Belle le novità…

Belle le novità… Clubhouse poi è davvero fichissimo!

Peccato che dopo un po’… non se le fila più nessuno!

 

È qualche mese che aspetto di scrivere questo articolo, appostato sul trespolo coi miei gatti.

 

Mi dicevo: “lo dico subito o attendo ancora un po’? Quando sarebbe il momento migliore?”

Ed eccolo arrivato.

È questo qui.

 

 

Il momento a cui nessuno sarebbe importato più nulla!

 

Avrei potuto parlarne prima.

Essere “mainstream”.

Potevo fare pure le ADS con le Keyword e beccarmi dei contatti totalmente casuali, sfruttando il momento.

 

E allora perché non l’ho fatto?

 

Perché non me ne frega un’emerita ceppa di ricevere la spinta totalmente fasulla generata dall’ondata iniziale (e non dovrebbe interessare nemmeno a te: a tal proposito corri a leggere questo – Gattini!)

 

A me interessa rilasciare contenuti UTILI, prima di tutto, VERI subito dopo.

 

Guarda con me l’immagine.

Cosa indica la montagnola rosa di qui sopra?

 

L’interesse per Clubhouse…

 

Che, come avevo ipotizzato, si sarebbe rivelato l’ennesimo fuoco di paglia…

Si è rivelato un fuoco di paglia in meno di tre mesi!

 

Ohmmioddio il Sarto prevede il futuro!

 

No, non è esattamente così. Andiamo a vedere che è successo e perché tutto questo era prevedibile e ci può far capire come NON bruciare i nostri soldi.

 

Facciamo qualche passo indietro e ripercorriamo i punti principali della faccenda in maniera da poterne trarre un insegnamento molto importante per la tua azienda.

 

L’applicazione Clubhouse nasce nel 2020, riceve un finanziamento notevole (120 milioni di dollari, che nelle mani giuste potevano fare scintille) e inizia la sua ascesa. Lenta.

È infatti solo dopo un’intervista di Elon Musk che vede una sostanziale impennata dell’interesse.

 

Si tratta di un Social esclusivo, vi si può accedere solo su invito e solo se si ha un dispositivo Apple.

 

E ci si può solo parlare. Niente immagini, niente video. Solo voce. Figo no?

 

A sentire i media, riviste del settore, social, articoli blog, sembrava fosse il nuovo eldorado! La terra promessa dove scorrono latte e miele.

 

Ti prego tipregotipregotiprego ce l’hai un invito per me?

 

TIIIPPPPREEEEEEEGOOOOOO

 

 

E nel frattempo qualcuno nel Laboratorio mi chiede: “Sarto! Scriviamo anche noi qualcosa su questo nuovo Social che…”

 

PERCARITÀNÒ! NONVIAZZARDATE NEMMANCO!

VI BRUCIO I PC!

 

Hanno anche insistito: è l’argomento del momento, vogliamo sapere cosa ne pensi. Cosa stai aspettando?

 

Aspettavo proprio questo:

 

 

Il momento in cui non gliene sarebbe fregata una cippa a nessuno.

 

E adesso posso spiegarti perché siamo arrivati a questo punto, e cosa puoi imparare per la Comunicazione online della tua azienda.

 

Potrei fare una lunga dissertazione sulla struttura del Social in sé: si diceva fosse una piattaforma comunitaria, che azzerasse le distanze, che permettesse finalmente una connessione “UNICA” e “SINCERA” ed altre puttanate del genere.

 

Più ne leggevo e più mi veniva da ridere!

 

A parte che di comunitario non c’è proprio nulla: il sistema è strettamente piramidale, c’è un capo che può dare o meno a qualcuno la possibilità di parlare (potendo sempre togliergliela a sentimento) e agli altri rimane solo la possibilità di ascoltare…

 

Nessun social è democratico, punto.

 

 

E se posso attingere ai miei studi filosofici della gioventù, la credenza che il vero sia qualcosa che l’oralità sappia comunicare meglio è un pregiudizio antico, caratteristico della storia della metafisica occidentale.

 

Una sorta di pregiudizio insito nel nostro ragionamento, dove l’immagine è brutta ed infida mentre la voce è chissà perché più meritevole di fiducia…

 

Se i critici del web fanno la paternale a instagram o tiktok perché sono diventati il tempio del “bello”, non è che se togli l’immagine allora per forza la piattaforma su cui poggi il culo diventa un trogolo di verità e giustizia!

 

Il motivo per cui questa applicazione ha avuto tanto successo gira attorno ad un’unica parola: ESCLUSIVITÀ.

 

Le persone soffrono quando si sentono escluse, bramano di possedere quello che è per pochi…

L’esclusività, da sempre, vende benissimo!

 

Se quindi tiri fuori un Social che può essere utilizzato SOLO da chi ha un cellulare Apple e SOLO da chi riceve l’invito…

 

Esclusività al cubo!

 



Peccato che…

 

  1. gli sviluppatori hanno già annunciato lo sviluppo della piattaforma per Android
  2. gli inviti da due a persona sono già passati a quattro…

 

MA ALLORA?

 

Non riescono proprio a non far cazzate…

 

Buttiamo nel cestino Clubhouse, che lì merita di stare, e cerchiamo di capire cosa puoi trarre di interessante ed utile TU che stai leggendo.

 

La gente, quindi i tuoi potenziali clienti, è attratta dalle cose nuove, dalle cose esclusive, dalle cose che luccicano.

 

Esatto, come dei bimbi!

 

Ma il motivo per cui mi senti alterato come la pantera nera che ogni estate gira per le campagne italiane (ogni fottuta estate! Ma non si stanca la gente di crederci?) è che certe regole della Comunicazione vengono utilizzate come specchietti per le allodole, e i poveretti ci cascano come dei pirla.

 

Cosa ci mostra il grafico di qui sopra? Che l’interesse si è infiammato tutto ad un tratto, poi è andato morendo…

 

Ma va?

 

 

Leggi bene, perché io qui ci metto poco a scriverlo ma se tu non lo capisci rischi di perdere fiumi di soldi…

 

Nascono in continuazione cose nuove, cose belle, COSE INUTILI.

 

Ed ogni volta è lo stesso stupido circo senza senso di titoloni a caratteri cubitali, influencer che invitano tutti a seguirli nel posto migliore, gente che millanta esperienze galattiche perché “lì è davvero tutto meglio! Yahuuuuhhh!”

 

Il nuovo attira e, siccome la mente umana è sempre lì in attesa del miracolo, ciò che è nuovo facilmente viene visto come QUELLA COSA CHE CAMBIA TUTTO!

 

E a quel punto arriverà qualcuno da te, magari il cugggino o quella webbagency fuffa, a proporti un bel pacchetto per creare la presenza su “quel social dove tutti stanno andando ed è troppo il meglio!”

 

E poi, terminato l’entusiasmo, la gente si stufa. E tu ti ritrovi con un pessimo investimento fra le mani!

 

O meglio, con un bel niente da ricavare da quell’investimento.

 

Un modo carino per dire che hai buttato i tuoi soldi nel cesso ed hai tirato lo sciacquone. Due volte!

 

 

 

Questo succede perché ti raccontano che “nuovo è meglio”, ma non ti dicono che una Comunicazione online efficace non può prescindere dai 3 pilastri:

 

  1. COMPETENZA
  2. AFFIDABILITÀ
  3. COSTANZA

 

Quindi se non dai queste tre cose ai tuoi clienti, puoi andare su tutti i Social che vuoi, nuovi o vecchi che siano.

Sta sicuro che non venderai nulla!

 

Ancora una volta si confonde lo strumento con la soluzione.

Non è la piattaforma che usi (che comunque devi scegliere con accuratezza), ma COME la usi.

 

E per quanto tempo la usi.

E con che frequenza.

E con quali competenze…

…eccetera eccetera!

 

Tavolo del Sarto

 

Su Facebook si comunica con foto e video, accompagnati da lunghi testi scritti.

Su Instagram si usano foto, in genere il più belle possibile

Su YouTube si fanno video in cui si spiega, si intrattiene, si creano legami

Su tiktok si fanno selfie lunghi, musicali, rapidi quanto battiti di ciglia

Su LinkedIn ci si muove impettiti, lavoratori tra lavoratori…

 

Pensi che il tuo business, la tua attività possa trovare maggiore forza espressiva su Clubhouse? Pensi che lì riceverebbe finalmente la spinta necessaria? Che potrai esprimere finalmente il tuo lavoro meglio che in qualsiasi altro posto?

 

Prego.

 

Ma non lasciarti abbindolare. Sarà faticoso, sarà lungo, sarà complicato.

Come su qualunque altro strumento… con la differenza che avrai MENO armi a disposizione su una piattaforma che, al momento, non viene nemmeno più calcolata…

 

Perché, vedi, siamo tutti attratti dallo scintillio delle belle opportunità. Siamo tutti alla ricerca della svolta, del guadagno facile, di quella cosa che mancava per raggiungere i nostri sogni!

Ci lasciamo abbindolare facilmente.

Sai quanti sono cascati (e si sono trovati in mutande) in queste trappole del pensiero?

 

Nel Laboratorio lavoriamo solo dove quello che facciamo è MISURABILE, e perché lo sia non ci si può muovere a caso!

E tu, ci sei cascato? Hai immaginato di aver trovato una nuova frontiera del business o sono arrivato in tempo per fermarti (questa e tutte le prossime volte che vedrai nascere una grande novità)?

 

Spero nella seconda, perché altrimenti vuol dire che hai già bruciato quattrini inutilmente!

 

E  se non vuoi cascare in altri abbagli che ti portano via risorse e tempo, iscriviti subito alla mia newsletter cliccando QUI: riceverai puntualmente consigli e dritte utili a far prosperare la tua Azienda grazie alla Comunicazione Su Misura!

 

Il tempo è denaro

 

Ma facciamo un ultimo passo indietro.

Ti ho parlato dei tre pilastri fondamentali della Comunicazione:

 

  1. COMPETENZA
  2. AFFIDABILITÀ
  3. COSTANZA

 

Che non sono solo tre parole, ma tre concetti di fondamentale che devi padroneggiare al 100%.

Senza questi pilastri, non c’è costruzione di Comunicazione che possa reggere alla concorrenza, ai mutamenti del web ad alla spietatezza del mercato!

 

E se guardando questo elenco di tre punti ti stai chiedendo da dove partire per iniziare finalmente a fare sul serio – senza perderti dietro a novità inutili – capisco: le cose da fare sono molte e non sono nemmeno facili.

 

Per questo ho scritto il mio primo libro – VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE.

Ho deciso portare a chiunque abbia realmente voglia di fare impresa nel 2021 un bel condensato di tutte le nozioni necessarie a progettare, portare online e monitorare la Comunicazione Su Misura… per vendere!

 

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