Questione di accento

Se  o … qual è la forma corretta?

Guarda bene queste due parole: vicine, sembrano quasi lo stesso monosillabo… se poi provi a pronunciarle, ti sembrano praticamente la stessa cosa.

 

E invece…

… NO.

 

Sai quante volte ho sentito l’obiezione “ma dai, cosa vuoi che cambi, sono praticamente la stessa cosa, son due lettere uguali”? TROPPE.
(Mi sembra di sentire BACCHETTATE nell’aria…)

 

Cambia tutto, ecco cosa cambia!

 

È vero, abbiamo a che fare con due omonimi (ovvero parole che si scrivono allo stesso modo, come ci insegna la Treccani), ma siccome si tratta di due parole diverse, l’accento è IMPORTANTISSIMO perché serve proprio a distinguerle!

 

Abbiamo infatti:

  • Una congiunzione
  • Un pronome riflessivo

 

Ovvero due parole con funzioni molto diverse all’interno della frase.

Useresti mai una forchetta per mangiare un brodo? Non credo proprio… e troveresti quantomeno “bizzarro” vedere qualcuno farlo.
Per lo stesso motivo, non devi mai usare se al posto di !

 

Perciò, se non vuoi fare brutta figura di fronte ai tuoi clienti, ma vuoi invece mostrare la tua competenza e la tua credibilità, continua a seguire questa rubrica: insieme, spazzeremo via i problemi dei tuoi testi, imparando a redigerli in maniera corretta… e Su Misura per i tuoi clienti!

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E ora… andiamo a scoprire i nostri SE e !

 

SE SENZA ACCENTO

Cominciamo dal se senza accento: la Treccani ci dice che si tratta di una congiunzione con valore ipotetico (che quindi in qualche modo esprime una possibilità, un’ipotesi).

 

Vediamo qualche esempio per capire meglio:

  • Se vincessi alla lotteria, comprerei un castello.
  • Se domani ci sarà bel tempo, andrò a fare una passeggiata.
  • Io non lo farei, se fossi in te.
  • Scrivi come se la Penna Rossa ti stesse guardando. (paura eh?)
  • Se il semaforo è rosso, devi fermarti.

 

Come vedi, puoi strutturare la frase in molti modi diversi, usare differenti tempi verbali (basta che li utilizzi in maniera corretta!), inserire il se a inizio di frase o in mezzo, a seconda di quello che vuoi comunicare.

Ciò che rimane costante è il concetto di ipoteticità.

 

Ora facciamo un piccolo passo avanti, verso un livello più difficile: in realtà, il se, in alcune occasioni particolari può avere la funzione di pronome… ma si tratta di un pronome atono, ovvero che non vuole l’accento!

 

Ad esempio:

  • Se l’è cercata.
  • Oggigiorno sul web se ne vedono di tutti i colori.
  • Se ne sono andati un’ora fa.

 

Come vedi, qui non c’è una sfumatura ipotetica, ma si tratta appunto di un pronome.

 

Come distinguerlo quindi da ?
Niente paura, lo vediamo subito!

 

 

 

  CON ACCENTO

Ed eccoci arrivati al nostro monosillabo accentato!

 

Prima cosa: ci vuole l’accento ACUTO, ovvero si scrive sempre e MAI . 

Perché? Perché le regole dell’ortografia dicono così.

Punto. 

 

Ora che abbiamo amichevolmente stabilito questo punto di partenza, andiamo ad analizzare il nostro : la Treccani ci dice che è un pronome riflessivo, e che “si usa soltanto quand’è riferito al soggetto (maschile o femminile, singolare o plurale) o nelle frasi enunciate con verbo all’infinito”.

 

Vediamo alcuni esempi:

  • La donna tirò la porta verso di sé.
  • Parlava fra sé e sé.
  • Quei tizi sono pieni di sé.
  • Il drago era fuori di sé dalla rabbia.
  • Chi fa da sé fa per tre.

 

Come vedi, si usa sia per il maschile, sia per il femminile, sia per il plurale, e in qualche modo si riferisce al soggetto della frase.

Eppure, potresti obiettare che a volte hai visto scritto “Cicerone aveva un’alta opinione di se stesso”: ovvero, un se riferito al soggetto… ma senza accento!  

 

Come se ne esce?

 

 

 

IL DILEMMA DI SÉ STESSO vs SE STESSO

La questione è ampiamente dibattuta, perché la grafia se stesso è una consuetudine molto diffusa.

 

Ma è corretta?

 

Chi la utilizza, sostiene di farlo perché in caso di sé stesso/sé medesimo non può esserci fraintendimento: quindi anche scrivendo il se senza accento, si capisce comunque senza ombra di dubbio che si tratti del pronome e non della congiunzione ipotetica.

 

Tuttavia:

  1. Il problema della confusione tra le due parole si ripresenta quando abbiamo a che fare con il plurale sé stessi/sé stesse, in frasi come “se stessi male, chiamami” oppure “se stesse tornando, te lo avrebbe detto”.
  2. Secondo la Treccani e numerosi altre fonti esperte nel campo (come ad esempio la Grammatica dell’italiano di Luca Serianni o il Dizionario d’ortografia e di pronunzia di Bruno Migliorini), queste varianti senza accento non hanno alcuna giustificazione, poiché non ha senso introdurre eccezioni inutili scrivendo la medesima forma in un caso con l’accento e nell’altro senza.

 

Perciò… qual è il verdetto?

Nonostante la forma senza accento sia ancora molto usata, è decisamente preferibile quella accentata, proprio per mantenere una maggior coerenza ortografica ed evitare inutili complicazioni, proprio come sostengono la Treccani, Serianni e Migliorini.

 

Quindi ricorda: NON se stesso… ma sé stesso!

 

 

 

UN PICCOLO TRUCCO

So che tutto ciò può sembrarti complicato…
… ma non preoccuparti: ho un piccolo trucco di cui puoi servirti!

 

Se sei in dubbio se mettere l’accento o meno, puoi provare un semplice esperimento: prendi la frase incriminata e sostituisci se con lui (o lei/loro, a seconda del caso).

Se funziona e ha senso… vuol dire che ci vuole l’accento; in caso contrario, nessun accento!

 

Es. Alessandro camminava guardando di fronte a se. -> Alessandro camminava guardando di fronte a lui.
-> Ha senso! Quindi la forma corretta è Alessandro camminava guardando di fronte a sé.

Es. Se tocchi il fuoco, ti bruci. -> Lui tocchi il fuoco, ti bruci.
-> Non ha nessun senso! Quindi la forma corretta è Se tocchi il fuoco, ti bruci.

 

Visto? Semplice come bere un bicchier d’acqua!

 

 

QUINDI…

Oggi hai capito la differenza tra SE e .

Come hai visto, non è complicato: ti basta aver ben chiaro in mente cosa vuoi dire (e usare il trucchetto che ti ho insegnato!).


Ma mi raccomando… che non ti venga MAI in mente di scrivere oppure SE’: le bacchettate sono in agguato!
(se vuoi scoprire come risolvere il problema della e accentata maiuscola, leggi qui!)

 

Le insidie dell’ortografia e della grammatica sono tante, ma si possono sconfiggere: ora sta a te!

 

Non aver paura di continuare a studiare… e crea i testi che possano presentare al meglio il tuo lavoro, in modo da dargli il valore che merita!

Vedrai che grazie alla bella scrittura, unita a contenuti interessanti, i tuoi clienti non riusciranno a smettere di leggere, chiedendoti di continuare a scrivere!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

…ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

 

BIBLIOGRAFIA

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Indipendent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

SCALA F., SCHIANNINI D. (a cura di), Piccolo manuale di editing, Modern Publishing House, Milano 2009.

SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

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