Come si scrivono i latinismi?

Attento alle trappole!

“Aut aut” è un’espressione latina, e non inglese!

Eppure, troppe volte si vede scritta erroneamente come “out out”, perché chi la scrive ignora la sua origine e, basandosi sulla pronuncia, dà per scontato che sia un’espressione inglese.

 

Peccato che…

sia un ERRORE da Penna Rossa!

 

Quante volte succede, che nel tentativo di distinguersi e mettersi in mostra le persone usano parole “che hanno sentito dire” ma che non conoscono… 

e le storpiano, finendo per ottenere l’effetto contrario e qualificarsi come superficiali e ignoranti?

 

Pensa ad esempio al caso di curriculum: ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO.

Il suo plurale corretto è curriculum, eppure… pletore di “curricula” infestano social, siti web e giornali. Terribile.

 

Eppure, l’italiano è PIENO di latinismi di uso comune: Gian Luigi Beccaria, eccellente italianista, si era divertito a scrivere in uno dei suoi libri 5 pagine (che avevano perfettamente senso) riempiendole di ben 175 latinismi diffusi nell’italiano corrente.

 

Ciò significa che non puoi scampare: capiterà anche a te di usare un latinismo ogni tanto.

 

E quindi… devi sapere come scriverli, se vuoi che i testi per la comunicazione della tua azienda siano a prova di errore!

(Motivo per cui esiste questa rubrica: se ancora non l’hai fatto, CLICCA QUI per iscriverti alla newsletter e non perderti neanche un articolo della Penna Rossa, per scoprire tutti gli errori da non fare quando scrivi!)

 

E ora…

sei pronto ad addentrarti nella giungla dei latinismi?

 

 

FORESTIERISMI PARTICOLARI

Di fatto, i latinismi sono a pieno titolo dei forestierismi, ovvero parole di un’altra lingua che vengono usate in italiano così come sono.

(Abbiamo già parlato dei forestierismi in QUESTO ARTICOLO.)

 

Però… si tratta per noi di forestierismi molto particolari, poiché il latino (quello volgare, non quello “classico”) è la lingua dalla quale l’italiano deriva.

 

Questo significa che la maggioranza del lessico italiano deriva dal latino.

 

Tuttavia, ci sono due distinte linee di entrata: 

 

 

  • Parole che si sono “trasformate” e attraverso un lungo processo di evoluzione della lingua sono diventate parole italiane giungendo fino ad oggi

Esempi: taverna (da taberna), colloquio (da colloquium)

 

  • Parole di tradizione colta o comunque “interrotta”, ovvero che sono entrate in italiano solo molto più tardi, venendo riprese nella loro forma originale

Esempi: honoris causa, curriculum vitae

 

 

Come vedi, nel primo gruppo rientrano parole di uso quotidiano, che costituiscono il lessico base della nostra lingua.

 

Il secondo gruppo invece riserva qualche sorpresa in più.

Innanzitutto, queste parole molto spesse sono rientrate in italiano come parole tecnico-specialistiche: le scienze hanno attinto molto da questo serbatoio.

 

Ma non solo!

 

In questo gruppo rientrano anche quelle parole latine che sono entrate in italiano… ma passando tramite altre lingue, come l’inglese (è il caso di mass media) o il tedesco (come ad esempio album).

 

Inoltre, dobbiamo tener conto di due fenomeni molto diffusi dell’ultimo secolo: l’enorme diffusione dell’inglese, e la perdita di familiarità con il latino che viene studiato sempre meno.

 

Ecco perché qui si annida il rischio di errori: perciò dobbiamo fare estrema attenzione alla grafia, alla pronuncia e alla formazione del plurale di questi latinismi, con la consapevolezza che sono tali e non anglicismi.

 

Ma quali sono i più diffusi?

 

 

I PIÙ DIFFUSI

 

Ad hoc: Significa “per questo”. Serve per indicare che qualcosa o qualcuno è perfettamente adatto allo scopo.

ATTENZIONE: non si scrive mai e poi mai a doc o brutture simili

 

Ad honorem: Significa “a onore”. Si usa a proposito di cariche, titoli o funzioni concessi a una persona solo a fine onorario, come riconoscimenti per meriti speciali.

ATTENZIONE: occhio sempre alla -d e all’h!

 

Aut aut: Significa “o o”, e viene usata per porre a qualcuno un’alternativa netta. Dare un aut aut significa dare a qualcuno un ultimatum (ecco che spunta un altro latinismo!), obbligandolo a compiere una scelta.

ATTENZIONE: che non ti venga in mente di scrivere “out out”!

 

Bonus: Il significato originario era “buono” (aggettivo); oggi indica uno sconto.

ATTENZIONE: il plurale rimane invariato, poiché si tratta ormai di parola di uso comune.

 

Ex aequo: Significa “alla pari, con uguale merito”; si usa in particolare per indicare concorrenti di gare classificatisi a pari merito.

ATTENZIONE: non si scrive “ex equo”, ma è importante ricordare la ae- iniziale.

 

Forum: Entra in italiano passando per l’inglese, con il significato di “dibattito pubblico”, per poi estendersi a “luogo di discussione online”.

ATTENZIONE: il plurale rimane invariato, poiché si tratta ormai di parola di uso comune.

 

In flagrante: tipico del linguaggio giuridico, letteralmente significa “mentre sta bruciando”. Significa cogliere qualcuno nel momento in cui sta commettendo un reato.

ATTENZIONE: la grafia giusta è questa; ho visto purtroppo scrivere “in fragrante” ma è sbagliatissimo.

 

Referendum: in latino, letteralmente significa “per riferire”. Oggi indica un particolare tipo di votazione al quale sono chiamati gli elettori, che consiste in una domanda alla quale si può rispondere solo sì o no.

ATTENZIONE: il plurale rimane invariato, poiché si tratta ormai di parola di uso comune.

 

Sponsor: Significato originario: “garante”; entra in italiano passando per l’inglese.

ATTENZIONE: il plurale rimane invariato, poiché si tratta ormai di parola di uso comune.

 

Tutor: Entra in italiano a fianco di tutore, ma in questo caso passa attraverso l’inglese e veicola soltanto il significato di “persona di riferimento all’inizio di un nuovo percorso di studi o lavorativo”.

ATTENZIONE: il plurale è tutor, MAI tutors, poiché si tratta ormai di parola di uso comune.

 

Virus: Dal latino “veleno”, oggi indica dei particolari organismi submicroscopici parassitari e portatori di malattie.

ATTENZIONE: non si pronuncia “vairus”, ma “virus”.

 

 

QUINDI…

Mi raccomando, quando scrivi, non spegnere mai il cervello!

Sii attivo, e chiediti sempre cosa stai scrivendo e perché: 

 

non cadere nelle trappole dei latinismi travestiti da anglicismi!

 

Quando sei in dubbio, quando qualcosa ti sembra strano o non ti torna, per prima cosa chiediti: “ Ma i miei Clienti sanno di che si tratta?”.

Perché è per loro che scrivi!

 

E se sei in dubbio… consulta sempre un dizionario!

 

Ora tocca a te!

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

 

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

BARATTER P., Il punto e virgola. Storia e usi di un segno, Carocci, Roma 2018.

BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

CARRADA L., Paroline & Paroloni; Zanichelli, Bologna 2018.

CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Independent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

PENSATO R., Manuale di bibliografia, Editrice Bibliografica, Milano 2007.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

SCALA F., SCHIANNINI D. (a cura di), Piccolo manuale di editing, Modern Publishing House, Milano 2009.

SERIANNI L., Italiano, Garzanti, Torino 2000.

 

SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

Bonomi I., Avverbi infidi, redazione Consulenze Linguistiche Accademia della Crusca, 31 luglio 2020

Setti R., Latino o inglese?, redazione Consulenze Linguistiche Accademia della Crusca, 13 marzo 2013 (https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/latino-o-inglese/775)

 

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