Non trovi personale per il tuo locale in riviera? ALLORA CHIUDI! (oppure usa la Comunicazione)

Ti sembra un titolo cattivo?

Boh, può essere. Oggi sono veramente incazzato.

Sarà l’influenza del Sarto e del suo video di domenica scorsa?

 

Oppure è colpa di quella signora che si lamentava seduta vicino a me e che mi ha “costretto” a dirle che è bene che chiuda il suo ristorante e lo lasci in mano a gente che sa lavorare?

 

Beh, qualunque sia il motivo, oggi ho una storia da raccontarti. Mi è successa qualche giorno fa e mi ha fatto pensare a quanto l’economia italiana sia continuamento sotto attacco e messa in pericolo…

…non dalle multinazionali americane, dalle tasse o dal Covid (o almeno non solo),

ma dagli imprenditori italiani stessi!

 

Oh, che nervoso che mi ha fatto venire!

Immagina la scena: sono seduto nella zona all’aperto di un ristorante. Sto leggendo un libro, per una volta non è nemmeno studio. Sto proprio leggendo un libro vero! Mi sto rilassando, e non capita molto spesso.

 

Quindi sono lì, beato, dopo aver gustato i calamari con la pancetta e chiuso tutto col caffè, e sento questa signora sulla sessantina abbondante parlare con una sua amica.

Sta parlando del suo ristorante a Riccione, una mezz’ora scarsa di autostrada da casa mia.

E sta dicendo che…

 

(rullo funebre di tamburi)

 

“quest’anno va male perché nessuno ha voglia di lavorare”

E non le basta, aggiunge:

“ai miei tempi era tutto diverso, è colpa delle nuove generazioni dei loro genitori”

E infine il colpo di grazia:

“i ragazzi sono distratti e non vogliono imparare”

 

La stai immaginando la mia faccia vero? Lo vedi anche tu l’occhio che balla, il fumo bianco che esce dalle orecchie, la bava alla bocca?

Immagina circa 20 minuti così.

 

E non ce l’ho fatta. Ho fatto il contrario di quello che dico ai miei collaboratori di fare.

Ho parlato!

 

Perché sai, quando inizi a capire come funzionano le cose, scopri che mediamente le attività ignorano i meccanismi basilari della vendita, della comunicazione e della gestione del cliente. E viene facilmente voglia di dire qualcosa… ma io sono il primo ad intimare tutti:

“fatti i cazzi tuoi!”

Perché?

Perché le cose vanno così male perché le persone, imprenditori e imprenditrici compresi… non hanno alcuna voglia di cambiare nulla, men che meno di sapere cosa dovrebbero cambiare.

Zitto.

Muto.

Non ti curar di loro ma guarda e passa.

 

E invece… ci sono cascato!

 

E allora ho fatto delle domande a quella signora lamentosa.

Te le riporto qui, più o meno come è andata nella realtà:

 

“scusi se mi intrometto, ma come mai lei quest’anno non ha gli stessi dipendenti dell’anno scorso?”

“perché l’anno scorso mi sono capitati solo degli scansafatiche, e anche quest’anno è uguale… anzi peggio! I giovani non vogliono lavorare! Ai miei tempi le cose erano diverse!”

“eh signora, lo so. Ma quei tempi non ci sono più. Ora è tutto diverso. Lei come la fa la selezione del personale?”

“selezione? Io metto l’annuncio e quando vengono gli faccio fare la prova. È un ristorante, mica è difficile!”

“beh, signora, magari per lei è facile, ma per uno nuovo può essere difficile, specialmente se non lo ha mai fatto. Non le converrebbe fare una selezione più accurata, dare un mansionario e prevedere un periodo di affiancamento?”

“ma a che serve! Devono fare i camerieri, mica è difficile”

“ok, signora… ma se mi dice che NESSUNO è capace, magari provando ad insegnare il lavoro in maniera diversa… le basterebbe forse selezionare meglio il personale e dedicare qualcuno per un paio di settimane a fare una formazione sul campo!”

“eh ma lo sai quanto mi costerebbe?”

“immagino molto. Ma quanto le costa dover lavorare con ragazzi che non sanno fare il loro lavoro e si licenziano in mezzo alla stagione?”

“ah, è una perdita enorme. Ma non sono io che devo insegnare il lavoro, sono loro che devono impararlo! È che sono tutti distratti dai telefonini…”

“certo signora, sono distratti eccome. Ma mica solo loro. Tutti! Il mondo è cambiato, lei vuole lavorare come trent’anni fa e si aspetta che i suoi dipendenti, giovani così li paga poco, lavorino come trent’anni fa. Ma non è più così… e non sono i ragazzi che si devono adeguare. È lei che non è al passo con i tempi. Lei si deve adeguare alla modernità, non ha alcuna scelta”

“io non mi devo adeguare a niente, sono i ragazzi che sono svogliati!”

“ok, signora. Le do un consiglio: chiuda il suo ristorante, che è meglio”

 

 

Difficile descrivere la sua faccia. Era sbigottita, arrabbiata. E aveva ragione eh: chi sono io per andarle a dire cosa fare?

Non ho resistito. Ho sbagliato.

E sono pentito. Mea culpa.

 

Tuttavia, sfrutto questo mio errore gravissimo per parlare con te di un fatto che non puoi più ignorare. Altrimenti non puoi fare che come la signora: chiudere, magari prima che sia troppo tardi.

 

Il mondo è cambiato. E con esso il mondo del lavoro.

Anche in Riviera!

E sarebbe facilissimo qui parlare di paghe da schiavi, turni massacranti, lavoro nero, assenza di giorni di riposo… questo tanto lo conosci bene ed è su tutti i giornali.

 

In verità non è solo questo che sta creando tutti questi problemi nella ricerca di personale per i lavori stagionali. E te lo racconto da uno che in riviera ci vive.

La signora ha perfettamente ragione: i giovani non sono più quelli di una volta.

Non lavorano più a testa bassa. Non hanno una gran voglia di imparare. Sono distratti.

 

E che si fa?

Ci lamentiamo a morte e poi chiudiamo… oppure ci adeguiamo e troviamo un rimedio?

 

Non possiamo intervenire sui principali luoghi di educazione e crescita, che sono la scuola e la famiglia. Che, mi sembra più che chiaro, non sono più in grado di preparare le nuove generazioni al mondo del lavoro.

Però possiamo intervenire… nelle nostre aziende!

 

Cioè: prendiamo atto della situazione e creiamo un sistema per:

  1. Selezionare meglio il personale;
  2. Dargli la giusta formazione al lavoro;
  3. Dargli la giusta motivazione.

E siccome mi piace essere preciso ma non convenzionale, analizzerò questi tre punti uno alla volta… a ritroso. Partiamo dall’ultimo:

 

DARE LA GIUSTA MOTIVAZIONE

Si, lo so, hai pensato subito alla paga. Ebbene si, i soldini contano.

Ma se non fossero l’unica delle motivazioni dei tuoi dipendenti?

Se ci fosse qualcosa che può motivarli – oltre alla paga?

E cosa potrebbero essere?

Dai che te ne vengono in mente diversi!

Per esempio: il lavoro di squadra condividendo un obiettivo, un team affiatato, un ambiente giovane e dinamico… dai, le hai sentite tutte…

ma c’è di più. Qualcosa che non sei abituato né a vedere né a sentire, perché quasi nessuno lo fa.

Perché, purtroppo, la maggior parte delle aziende la pensa proprio come quella signora!

Ecco allora un breve elenco di consigli utili a motivare i tuoi dipendenti:

  • Crea degli obiettivi di squadra e premia tutti quando vengono raggiunti;
  • Crea degli obiettivi personali, differenti per ogni dipendente (o gruppo di dipendenti) e premia chi li raggiunge;
  • Organizza con cadenza fissa dei momenti ricreativi e di condivisione;
  • Crea dei mansionari precisi e facili da capire per ogni ruolo;
  • Ad ogni assunzione, scegli tra i tuoi vecchi dipendenti qualcuno che funga da Tutor per il nuovo arrivato, con delle procedure chiare;
  • Crea momenti di formazione e team building di gruppo.

…ti sembra troppo?

Hai idea di quanto cambia la tua attività se segui questi consigli?

 

O meglio… hai idea di cosa può succedere se NON lo fai?

 

DARE LA GIUSTA FORMAZIONE

Siamo abituati a pensare: guarda e impara.

Non è colpa nostra, ci hanno insegnato così. Dal tempo dei tempi. Si andava “a bottega” e si osservava “il mastro” per apprendere ne sue arti, svolgendo nel frattempo i lavori più umili.

Ma il mondo è cambiato. I lavori si sono specializzati.

Anche un cameriere, che nel pensiero della signora “fa un lavoro facile”, è un lavoro che necessita di formazione e preparazione.

Il modo di porsi col cliente, come prendere correttamente le comande, come gestirsi i tavoli sono solo le minime basi.

Un cameriere è il volto del ristorante in cui lavora. Può (e deve) fare molto di più.

Deve accogliere il cliente, essere poco invadente ma presente, deve saper vendere i piatti migliori (e il dolce a fine pasto!), deve coordinarsi al meglio con la cucina e i suoi colleghi…

E anche se la signora non l’ha capito, un cameriere che cambia luogo di lavoro non è già preparato. Saprà cose utili, certo, a grandi linee. Ma dovrà fare una cosa difficile: dovrà disimparare cose che aveva appreso nel precedente luogo di lavoro e reimpararle in una versione diversa.

Deve farlo da solo?

Deve farlo osservando e seguendo alcune indicazioni, date in fretta e a parole?

Cosa cambia se invece diamo a quel cameriere il giusto affiancamento, la giusta formazione, degli obiettivi?

Cosa succede se quel cameriere riceve periodicamente formazione su tutte le sue mansioni nel TUO locale?

Succede che si specializza. Diventa più bravo. Vende di più. Rende di più e…

Magia!

Non se ne va, e non dovrai nemmeno fare la fatica di trovarne uno nuovo!

La formazione, l’affiancamento, il tutoraggio, vengono spesso trattati come “spese”.

Cosa cambia se li tratti come investimento?

 

E finalmente veniamo al punto 1, quello che mi sta più a cuore:

SELEZIONA MEGLIO IL TUO PERSONALE

(e poi usalo per vendere sia i tuoi prodotti… che i tuoi posti di lavoro vacanti!)

 

Come funziona di solito una selezione?

Annuncio, invia il tuo CV, colloquio, prova, eventuale assunzione.

Facile no?

Facile ma… inutile.

Questo schema porta alla tua azienda gente di ogni tipo, magari pure in grande quantità, ti obbliga a selezionare tra un mare di gente a caso, perdere un sacco di tempo e puoi solo limitarti a SPERARE di aver pescato dal mucchio quello giusto.

E se fosse possibile fare in modo che sin dal tuo annuncio tu possa avere la certezza di valutare solo candidati perfettamente idonei al lavoro… fino ad avere l’imbarazza della scelta?

Ti sembra esagerato?

Eppure funziona davvero. Solo che… non inizia dall’annuncio, ma da MOLTO prima!

Non ci stai credendo, vero?

Selezionare i tuoi dipendenti prima di averne bisogno?

E allora beccati un esempio made by Sarti del Web:

questo è Paolo, il Boss di America Graffiti Cesena. Prima di lavorare con noi faceva come tutti gli altri: annuncio, curriculum, ecc…

mediamente trovava 40-60 candidati a caso tra cui scegliere. Un vero incubo!

E pensa un po’: spesso, nonostante le tante candidature, gli toccava scegliere “il meno peggio”, perché i candidati erano… così e così.

Poi ne ha parlato con me.

Abbiamo strutturato il suo annuncio in un modo molto diverso, mettendo in risalto le caratteristiche più importanti del suo locale:

  • I dipendenti sono tutti giovani e molto uniti fra loro;
  • Il lavoro è fatto di regole precise ed a volte è davvero duro e faticoso;
  • Il Boss tiene molto al benessere dei suoi ragazzi;
  • L’attenzione al benessere della clientela è la parte più importante del lavoro;
  • C’è l’opportunità di crescere;
  • Non ci basta il CV, vogliamo una lettera di presentazione…

Sembra poco vero? Perché sono cose abbastanza banali… ma nessuno le dice, e soprattutto nessuno le dice nel modo giusto.

E sai quel è stato il risultato?

Invece che 40-60 candidature a caso ne ha ricevute solo 8.

E tra quegli 8… ben due assolutamente perfette.

 

Paolo era felicissimo.

Ma come abbiamo fatto ad ottenere questo risultato?

Davvero basta un annuncio fatto bene?

 

La risposta è NO. Puoi fare l’annuncio di un’offerta di lavoro migliore del secolo, ma non basterà ad ottenere questo risultato.

La vera differenza l’hanno fatta… i dipendenti di Paolo!

 

O meglio, la Comunicazione di Paolo.

 

Ti spiego subito: guarda la sua pagina su Facebook, per esempio.

Periodicamente, Paolo mostra sui Social i suoi ragazzi.

Non solo li mostra, ma li racconta.

Molti potrebbero pensare: ma che c’entra questo con i panini americani?

È proprio questo il punto: chiunque può fare un panino americano, più o meno buono. Ma SOLO da Paolo puoi trovare proprio quei ragazzi, i suoi dipendenti, che corrono sorridenti come trottole tra i tavoli.

Tu, cliente, vai lì e li vedi. Torni, e li rivedi. Sempre pronti a servirti nel migliore dei modi. Sempre indaffarati ma felici. Sempre soddisfatti di poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

Guardando le pagine di Paolo non hai dubbi: lì starai bene come cliente… e come dipendente!

 

E questo cosa comporta?

Che da Paolo ci vanno i ragazzi più bravi, più volenterosi, più allineati al suo modo di lavorare.

 

Dipendenti motivati… e ottime recensioni!

 

In altre parole: grazie alla Comunicazione Su Misura Paolo ha i clienti migliori ed i dipendenti migliori.

In barba a quella signora lì, che nel frattempo si lamenta con le amiche e non fa altro che far arenare la sua attività in un sistema che non può funzionare.

 

Sì, rimango della stessa idea: quella signora deve chiudere. E lasciare spazio ai (pochi, pochissimi) Paolo in circolazione.

 

Ora ti faccio una domanda diretta: la tua Comunicazione fa capire quanto valga la pena lavorare per te?

Lo fa subito, a prima vista, a colpo d’occhio?

Se sì, benissimo, hai tutto ciò che ti serve per accaparrarti i dipendenti migliori.

Se no… MALE.

Ma, non preoccuparti, non tutto è perduto.

 

Anche se fino ad oggi hai fatto si e no mezzo post con una foto storta, non sei spacciato.

Hai, anzi, un’enorme fortuna!

La maggior parte dei tuoi concorrenti… non ha fatto nemmeno quello e non ha intenzione di cambiare, proprio come quella signora.

Quindi ti basta darti una mossa, subito, senza aspettare nemmeno un istante!

 

Si, lo so. Sembra tutto così difficile.

E devo confessarti che… è vero: è DIFFICILE.

Fortunatamente, non è impossibile, se sai come farlo.

 

Ed hai tutto quello che ti serve per iniziare subito… qui, in un unico libro!

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A giovedì prossimo!

Il Modellista

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