MASSIMO che ti dedica gratis, o per un colpo di fortuna.

Oltre quegli 8 secondi… se lo hai annoiato se ne andrà. Cliente perso.

Sai che la soglia di attenzione dei pesci rossi è 9 secondi?

 

Ora hai ancora tutta questa fiducia nell’umanità?

 

 

La ricerca l’ha fatta Microsoft, su un campione di 2.000 persone, ma la conferma viene da Brain & Mind Institute della University of Western Ontario, dove è il ricercatore Bruce Morton che ci rasserena.

Ci dice, testuali parole, che “non c’è da preoccuparsi”

“Solo perché possiamo allocare l’attenzione in modo diverso in funzione delle tecnologie che usiamo, ciò non significa che il modo in cui la nostra attenzione può funzionare sia cambiato. Le tecnologie digitali s’incastrano perfettamente con le capacità di trattamento delle informazioni del nostro cervello”.

 

Come a dire: nulla di strano. Il nostro cervello funziona sempre allo stesso modo. È il contesto che cambia e noi ci adeguiamo.

Rimane però che questo “adeguarsi” può far chiudere la tua azienda senza nemmeno che si scopra mai il motivo.

 

Il cervello umano ha scelto di essere meno interessato di un pesce rosso. Vede una cosa, la valuta in 8 secondi e decide se continuare a guardarla o no.

 

Pensa ora cosa vuol dire questo sui Social, dove ogni Italiano passa dalle 2 alle 6 ore al giorno…

Dove ogni giorno viene letteralmente assalito di pubblicità di ogni tipo (tra cui la tua e quella della tua concorrenza)…

 

La probabilità di annoiarsi, in quegli 8 secondi massimo, in un mare di sponsorizzate, è estremamente alta.

 

 

Per dirla in altri modi: è talmente facile annoiare il tuo potenziale cliente, che non ti basta lavorare BENISSIMO… non ti basta nemmeno essere esperto di Social.

 

I modi per annoiare il cliente sono tantissimi. Eccone alcuni, giusto per farci un’idea:

  • Fargli vedere cose già viste
  • Usare testi dai titoli piatti e non invitanti
  • Usare immagini standard
  • Fare pubblicità simile ai tuoi concorrenti
  • Non mostrare un’idea unica
  • Far pensare al cliente “l’ho già visto”
  • E tanti, tanti altri modi….

 

Tanto che è MOLTO più facile annoiare che non farlo.

E ti dico anche di più.

 

Facebook non ha proprio piacere che tu risulti noioso agli utenti.

C’è proprio un algoritmo deliziosamente programmato ed istruito per questo.

Più la gente ignora il tuo messaggio, più Facebook ne limiterà la visibilità.

A Zio Zukki non piace proprio quando qualcuno si annoia. Il social è intrattenimento. Tu annoi? Va a nasconderti. Non lo fai? Lo fa l’algoritmo. Che ci vuoi fare, Zukki è fatto così…

 

E allora cosa puoi fare?

 

 

Sta tranquillo, c’è qui il Sarto per te.

Ecco tre concetti che puoi applicare SUBITO per non annoiare il tuo cliente!

  1. Sii UNICO. Qualunque cosa vendi, prodotto o servizio, rendilo unico. La risposta “eh ma è uguale agli altri” è una scusa che oramai non funziona. C’è qualcosa di unico in tutte le aziende, se nella tua non lo hai ancora trovato… costruiscilo!
  2. Scegli concura la tua IMMAGINE. Sui Social L’ABITO FA IL MONACO. Se è il dito che scorre la bacheca, è l’occhio che la ferma. Scegli un’immagine bella, non già vista, coerente nel tempo e ben strutturata intorno al messaggio che vuoi inviare. E – per quanto possibile senza cadere nel trash – fai in modo che sia DIVERSA da quello che c’è sui social nel tuo settore.
  3. Scegli una NICCHIA. Non parlare a tutti. Seleziona con cura il tuo Cliente Su Misura, le sue caratteristiche e peculiarità, e indirizza la tua Comunicazione interamente a lui. Parla DIRETTAMENTE con lui, fagli capire che conosci il suo problema e sei la persona giusta per risolverlo.

Questi tre semplici concetti – l’unicità del tuo prodotto, la tua immagine e il tuo Cliente – sono la base fondamentale su cui costruire un messaggio che, al lettore, non risulti già visto, poco credibile o poco adeguato a lui.

Sono i concetti chiave per non risultare noioso.

 

Prima di salutarci, un accorgimento: non confondere la necessità di non essere noioso con la necessità di essere un intrattenitore.

Non è necessario essere un comico e far ridere le persone.

L’ironia è una tecnica di Comunicazione molto efficace, ma non sempre utile.

(Sarto basta parlare di Taffo, su…)

Certo, una buona dose di ironia ben gestita tende a tenere il tuo spettatore incollato al tuo messaggio per più tempo… in tantissimi casi.

In altri, invece, è fuori luogo e controproducente!

I tre concetti che ti ho espresso, invece, sono di primaria importanza SEMPRE e COMUNQUE quando stai costruendo la tua Comunicazione, se non vuoi risultare subito UNA NOIA MORTALE per il tuo lettore.

Se vuoi evitare certi scivoloni ed essere sempre sul pezzo, devi tenere l’attenzione alta, essere sempre aggiornato e… non smettere mai. Per questo ogni settimana puoi leggere i miei articoli e vedere i miei video, dove apprendere in maniera sempre più fine quanto il Web sia un’opportunità per tutti… e una trappola per molti.

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E se, invece, tutto questo ti ha fatto sentire pronto a fare il grande passo e rendere professionale e profittevole la tua comunicazione Social, allora non devi fare altro che cliccare qui, prenotare la tua chiamata con il Responsabile Tutor e scoprire cosa il Laboratorio dei Sarti può fare per te – e per annullare per sempre il rischio di risultare noioso!

 

E nel frattempo non scordare mai… VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE!

Il Sarto

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