Come si usa la virgola

Un piccolo segno di interpunzione, grandi poteri

“Vado a mangiare nonna.”

E fu così che la nonna venne mangiata… e non a causa del lupo cattivo: la colpa è tutta di una virgola mancante!

 

Un piccolo segno di interpunzione può cambiare il senso di intere frasi: tu sei sicuro di saperlo usare correttamente… sempre?

 

E non provare a dire che “ma chi farà mai caso alle virgole…”: io ti vedo, e le BACCHETTATE sono dietro l’angolo.

 

Ma ancora peggio, se a causa delle virgole il tuo testo diventa faticoso da leggere, o comunica un messaggio sbagliato, saranno i tuoi clienti a farti pagare le conseguenze… andando da un’altra parte.

 

Ormai lo sappiamo: quando scrivi, specialmente quando si tratta dei testi per la tua comunicazione online, devi essere preciso e curare ogni minimo dettaglio, se vuoi che i tuoi clienti leggano tutto e diventino tuoi fan, dimenticandosi dei concorrenti superficiali…

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I segni di punteggiatura o interpunzione che dir si voglia sono infatti fondamentali per qualsiasi testo scritto: di fatto, ne sono lo scheletro.

Danno ritmo, intonazione e fanno sì che il discorso sia fluido e facilmente leggibile.

 

Leggeresti mai un testo fitto fitto senza un punto o una virgola?

Non credo proprio!

 

Sarebbe del tutto incomprensibile, e tu non vuoi che i tuoi testi siano tali!

 

Ecco perché oggi andiamo a esaminare come si usa correttamente la virgola: quando ci vuole, quando non ci vuole… e quando rischi di alterare il senso della frase che hai appena scritto! 

Pensa ad esempio alla frase all’inizio dell’articolo: la virgola non c’è… e la nonna viene mangiata! Ma se aggiungi la virgola al suo posto “vado a mangiare, nonna” tutto torna al suo posto!

 

Sei pronto?

Iniziamo!

 

 

QUANDO CI VUOLE LA VIRGOLA

Premessa: la virgola non indica semplicemente delle pause per riprendere fiato nel discorso (come purtroppo in moltissimi pensano), ma il suo utilizzo è strettamente legato alla funzione sintattica degli elementi della frase.

 

In poche parole, vuol dire che quando la usiamo non possiamo andare a orecchio, ma dobbiamo essere ben coscienti di come stiamo costruendo la frase e quali sono i suoi elementi.

 

Per prima cosa quindi andiamo a vedere i casi in cui la virgola va sempre usata.

 

  • Nelle enumerazioni

Ovvero, negli elenchi: è una delle prime cose che ci insegnano a scuola. Tuttavia… c’è un’eccezione, che vedremo nel paragrafo successivo: la virgola di Oxford.
Per ora, ricorda che quando elenchi cose diverse devi mettere una virgola dopo ogni elemento.

Esempio

Al supermercato devo comprare acqua, succo di frutta, mele, burro, farina, uvetta, pinoli e zucchero di canna.

 

  • Per legare tra loro frasi prive di congiunzioni

Esempio

Terminata la riunione, possiamo andare al buffet.

 

  • Per collegare alcuni tipi di subordinate alla principale

Esempio

Anche se ieri ero molto stanca, sono stata contenta di vederti.

 

  • Per segnalare un inciso

In questo caso, possiamo anche servirci del trattino medio al posto delle virgolette (ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO) o talvolta le parentesi (ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO). Se scegli di usare la virgola, ricorda che ne serve una all’inizio dell’inciso e una alla fine.

Esempio

Mi sembra chiaro, facendo due conti, che non riuscirai a consegnare in tempo.

 

  • Prima di un’apposizione

Esempio

Oggi parleremo della virgola, il più comune segno di interpunzione.

 

  • Prima o dopo un vocativo

Esempio

Vittorio, portami il diario!
Coraggio, ragazzi!

 

E infine… sapevi che la virgola prima della congiunzione e si può usare tranquillamente?

Non solo non è un errore, ma in certi casi è anche consigliata, per dare più respiro al testo.

Esempio

“Un attimo, una frase, e tutto si disfa.” S. Baricco
“Per debolezza o cecità non capiscono a cosa vanno incontro, e precipitano nell’abisso che si sono scavati con le proprie mani.” U. Eco

 

Ora, passiamo invece ai casi in cui NON devi assolutamente usare la virgola!

 

 

 

QUANDO NON CI VUOLE LA VIRGOLA

Ora che abbiamo capito la parte più semplice, ovvero i casi in cui la virgola va sempre usata, passiamo ai casi da errore da Penna Rossa: quelli in cui la virgola non va mai assolutamente usata.

 

  • Tra il soggetto e il suo predicato

Attenzione, perché purtroppo questo errore in giro si vede molto spesso. Ma tu non farlo mai: tra un soggetto e il suo predicato la virgola NON va mai messa, per nessun motivo: andrebbe a spezzare un’unità sintattica che non va spezzata.

Esempio (da NON seguire)

Giacomo, sta scrivendo.
La riunione del team grafico, è finita da un’ora.
Tutti i dipendenti dell’ufficio di Bologna, sono attesi in sala riunioni.

 

  • Tra copula e parte nominale

Ovvero, in un predicato nominale, tra il verbo essere e il sostantivo/aggettivo che lo segue.

Esempio (da NON seguire)

La casa è, nuova.
Alfredo è, ingegnere.

 

  • Tra il predicato e il suo complemento oggetto

Esempio (da NON seguire)

Mi sono preparata, un the.
Ho letto, un bel libro.

 

  • Tra un elemento reggente e il suo complemento

Esempio (da NON seguire)

Ho comprato un chilo, di mele.

 

  • Tra una frase reggente e una completiva

Esempio (da NON seguire)

Credo, di aver esagerato con il bere.
Ritengo, che tu stia sbagliando.

 

  • Virgola di Oxford

Ovvero, in un elenco, la virgola che precede l’ultimo elemento. In inglese si usa molto ed è corretto, ma non in italiano: la nostra lingua NON la prevede.

Esempio (da NON seguire)

Ho studiato filologia, linguistica, semiotica, e italianistica.

→ la forma corretta è: Ho studiato filologia, linguistica, semiotica e italianistica.

 

Mi raccomando, in questi casi fai sempre molta attenzione: la virgola non solo “suona strana”, ma è un vero proprio errore, che va a inficiare la comprensione del testo.

 

 

QUINDI…

Attento a quando usi la virgola!

 

Non separare mai elementi sintatticamente inseparabili.

 

Evita sempre la virgola di Oxford, ma usala senza paura davanti a una e congiunzione; costruisci gli incisi di cui hai bisogno, usala sempre con i vocativi ma mai staccando soggetto e predicato.

In caso di dubbi… consulta una grammatica!

 

Ora tocca a te!

 

Sei impaziente di metterti alla prova per scrivere bene i testi per la comunicazione online della tua azienda, in modo che i tuoi clienti non solo li leggano con attenzione fino in fondo, ma te ne chiedano altri… finendo per diventare fan della tua azienda e portando il tuo fatturato alle stelle?

 

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E per scoprire altri errori da NON fare…

… ci vediamo lunedì prossimo!

La Penna Rossa

 

BIBLIOGRAFIA

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BECCARIA G.L., Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, Einaudi, Torino 2004.

BERRUTO G., Corso elementare di linguistica generale, UTET, Torino 2012.

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CANNAVACCIUOLO A., Manuale di copywriting e scrittura per il web, Hoepli, Milano 2019.

CERRUTI M., CINI M., Introduzione elementare alla scrittura accademica, Laterza, Roma-Bari 2010.

D’ACHILLE P., L’italiano contemporaneo, Il Mulino, Bologna 2006.

DEL BONO G., La bibliografia, Carocci, Roma 2000.

DELLA VALLE V., PATOTA G., Piuttosto che: cose da non dire, cose da non fare, Sperling&Kupfer, Milano 2013.

FANCIULLO F., Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino, Bologna 2007.

EDIGEO (a cura di), Manuale di redazione, Editrice Bibliografica, Milano 2013.

GHENO, V., Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Franco Cesati Editore, Firenze 2016.

GIUNTA, C., Come non scrivere, Utet, Milano 2018.

LUCCONE, L.C., Questione di virgole, Laterza, Bari 2018.

MARTINUCCI A., Guida alla bibliografia internazionale, Editrice Bibliografica, Milano 1994.

MIDDENDORP J., TWOPOINTS.NET, Type Navigator. The Independent Foundries Handbook, Gestalten, Berlin 2011.

MORTARA GARAVELLI B., Prontuario di punteggiatura, Laterza, Bari-Roma 2020.

PENSATO R., Manuale di bibliografia, Editrice Bibliografica, Milano 2007.

SCALA F., Piccolo manuale del correttore di bozze, Modern Publishing House, Milano 2011.

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SITOGRAFIA

Accademia della Crusca – accademiadellacrusca.it

Campagna a sostegno dell’uso corretto di Piuttosto che – piuttostoche.com

Treccani online – treccani.it

Zanichelli online – dizionaripiu.zanichelli.it

 

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