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5 trucchi per non far ammalare il tuo sito – parte 3

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro,
Questa è la parte conclusiva di un articolo più ampio. Puoi raggiungere la parte introduttiva facendo click qui e la seconda parte facendo click qui.

Nelle scorse settimane ti ho parlato di temi e plugin e di come gestirli al meglio sul tuo sito per evitare di comprometterne le funzionalità sul lungo termine.

Questi primi 2 trucchi per non far ammalare il tuo sito, in verità, sono incompleti. O meglio, sono da ritenere completi soltanto con l’utilizzo degli altri 3 trucchi di cui voglio parlarti oggi.

In effetti gestire con successo un sito WordPress non significa soltanto prestare attenzione a due o tre elementi che lo compongono, ma adottare tutta una serie di buone abitudini e mantenerle nel tempo.

Voglio dire che gestire al meglio i plugin del tuo sito non ti porta da nessuna parte se, ad esempio, continui a riempirlo di roba inutile e dannosa.

I 5 trucchi di cui è composta questa guida sono pensati proprio per aiutarti a creare e mantenere nel tempo delle sane abitudini per salvaguardare la salute del tuo sito, perciò assicurati di sfruttarli tutti e di non sottovalutarne nessuno.

Sto per svelarti gli ultimi 3, perciò adesso raccogli la concentrazione e afferra una tazza del tuo caffè preferito!

caffè

3. Non riempire il tuo sito di roba inutile

Il titolo di questo trucco è un po’ vago, lo so.

Forse ti aspettavi qualcosa del tipo “non riempire il tuo sito di plugin” o “non riempire il tuo sito di immagini pesanti”.

Il fatto è che ogni imprenditore può avere delle necessità diverse, perciò tenderà a riempire il proprio sito di cose inutili diverse rispetto a quelle degli altri.

Quali sono queste cose inutili?

Si tratta soprattutto di funzioni di troppo, cioè funzioni di cui il tuo sito non ha realmente bisogno.

In particolare voglio prendermi un po’ di spazio per soffermarmi sui plugin di caching perché sono estremamente consigliati dalla maggior parte dei presunti esperti WordPress sul web.

Se gestisci un sito WordPress, molto spesso ti sarai imbattuto in un blog pronto a darti la soluzione più rapida alla domanda: “cosa faccio se il mio sito WordPress è lento?”.

Non ti è mai capitato?

Ti invito a scrivere subito sulla barra di ricerca Google questa frase: “cosa fare se WordPress è lento”.

La risposta che ti verrà fuori è “ecco alcuni plugin per velocizzare un sito WordPress” con tanto di lista.

Non so come mai, ma questa idea che dei plugin possano velocizzare un sito è ampiamente diffusa nella community WordPress.

Sono certo che se affiderai il tuo sito ad una web agency o a dei professionisti chiedendogli di velocizzarlo la prima cosa che faranno è installare un plugin di caching come W3 Total Cache (il più famoso).

Ecco, questa è la tipica cosa che mi fa venire voglia di prendere il martello e andare in giro a spaccare pc.

Cioè… un sito è lento e per velocizzarlo ci butti su l’ennesimo plugin?

Bada bene: non me ne frega niente di parlare male di W3 Total Cache e affini, in determinati casi questi possono davvero migliorare le prestazioni di un sito WordPress, ma non fanno miracoli. Anzi, molto spesso accade il contrario.

Il punto è: il tuo sito è lento perché è pieno di m***a, quindi prima di installare qualsiasi plugin puliscilo a dovere!

roba inutile

Anche perché se il tuo sito è lento le opzioni sono 2:

  1. c’è troppa roba (e la maggior parte è sicuramente inutile);
  2. l’hosting su cui poggia il tuo sito è vecchio come il cucco o semplicemente è dozzinale.

È vero, prima di cancellare cose potresti comprimere tutte le immagini e hostare i tuoi video su YouTube anziché direttamente sul sito, però non rimandare oggi le pulizie che dovrai comunque fare per forza domani!

Mi spiego meglio: oggi il tuo sito è lento, perciò comprimi tutte le immagini e diventa più reattivo.
Passano i mesi e il tuo sito è lento di nuovo perché non hai perso la cattiva abitudine di riempirlo di cose inutili, perciò decidi di installare W3 Total Cache e la situazione migliora leggermente.
Passano altri mesi e il tuo sito è lento di nuovo perché come sempre lo riempi di roba inutile e… adesso cosa fai?

Te lo dico io cosa fai: ti rivolgi ad un’agenzia e spendi un sacco di soldi.

E l’agenzia come risolve il tuo problema? Prende il tuo sito, lo piazza su un server costosissimo e sei costretto a pagare manutenzione e server a vita.

E tutto questo perché? Semplicemente perché hai continuato a riempire il tuo sito di m***a, tipo plugin di caching e funzioni stupidissime!

Impara da subito a mantenere il tuo sito pulito e fatti costantemente questa domanda:
“questa funzione migliorerà la navigazione del mio cliente su misura/gli faciliterà gli acquisti?”

Se la risposta è no lasciala perdere.

Insisto molto su questo punto perché la maggior parte degli imprenditori punta sempre a pompare il suo ego e non si mette mai nei panni di chi naviga il sito.

Sai quanto pesa l’ultima versione di WordPress? Meno di 20 megabyte. In breve, pesa meno di un video di 5 minuti in alta definizione. Probabilmente tutto il meccanismo che fa funzionare il tuo sito web pesa meno della fotogallery inutilmente abnorme che esponi con vanto sull’homepage.

Fidati del Fabbro e lascia perdere i plugin di caching e tutti gli altri trucchetti simili se tieni davvero alla salute del tuo sito.

4. Impara a riconoscere la struttura di file e cartelle che compongono un sito WordPress

screenshot cartella xampp

Devi sapere che WordPress, come tutti i programmi che installi sul tuo pc, è composto di file e cartelle che ne permettono il funzionamento.

I file contenuti all’interno delle sue cartelle sono scritti con del codice che, detto in modo semplice, tira giù dal database le informazioni del tuo sito. Queste informazioni riguardano le pagine, gli articoli, i prodotti, gli utenti del tuo sito e altro ancora.

Non mi aspetto tu conosca alla perfezione la struttura di WordPress e il suo funzionamento, ci mancherebbe altro! Se mi leggi molto probabilmente sei un imprenditore e dovresti trascorrere la maggior parte del tuo tempo a portare avanti l’azienda.

Riconoscere però la funzione di determinati file e cartelle può aiutarti a gestire il tuo sito in modo più semplice.

All’interno della parte introduttiva di questa guida ti ho introdotto a XAMPP, un programma che ti permette di installare un sito WordPress sul tuo pc.

Installa WordPress sul pc seguendo l’articolo e poi esploralo insieme a me, ti mostrerò le informazioni più utili sulla quale soffermarti.

Portati sulla directory “C:” del tuo pc e poi su “xampp”. Fai click su “htdocs” e poi sulla cartella che contiene il sito.

Qui dentro vedrai 3 cartelle:

  1. Wp-admin. All’interno di questa cartella ci sono tutti i file che fanno funzionare il pannello di amministrazione WordPress del tuo sito, con tanto di codice “css” (che ne compone la grafica) e “javascript” (utilizzato per gestire gli input inviati dal tuo browser e molto altro ancora).
  2. Wp-content. Dentro wp-content troverai numerose sotto-cartelle, tra cui “themes” e “plugin”. Proprio così: è qui dentro che risiedono i temi e i plugin che hai installato sul tuo sito. Quando selezioni “disinstalla” su un plugin all’interno del pannello di amministrazione WordPress, praticamente gli stai dando il comando di eliminare la cartella di quel plugin. Un trucchetto molto veloce per individuare un conflitto di plugin è il seguente: anziché entrare in WordPress e fare click su “disattiva” su ogni plugin, ti basta rinominare la sua cartella e aggiungere una lettera alla fine. In questo modo, WordPress non riuscirà a “leggere” la cartella ed è a tutti gli effetti come se lo avessi disattivato in un secondo. Per riattivarlo ti basterà rimuovere la lettera che hai aggiunto alla fine. La stessa identica cosa puoi farla con i temi. Dentro la sottocartella “uploads”, invece, trovi praticamente tutte le immagini del tuo sito.
  3. Wp-includes. Dovresti sempre evitare di mettere mano a questa cartella perché contiene al suo interno il cuore di WordPress e tutto ciò che gli permette di funzionare. È la cartella più delicata del tuo sito e può metterci mano soltanto una persona esperta.

Tutto quello che c’è fuori da queste cartelle di solito ha a che fare con la configurazione del sito WordPress (ad es. dentro il file wp-config trovi il nome e la password del tuo database, che in certi momenti possono tornarti utilissimi) e il pannello di login (la schermata in cui inserisci le credenziali per accedere al pannello di amministrazione).

Ora riagganciamoci al trucco 3! Ti chiedo di fare click con il tasto destro del mouse sulla cartella “uploads” dentro “wp-content”. Seleziona “proprietà” e leggi qui dentro quanto pesa. Calcola poi nello stesso modo il peso intero del tuo sito e mettilo a confronto, così puoi capire se è il caso di ridurre drasticamente il numero di immagini o meno per migliorare la velocità di caricamento.

5. Non affidare la gestione del tuo sito a degli incompetenti

Il titolo di questo trucco sembra la scoperta dell’acqua calda, ma la verità è che per essere in grado di riconoscere un incompetente devi avere un minimo di conoscenza basilare di come funzionano WordPress e il web.

attento alle truffe

Per tua fortuna il blog dei Sarti è pieno zeppo di suggerimenti per riconoscere incompetenti e truffatori, perciò seguilo con regolarità.

Grazie alla mia rubrica riuscirai a capire le basi di WordPress e alcuni trucchi più sofisticati e leggendola tutta avrai gli strumenti giusti per valutare l’onestà e le competenze dei professionisti là fuori.

Purtroppo scoprirai presto che la maggior parte delle agenzie e i professionisti faranno cose tipo installare W3 Total Cache sul tuo sito e metteranno qualche cerotto qua e là per farlo funzionare sul breve termine, ma quasi mai proveranno a guarirlo sul serio.

Perché? Perché la maggior parte di loro preferisce lucrare sull’ignoranza dei loro clienti.

Proprio per questo motivo è sempre meglio se il tuo sito te lo gestisci tu da solo! O magari non proprio da solo, ma con una guida esperta.

Ti piace l’idea?

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Continua a seguirmi e presto per te sarà facilissimo usare il martello per spaccare il web!

A martedì prossimo,
Il Fabbro

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