Come ti parli?

Prima di cominciare oggi voglio avvisarti: questo non è un articolo facile da digerire.

Volevo scriverlo da un po’, e ora con l’aiuto delle mie ultime letture e dell’ultimo video del Sarto (che puoi recuperare cliccando QUI) ho capito che è arrivato il momento di farti una domanda molto importante.

Come parli a te stesso?

So che sembra una cosa strana da chiederti, ma ho i miei motivi per farlo.

Abbiamo visto insieme che il linguaggio ha una funzione molto importante per la percezione di te stesso e delle tue capacità. Ma nell’articolo di oggi ho deciso di analizzare la questione più a fondo.

Insieme scopriremo gli effetti che il tuo modo di parlare di te stesso ha sulla tua azienda, e su come sfruttare al massimo il tuo potenziale per raggiungere il successo.

 

Tutti noi abbiamo un dialogo interiore più o meno forte.
Non è un discorso che nasce a caso, ma si sviluppa e si modifica con gli anni, in base alle nostre esperienze e le persone che frequentiamo.
Questo dialogo influisce moltissimo il nostro modo di pensare e di agire, e tende a seguirci per tutta la vita.

Il problema è che nel 99% dei casi, il dialogo di cui ti riempi è assolutamente negativo.

Una voce che ti blocca, che ti spinge ad aspettare, che ti mette davanti tanti problemi immaginari prima ancora di iniziare un nuovo percorso.
Questo pensiero negativo ti mette dei paletti spaventosi, ed è quello che ti impedisce di raggiungere alla velocità che desideri il successo, insieme a quello di tua azienda.

Pensaci bene: quante volte nel corso della vita hai pronunciato frasi di questo tipo?

“Sì, ho fatto questa cosa, ma non è niente di che…”
“Posso farlo, ma purtroppo ho un problema…”
“Non ne sarò mai capace…”

Sono sicura che queste frasi sembrano apparentemente innocue. Dopotutto, sono semplicemente parole messe lì per caso. Ma il modo in cui scegli di parlare di te stesso e delle cose che fai non è mai casuale!
Anzi, il tuo modo di parlarti è il frutto di una serie di precisi meccanismi mentali:

– Il primo meccanismo è quello di autoconservazione.

Dentro ogni persona sono ancora ben attivi e presenti dei meccanismi da uomo delle caverne.
A livello primordiale siamo spinti a fare sempre le stesse cose. Il motivo è semplice: la cosa già fatta è una garanzia di sopravvivenza.
Sempre per lo stesso motivo, l’ignoto ci spaventa. È vero, potremmo ottenere grandi risultati… ma anche rischiare di farci male!

Per questo motivo, nel 99% dei casi il linguaggio negativo lavora come meccanismo protettivo.

– Il secondo è il meccanismo sociale.

Ho già parlato in QUESTO ARTICOLO del motivo per cui sei certo di non meritare quello che hai. La società influenza molto il nostro modo di parlare a noi stessi, e ci spinge a pensare ai nostri traguardi come qualcosa di insignificante.

Ma qual è il tipo di linguaggio negativo che influisce sull’efficacia dei tuoi risultati?

Un esempio è essere costantemente convinto di avere davanti ostacoli, difficoltà e problemi, invece di sfide, occasioni e opportunità. Qualche settimana fa in QUESTO ARTICOLO mi sono concentrata sull’influenza che il linguaggio ha sul nostro modo di affrontare le cose. Il linguaggio che usi per te stesso lavora allo stesso modo.

Un altro esempio sono i freni, le scuse che ti metti davanti per non fare le cose.

“Ma non so se posso parlare di questa cosa…”
“Oddio…. e se faccio arrabbiare i miei concorrenti?”
“Ai miei clienti questa cosa potrebbe piacere ma… cosa penseranno i miei amici?”

Per non parlare poi di tutte le frasi legate alla paura di sbagliare.
Il terrore di fare errori, del refuso e dell’imprecisione è un blocco che ha distrutto molte aziende e ha bloccato la scalata al successo di decine di imprenditori.

In un prossimo articolo parlerò con più attenzione del motivo per cui temiamo così tanto l’errore.

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Voglio rassicurarti: quando si parla di linguaggio negativo, non sei solo.
Questo modo di sminuirsi è legato a un preciso processo psicologico tipico delle persone brillanti, chiamato effetto Dunning-Kruger.
Tramite un esperimento basato su una serie di test, questi due ricercatori hanno notato una cosa interessante.

Le persone più intelligenti tendono a dare al proprio lavoro e capacità un valore minore di quello reale.

Questa distorsione cognitiva è un blocco pericoloso per ogni tipo di azienda… a meno che tu non conosca la strategia giusta per affrontarla!

Il suggerimento è molto semplice: analizza con attenzione il linguaggio che usi nei tuoi confronti… e correggilo.

Prenditi un momento per studiare le frasi che pronunci, i messaggi che mandi, i pensieri che hai nei tuoi confronti e quelli del tuo lavoro.
Scrivili su un foglio, e a fine giornata leggili.

Probabilmente sono modi di parlare di qualcuno che ti farebbero inorridire, se fossero rivolti a un tuo amico o a qualcuno che ammiri molto.
Quindi, perché usarli contro te stesso?

Analizza ciascuna di queste frasi per capire un modo diverso di presentarle.


Così scoprirai un nuovo modo di guardare al tuo modo di fare e di essere.

Trasforma la “debolezza” in “un aspetto su cui posso migliorare”.
Il “non posso farcela” in “dovrò lavorarci“,
Il “non ho le competenze per farlo” in “è una capacità che non vedo l’ora di acquisire”.

Prenditi del tempo per costruire un dialogo interno forte e positivo. E se ti sembra una cosa da poco, ti invito a leggere questa semplice vignetta, che il Sarto in persona mi ha inviato qualche giorno fa:

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Noi invece ci vediamo mercoledì prossimo.

Come sempre sarò qui per soddisfare la tua fame di successo, di saperne di più e di crescita costante!

Il Mastino

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